Quesito
Caro Padre Angelo,
sono padre di tre figli ed ho paura che possano perdere la fede in Gesù e nella Chiesa. Frequentiamo regolarmente la parrocchia, il Catechismo e la Santa Messa. Preghiamo insieme la sera.
La femmina più grande (11 anni), durante la preghiera della sera tramite un sussidio dell’Azione Cattolica in preparazione al Natale, alla domanda “Quali dubbi e domande abitano la tua fede” ha risposto: “Ho paura che dopo la morte non ci sia nulla, che ci sia un Dio diverso da quello in cui crediamo. Dubito che Dio esista perché mi pare impossibile”.
Alla domanda “Come affronti questi dubbi” ha risposto: “Li metto da parte e cerco di non pensarci”.
In generale la vediamo molto concentrata su se stessa e su oggetti o vestiti. Non dico che noi genitori disprezziamo il mondo e la realtà materiale in cui viviamo, perché comunque riteniamo sbagliato questo atteggiamento di disprezzo, ma il nostro centro rimane Gesù. Ci vestiamo bene e ci curiamo esteriormente (io padre il giusto, la madre di più, ma senza eccessi), ma lo facciamo con equilibrio e moderazione.
Nostra figlia invece dice che amerebbe il lusso e che vorrebbe essere portata in luoghi da ricchi. Che spera di sposare un uomo ricco. Non ci pare che lo dica per scherzo o per provocazione. Non le abbiamo fatto mancare niente e adesso forse temiamo di averle dato troppo.
Come possiamo fare per portarla ad aprirsi ed andare oltre se stessa e il mondo? Come possiamo farle sentire l’amore di Gesù?
Io mi sono molto preoccupato di farle sentire l’importanza della Chiesa, perché molti adesso dicono “Credo in Gesù ma non nella Chiesa” e quindi avevo paura che anche lei vivesse questo. Ma adesso temo di non averle trasmesso bene l’amore per Gesù.
Preghi per noi e per tutte le famiglie Cristiane.
Un abbraccio di pace e bene.
Leonardo
Risposta del sacerdote
Caro Leonardo,
1. l’esternazione della vostra figlia va tenuta nella debita considerazione.
Da una parte non bisogna darle un peso eccessivo, perché ha soltanto 11 anni.
Dall’altra non si deve neanche far finta che vostra figlia non abbia qualche perplessità.
2. Avete mille occasioni per ricordare il senso della provvisorietà della vita presente e che tutto va valutato in vista dell’obiettivo ultimo per cui Dio ci ha creati.
Proprio per questo, Dio per la sua incarnazione ha scelto la povertà per ricordare che la ricchezza è un bene apparente e che non bisogna cercare le cose vane.
La vera ricchezza è quella del cuore, quella dell’anima.
Questo è uno dei temi centrali del Natale che stiamo per celebrare.
3. Avete ancora l’opportunità costante di mostrare la verità della fede cristiana attraverso l’avveramento delle profezie fatte da vari profeti nell’arco di millenni.
Messe tutte insieme, forniscono l’identikit perfetto della figura di Gesù Cristo.
Quale altro personaggio di questo mondo è stato profetato da diversi persone nell’arco di secoli e di millenni?
L’avveramento perfetto delle profezie riguardanti di Gesù Cristo è uno degli argomenti più forti per mostrare la verità della fede cristiana.
4. Penso, ad esempio, alla profezia di Giacobbe sul letto di morte. Giacobbe aveva 12 figli e a uno di questi, Giuda, disse: “Non sarà tolto lo scettro da Giuda né il bastone del comando tra i suoi piedi, finché verrà colui al quale esso appartiene e a cui è dovuta l’obbedienza dei popoli” (Gn 49,10).
Questo avvenne circa 1800 anni prima della nascita di Gesù Cristo.
Giacobbe con la sua famiglia era ancora un nomade. Però prevede che da Giuda sorgerà un re, e questi sarà il re Davide, della tribù di Giuda, che nascerà circa 800 anni dopo.
Prevede anche che verrà uno al quale quel regno appartiene, ed è Gesù Cristo, e verrà quando quel regno o quello scettro sarà tolto.
Infatti Gesù, che era della tribù di Giuda e della stirpe di Davide, nascerà quando il regno di Davide sarà loro tolto, perché gli ebrei sarebbero passati sotto il dominio dei greci e successivamente dei romani.
5. Questa profezia viene rinforzata da quell’altra fatta da Isaia, vissuto circa 800 anni prima di Gesù Cristo. L’abbiamo sentita qualche domenica fa nella prima lettura: “Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore,…” (Is 11,1-2).
Iesse era il padre di Davide.
Da questo tronco, e cioè da tale stirpe, spunterà un germoglio sul quale si poserà lo spirito del Signore e cioè il Messia, Gesù Cristo.
Ma quando spunterà quel germoglio, del regno di Davide ci sarà soltanto il tronco, solo le radici, perché la casa di Davide non avrebbe più regnato essendo passata sotto il dominio dei greci e dei romani.
6. Che dire poi delle profezie riguardanti la passione e la morte del Signore descritte nei minimi dettagli dal profeta Isaia nel capitolo 53 e avverate perfettame?
Accanto alle profezie c’è il compimento dei miracoli compiuti da Gesù Cristo che mostrano in maniera inconfutabile la sua divinità.
7. Ma soprattutto avete la domanda che Cristo ha posto a coloro che lo accusavano e che pone ad ogni uomo di ogni tempo, anche a vostra figlia: “Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete?” (Gv 8,46).
Questo è il criterio supremo che Nostro Signore ci ha lasciato per mostrare la verità del suo insegnamento e del suo operato.
Chiedete pure a vostra figlia dove Gesù ha sbagliato.
E se non ha sbagliato, se non ha peccato, se dice la verità, perché non credergli?
Ditele pure che è inutile non interessarsi di questo problema perché è cruciale per l’esistenza e per la nostra salvezza eterna perché volenti o nolenti tutti dovremo comparire davanti al suo tribunale al momento della morte.
Mi fermo qui, perché non posso fare un trattato di apologetica. Ma penso che questo sia già sufficiente.
Augurandovi un lieto e Santo Natale, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
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