Carteggio tra Emanuel e Padre Angelo sulla guerra tra Libano e Israele

////Carteggio tra Emanuel e Padre Angelo sulla guerra tra Libano e Israele

Carteggio tra Emanuel e Padre Angelo sulla guerra tra Libano e Israele

Riportiamo il testo di alcune email intercorse tra Emanuel e Padre Angelo

1. Caro Padre Angelo,
vorrei porle questo quesito: nella guerra in corso tra Isralele e Libano, chi ha ragione? Alcuni hanno infatti sostenuto che Israele ha il diritto di difendersi da rapimenti e attacchi terroristici, tanto più che Hezbollah fa addirittura parte del Governo libanese. Altri invece affermano che la reazione di Israele è sproporzionata. Tuttavia, mi chiedo: esiste un metro per definire quando una reazione è proporzionata o meno? “Legittima difesa militare” e “guerra giusta” sono entrambi concetti contenuti nel Catechismo della Chiesa Cattolica, ma paiono, ahimè, più facili da definire sulla carta che da applicare correttamente nei fatti.
Grazie per la risposta,
Emanuel

Caro Emanuel,
io, per ora giro a te la domanda. Che cosa ne pensi?
Io mi limito a riprendere quanto ha affermato la Santa Sede attraverso il card. Sodano, segreatrio di Stato.

Dichiarazione del Card. Angelo Sodano Segretario di Stato alla Radio Vaticana

Le notizie che ci giungono dal Medio Oriente sono certamente preoccupanti.
II Santo Padre Benedetto XVI e tutti i Suoi Collaboratori seguono con particolare attenzione gli ultimi drammatici episodi che rischiano di degenerare in un conflitto con ripercussioni internazionali.
Come in passato, anche la Santa Sede condanna sia gli attacchi terroristici degli uni sia le rappresaglie militari degli altri. Infatti, il diritto alla difesa da parte di uno Stato non esime dal rispetto delle norme del diritto internazionale, soprattutto per ciò che riguarda la salvaguardia delle popolazioni civili.
In particolare, la Santa Sede deplora ora l’attacco al Libano, una Nazione libera e sovrana, ed assicura la sua vicinanza a quelle popolazioni, che già tanto hanno sofferto per la difesa della propria indipendenza.
Ancora una volta appare evidente che l’unica via degna della nostra civiltà sia quella del dialogo sincero fra le Parti in causa.
Dal Vaticano, 14 luglio 2006.

(cf. L’Osservatore Romano, sabato 15 luglio 2006, p.1)

Intanto non dimentichiamo di pregare e di offrire sacrifici a Dio per la pace in quelle Nazioni e nel mondo intero.
Ti ringrazio per avermi dato la possibilità di presentare all’attenzione e alla buona volontà di tutti i nostri visitatori questa causa.
Come al solito, ti saluto e ti benedico.
Padre Angelo

2. Caro Padre Angelo,
forse la reazione di Israele è davvero sproporzionata, specialmente per ciò che riguarda il coinvolgimento dei civili. Temo però che la situazione sia molto più complicata di così.
Infatti, credo che in linea di diritto Israele non abbia tutti i torti. Riflettiamo: se l’Italia confinasse con due Stati che ospitano nel proprio Governo organizzazioni terroristiche, e se periodicamente venisse attaccata missilisticamente, avrebbe o no il diritto di difendersi? Io credo che in quel caso l’Italia non solo avrebbe il diritto, ma anche il dovere di difendere i suoi cittadini.
Inoltre, si tenga conto che qui siamo di fronte ad uno scontro tra una democrazia, Israele, ed organizzazioni come Hezbollah e Hamas sostenute da Siria e, soprattutto, Iran. Alcuni Governi europei invece di condannare un tale sostegno, si stanno comportando in modo a dir poco sconsiderato: per esempio, pare che Prodi abbia offerto a Teheran la mediazione in questa guerra. Spero che non sia vero. Trovo comunque grave che buona parte della maggioranza di Governo si sia precipitata a condannare Israele senza spendere una sola parola nei confronti di Hamas ed Hezbollah. Purtroppo, ciò si è visto anche a livello internazionale.
Di fronte a questa guerra, non possiamo semplicemente offrire una fredda equidistanza, dicendo che un pò hanno torto gli uni e un pò hanno torto gli altri, perchè, purtroppo, le cose non stanno così. Con la nostra equidistanza, riusciremo solo a convincere Israele che in Europa non interessa a nessuno degli attacchi kamikaze e dei missili Hezbollah. Se vogliamo essere mediatori credibili, serve una condanna ferma degli attacchi terroristici e dei regimi che li sostengono, non solo della reazione di Israele.
Israele ha esagerato? Forse. Ma chiediamoci anche: e noi europei cosa abbiamo fatto in tutti questi anni per impedire una simile situazione? Ecco cosa abbiamo fatto: abbiamo finanziato l’autorità palestinese senza chiederci se per caso i soldi non andassero in mano ai terroristi piuttosto che alla popolazione civile. E, purtroppo, andava proprio così.
Prima ancora di condannare Israele forse dovremmo condannare noi stessi.
Questo è il mio punto di vista. Forse un pò controtendenza, ma la verità talvolta non sta tutta nei comunicati ufficiali.
Preghiamo, e speriamo che Dio abbia pietà della nostra miseria e ci conceda la pace.
A presto,
Emanuel

Caro Emanuel,
mi complimento per l’equilibrio con cui rifletti su situazioni tanto complesse e nelle quali è facile giudicare con preconcetti.
Continuiamo a pregare e a offrire sacrifici a Dio per la pace nel mondo, come ha chiesto di fare il Santo Padre.
Ti benedico.
Padre Angelo

Di |2006-07-22T15:00:00+00:0022 luglio 2006|Un sacerdote risponde - Varie - Generale|