Quesito

Carissimo padre,
le scrivo perchè vorrei trovare una risposta su un nostro comportamento.
Ci penso spesso, mi pongo la domanda  ma non riesco a darmi una risposta.
Come persona prendo me, anche se so che tanti umani sono così.
Mi chiedo: come mai se mi lascio con la ragazza, perdo una persona cara sono pronto a piangere, impazzisco dal dolore, farei qualunque cosa pur che torni la ragazza ma se mi allontano da Dio con il peccato non piango? E’ Lui che mi ha dato la Vita, è Lui che mi fa iniziare il giorno, è Lui che mi consola che mi aiuta nei momenti difficili…eppure non riesco a piangere se pecco contro di Lui….Io con Dio, parlo, lo ringrazio spesso delle cose belle e anche dei giorni brutti, ma se lo offendo tengo il dolore dentro di me per l’azione sbagliata nei suoi confronti, ma non impazzisco come perdere la ragazza. Forse sarò troppo legato alle cose di qua giù?
Poi se facciamo un torto alla ragazza, siamo pronti a chiedere scusa subito e ci impegniamo a non farlo più, quel torto… con Dio invece, ci impegniamo di non farlo più, durante la riconciliazione, ma poi, a volte nel giro di poche ore ci dimentichiamo le promesse fatte e ritorniamo quelli di qualche ora prima: quelli con l’anima da pulire!!…Perchè tutto questo?
La ringrazio padre per la risposta che vorrà darmi.
So che Dio è buono e misericordioso, lento all’ira e ricco di grazia, però , non per questo dobbiamo approfittarne.
C.G


Risposta del sacerdote

Caro C.G.,
1. i teologi distinguono tra amore sommo nella gerarchia dei valori (lo chiamano: appretiative sommo) e amore intensivamente sommo.
È intensivamente sommo l’amore che coinvolge le emozioni. Talvolta le può coinvolgere in maniera così forte da produrre la morte.

2. Quello che si dice dell’amore, va detto pari pari anche per il dolore.
Vi può essere un dolore sommo nella gerarchia dei valori, per cui si comprende e che si è fatto il più grande male, ma di emozioni se ne provano poche.
Mentre talvolta si priva un dolore molto per la perdita di un oggetto, sebbene se in cuor proprio si sia consapevoli che quel dispiacere non ne merita la pena.

3. L’amore per Dio deve essere sommo.
Da lui abbiamo ricevuto l’universo intero e da lui abbiamo  attimo per attimo.
Saremmo ingrati se non lo ammassino così.

4. Tuttavia, dicono giustamente i teologi, non si richiede che il nostro amore, e conseguentemente anche il dolore per il peccato, sia intensivamente sommo e cioè che sia accompagnato dal coinvolgimento delle emozioni.
Perché le emozioni sono qualcosa di sentivo, di materiale.
E noi proviamo emozione per ciò che vediamo, tocchiamo, sentiamo, gustiamo, incontriamo, ci tocca di vicino.
Allora comprendiamo come mai le emozioni per le realtà e le persone di questo mondo siano molto vive.

5. Dio invece non è materiale, ma purissimo spirito.
Anche quando lo pensiamo, nella nostra mente e nella nostra immaginazione lo rimpiccioliamo sempre, rappresentandocelo in maniera abbastanza opaca.
Nello stesso tempo siamo persuasi che Egli è infinitamente al di sopra di ciò che possiamo pensare o immaginare.
Per questo il nostro amore per Lui coinvolge poco le emozioni.

6. Che cosa significa allora amare Dio con tutto il cuore?
Significa a che Lui dobbiamo dare il massimo, perché è il nostro bene più grande.
Concretamente questo comporta che non si anteponga nulla allo stare insieme con Lui, a ricevere la sua vita, la sua luce e il suo amore.
Sicché si deve programmare la giornata con il tempo scandito e dedicato alla preghiera, all’incontro con Lui anche nella S. Messa.
Soprattutto significa che il giorno di festa sia a Lui consacrato.
In particolare amare Dio con tutto il cuore significa dargli quanto possiamo attraverso la carità nei confronti del prossimo, perché quanto facciamo al nostro prossimo lo ritiene fatto a sé.
E significa anche che si è disposti a perdere tutto, anche la vita, pur di non offenderlo e perderlo con il peccato.

7. Potrei dire che è provvidenziale che le nostre emozioni siano poco coinvolte nell’amore di Dio e che talvolta non lo siano affatto.
Perché potrebbe esserci il rischio di amare di più la consolazione che si prova nell’amore che Lui stesso.
Mentre il poco coinvolgimento delle emozioni o addirittura la loro assenza rende il nostro amore più puro, più vero.

Ti ringrazio per avremo dato l’opportunità di fare queste precisazioni, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo