Quesito

Caro Padre Angelo,
Le scrivo per chiederLe dei chiarimenti in ordine ai gesti d’affetto nel matrimonio che possono essere compiuti dai coniugi senza peccare.
Ho letto qualche Sua risposta da cui mi sembra di capire che non sono peccato se sfociano in atti idonei a procreare (ovviamente senza precauzioni)…
Ma mi sorgono dei dubbi:
1) i coniugi che si baciano solo per impeto di affetto e si eccitano senza però voler arrivare all’atto sessuale, peccano?
2) è necessario che dopo un bacio appassionato, che produca un certo stato d’animo, per forza si debba compiere il resto?
3) se subito dopo i preliminari non si giunge all’atto coniugale è peccato?
Un’altra cosa che mi angustia è questa: io non vorrei avere figli adesso…vorrei attendere qualche anno. Le confido che non mi sento pronta ad avere figli soprattutto dal punto di vista psicologico.
Vorrei prima costruire con mio marito un’unione solida…che nulla possa scalfire.
Come dunque mi devo comportare? Non mi fido molto dei metodi naturali, anche perché occorre qualcuno che li insegni e non saprei a chi rivolgermi…(un pò mi rammarico del fatto che nelle Parrocchie non vi sia nessun tipo di informazione e supporto per le coppie sui metodi naturali; secondo me è per questo che, in tanti, ricorrono a metodi contraccettivi).
Mi dispiacerebbe non fare la Comunione.
Caro padre, mi scuso per la lunghezza della mail. Vorrei solo vivere bene il mio matrimonio, conciliarlo il più possibile con quello che è il volere di Dio che tanto Amo.
La ringrazio fin d’ora per l’eventuale risposta.
Cordiali saluti


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. anzitutto ti porgo i miei più cari auguri di un felice matrimonio. Che possiate fare un percorso che vi aiuti a diventare sempre più santi, perché l’obiettivo ultimo del matrimonio è proprio questo.

2. Parto da una delle ultime osservazioni che hai fatto: non conosci ancora bene i metodi naturali.
Questo mi stupisce parecchio. Nei corsi prematrimoniali che cosa insegnano dunque?
I metodi naturali non sono una tecnica per distanziare le nascite dei figli, perché a volte sono usati proprio per volere i figli, ma uno stile di vita che impegna i due a dominare le proprie emozioni e a mantenere i gesti di amore in un contesto di vero amore. Là dove ci si riserva di donare qualcosa all’altro, come avviene nella contraccezione, il gesto viene falsificato.

3. Il mio consiglio è dunque questo: cerca una centro dove vengano insegnati i metodi naturali. In ogni diocesi (specie nel consultorio diocesano) ci sono delle persone adibite a questo. Se non altro ti possono dare delle utili informazioni (ma mi stupisco ancora: perché nel corso dei fidanzati non ve li hanno indicati?).
Capisci che non poter fare la Comunione e non vivere abitualmente in grazia di Dio non è affatto una bella cosa!
Hai ragione tu a dire che molti non praticano i metodi naturali perché non sono stati presentato e insegnati.
Cerca di farti promotrice di questo anche all’interno della tua comunità cristiana.
Secondo me, una coppia che oggi arriva al matrimonio senza conoscere i metodi naturali, vi giunge con una certa dose di irresponsabilità.
La Chiesa presenta la conoscenza dei metodi naturali come il primo elemento indispensabile per una paternità e maternità responsabile (Paolo VI, Humanae vitae, 10).

4. Circa le varie manifestazioni affettive: tu sai che possono coinvolgere la genitalità, e in maniera più immediata nel maschio.
Il criterio della Chiesa è il seguente: perché la sessualità venga usata secondo Dio è necessario che l’esercizio della genitalità avvenga nel contesto in cui esso ha vero significato, e cioè nell’atto coniugale, che esprime la donazione totale di sé ed è aperto di sua natura alla possibilità della procreazione.
Pertanto le manifestazioni affettive che portano ad una polluzione fuori dell’atto coniugale coinvolgono un esercizio disordinato della sessualità.
Se questo capita inopinatamente, vada. Ma quando per esperienza si sa che l’esito è questo, si tratta di un gesto che davanti a Dio è riprovevole, proprio perché si usa della sessualità per un fine diverso da quello da Lui indicato.

5. Con questo criterio mi pare di averti dato una risposta per l’abbondante casistica che mi hai prospettato.
Questo significa che per evitare un esercizio disordinato della sessualità, ci si deve dominare nelle manifestazioni affettive. Ti accorgerai più avanti quanto questo contenimento sia prezioso per dare a te e a lui la forza per superare qualsiasi tentazione, anche nell’ambito extrafamiliare.
Rimane ancora il caso dei preliminari non conclusi con l’atto coniugale: se si concludono con una polluzione (che poi altro non è che una masturbazione) allora sono illeciti. Se questo non avviene, si può stare tranquilli.

6. È lecito rimandare la procreazione a tempi in cui ti senti più sicura sotto ogni aspetto.
Ma questo non può avvenire attraverso la contraccezione.

7. Mi chiedi se gli atti coniugali vanno in qualche modo programmati: la risposta è senz’altro affermativa. Si tratta di un gesto che impegna una grande responsabilità, come quella della procreazione. Non ci si può lasciar trasportare solo dalle emozioni.

8. Per il tuo matrimonio: non anteporre nulla alla volontà di Dio, il quale non vuole toglierti nulla, ma solo proteggere e incrementare l’amore autentico. Con il tuo marito dì chiaramente che al primo posto nella tua famiglia va messo Dio e l’amore per la sua santa volontà.
Proprio stamattina, nella prima lettura della Messa, sono risuonate queste parole: “perché in questo consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi” (1 Gv 5,3).
Nella Lettera agli ebrei si legge: “Il matrimonio sia rispettato da tutti e il talamo sia senza macchia” (Ebr 13,4).

Il matrimonio sia per te una strada nella quale, con il tuo sposo, cerchi di amare sempre di più il Signore.
Fai sempre la sua volontà. E ti accorgerai che Lui farà la tua.
Ti prometto una preghiera e ti benedico.
Padre Angelo