Quesito

Carissimo Padre Angelo,
Quest’oggi le pongo una domanda che mi incuriosisce da tempo.
La mia domanda riguarda l’Imperatore romano Marco Ulpio Nerva Traiano, conosciuto semplicemente come Traiano e spesso ricordato come Optimus Princeps.
È un personaggio che ammiro molto ed è diventato famoso per la sua bontà d’animo ed intelligenza.
Ora, leggendo la Divina Commedia, che so non essere ovviamente riconosciuta come descrizione ufficiale dalla Chiesa ma che spesso su alcuni punti è d’accordo con quest’ultima, Dante lo colloca in paradiso, tra i più giusti regnanti, con il re Davide ed altri. Incuriosito ho fatto delle ricerche.
Ho trovato solo una leggenda che dice che Papa Gregorio Magno abbia ottenuto da Dio la resurrezione dell’Imperatore il tempo per battezzarlo, ma so anche che la Chiesa non riconosce il Limbo o situazioni simili e quindi il battesimo non sarebbe strettamente necessario in questo caso quindi la veridicità della vicenda non è essenziale.
Non avendo trovato altre fonti le chiedo se la Chiesa riconosca l’Imperatore Traiano come Santo in Paradiso e quindi degno di venerazione o se sia soltanto un parere di Dante, come molte altre volte.
La saluto e le assicuro la mia preghiera.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. al di là della leggenda riportata da Dante secondo cui San Gregorio Magno avrebbe risuscitato Traiano a motivo della sua proverbiale bontà, l’abbia battezzato e poi mandato in paradiso, possiamo leggervi qualcosa di molto più verosimile.
E cioè che San Gregorio Magno abbia visto Traiano in Paradiso.
In genere nella tradizione comune viene riferito solo questo, lasciando perdere i dettagli della leggenda
Che Traiano sia andato in Paradiso non stupisce affatto.

2. San Tommaso d’Aquino a proposito delle persone che non hanno avuto occasione di sentire l’annuncio del vangelo, partendo dal principio che Dio vuole salvi tutti gli uomini (1 Tm 2,4), scrive: “Dal fatto che tutti gli uomini sono tenuti a credere esplicitamente alcune verità per salvarsi, non c’è inconveniente alcuno che qualcuno viva nelle selve o tra gli animali bruti. Poiché appartiene alla Divina Provvidenza provvedere a ciascuno le cose necessarie per la salvezza, a meno che uno non lo impedisca da parte sua. Perciò, se uno educato secondo la ragione naturale si comporta in maniera da praticare il bene e fuggire il male, si deve tenere per cosa certissima (certissime tenendum est) che Dio gli rivelerà per interna ispirazione le cose che deve credere necessariamente o gli invierà qualche predicatore della fede come fece con S. Pietro e Cornelio (At 10,1 55)” (De Veritate, 14, 11, ad 1).

3. Non stupisce allora che Dio per interna ispirazione abbia potuto infondere in Traiano, universalmente noto per la sua bontà e la sua rettitudine, le nozioni essenziali per la salvezza e che sono quelle trasmesseci dalla lettera agli Ebrei: “Senza la fede è impossibile essere graditi a Dio. Chi infatti si accosta a Dio deve credere che egli esiste e che egli ricompensa coloro che lo cercano” (Ebr 11,6).
Questa infusione sarebbe stata accompagnata dalla grazia santificante, che gli ha tolto il peccato originale e lo ha rivestito di quella veste (l’ordine soprannaturale) che consente di entrare in Paradiso dopo le eventuali purificazioni del Purgatorio.
Per la salvezza di Traiano non è necessario ricorrere alla teoria del limbo dove sono finiti i giusto dell’Antico Testamento in attesa che Cristo aprisse il Paradiso.
Se Traiano si è salvato, e io me lo auguro con tutto il cuore, si è salvato a motivo della grazia.
E dopo la risurrezione di Cristo chi è rivestito di grazia non va al limbo, ma in paradiso.

4. Per salvarsi non è sufficiente “sapere” che Dio esiste ed è rimuneratore per quelli che lo cercano, ma è necessario cercare Dio.
E lo si cerca in maniera vera disponendo la propria vita ad essere rimunerata da Dio.
Traiano deve aver fatto così.

5. Su questi requisiti basilari ritorna il Magistero del Concilio Vaticano II quando scrive: “Quelli che senza colpa ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa ma che tuttavia cercano sinceramente Dio e con l’aiuto della grazia si sforzano di compiere con le opere la volontà di lui, conosciuta attraverso il dettame della coscienza, possono conseguire la salvezza eterna.
Né la divina Provvidenza nega gli aiuti necessari alla salvezza a coloro che non sono ancora arrivati alla chiara cognizione e riconoscimento di Dio, ma si sforzano, non senza la grazia divina, di condurre una vita retta.
Poiché tutto ciò che di buono e di vero si trova in loro è ritenuto dalla Chiesa come una preparazione ad accogliere il Vangelo e come dato da colui che illumina ogni uomo, affinché abbia finalmente la vita” (Lumen gentium 16).
E ancora: “E ciò vale anche per tutti gli uomini di buona volontà, nel cui cuore lavora invisibilmente la grazia. Cristo, infatti, è morto per tutti e la vocazione ultima dell’uomo è effettivamente una sola, quella divina; perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire a contatto, nel modo che Dio conosce, col mistero pasquale” (Gaudium et spes 22).

6. Dal canto suo il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che “ogni uomo che, pur ignorando il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, cerca la verità e compie la volontà di Dio come la conosce, può essere salvato.
È lecito supporre che tali persone avrebbero desiderato esplicitamente il Battesimo, se ne avessero conosciuta la necessità” (CCC 1260).

7. Le cose dunque si chiariscono bene senza far riferimento alla leggenda, che potrebbe soltanto far sorridere impedendo di cogliere ciò che nel suo fondo è implicito.
Trattandosi poi di rivelazione privata la Chiesa non si pronuncia.
Inoltre dal momento che Traiano non è stato battezzato la Chiesa non giudica le sue virtù.
La Chiesa giudica solo coloro che le appartengono attraverso il Battesimo. E allora li può proporre come esemplari di vita cristiana e intercessori in Cielo.
Ciò non toglie che Traiano possa essere più santo di tanti che sono stati battezzati o addirittura canonizzati.

Ti ringrazio per la preghiera, ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo