Quesito
Ave Maria Padre Angelo,
Mi chiamo Riccardo, ci siamo già sentiti in passato.
Innanzi tutto ringrazio Lei e tutta la squadra del sito, è un servizio di evangelizzazione molto bello e vi sono molto grato per le Vostre risposte ed approfondimenti.
Ho una domanda che vorrei farle, la porto di seguito:
Quando medito questo versetto del vangelo mi disturba parecchio (Marco 4, 25 ), non riesco a capirlo ed attualizzarlo nella mia vita e se provo ad attualizzarlo mi spaventa.
Cosa intende dire il Signore Gesù? Che i doni da lui ricevuti possono essere tolti? Per esempio, il dono della fede mi può essere tolto da Dio?
Oppure se non seguo la sua Parola mi toglie la grazia?
Il mio terrore più grande è perdere la Fede, vivere senza Dio è una cosa terribile. Avere dentro di sé quella certezza che Dio è presente e vivo non la voglio perdere e sono molto attento a non perderlo, tuttavia quando leggo questo versetto mi turba.
Padre Angelo le chiedo un approfondimento perché non riesco a capirlo o forse lo capisco male e mi spaventa.
Grazie.
Riccardo
Risposta del sacerdote
Caro Riccardo,
1. anche a beneficio dei nostri visitatori, vale la pena riportare il passo evangelico in questione: “Diceva loro: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha»” (Mc 4,21-25).
2. Va detto innanzitutto a scanso di equivoci che Dio non toglie la fede e non toglie neanche la grazia, perché “la grazia e i doni di Dio sono irrevocabili” (Rm 11,29).
Si può perdere la grazia di Dio e si può perdere anche la fede, ma non perché Dio ritiri questi doni.
Si possono perdere solo per incuria propria.
3. Marco Sales commenta l’affermazione di Mc 4,25 in senso spirituale: “Chi ascolta la parola di Dio e gli presta attenzione e la coltiva, avrà nuove accrescimenti di intelligenza; chi invece indolente e pigro e la trascura perderà anche quel poco di intelligenza che ha e cadrà in quell’orribile cecità spirituale per cui si diventa insensibile a tutto”.
4. E facendo riferimento al passo evangelico riportato in Mt 13,12 scrive: “Chi è docile ai divini insegnamenti riceve da Dio maggiori lumi e maggiore grazia, e nelle parabole trova una dottrina più perfetta intorno al regno di Dio; mentre chi è malvagio, viene a perdere il gusto della predicazione evangelica; e che disprezza la grazia sarà abbandonato da Dio”.
Questa espressione: “sarà abbandonato da Dio” va intesa secondo il sentire di Sant’Agostino il quale ha affermato che Deus non deserit nisi prius deseratur (Dio non abbandona se non viene prima abbandonato”.
5. Tuttavia è ancora più precisa la Bibbia di Gerusalemme che applica agli ebrei questo monito del Signore perché non hanno accolto la sua predicazione.
Ecco che cosa dice il commento di Mt 13,12: “Per le anime ben disposte, al possesso dell’antica alleanza si aggiungerà il perfezionamento della nuova; alle anime mal disposte, sarà tolto anche quello che hanno”.
6. In questo senso Gesù aveva già detto che non era venuto ad abolire la Legge ma portarla complimento (cf. Mt 5,17).
Il completamento della Legge, vale a dire dell’Antico Testamento, è lui.
Se non si accetta Gesù Cristo come significato dell’Antico Testamento, si perde anche il significato stesso dell’Antico Testamento.
7. Ecco perché viene detto che gli sarà tolto anche quello che ha. Perché non lo si possiede nel suo vero significato.
Augurandoti ogni bene ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo