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Quesito

Salve,
sono una ragazza credente che frequenta molto spesso il suo sito e trovo le sue risposte sempre molto interessanti e spesso veramente illuminanti. Volevo chiederle una cosa riguardo le vacanze per i cristiani. Una mia amica ha invitato me e qualche altra ragazza nella sua casa al mare in occasione del suo compleanno per 4 giorni, di cui uno di questi include la domenica. Il posto si trova in una località che non conosco bene, più precisamente la sua casa fa parte di una sorta di villaggio lungo il mare e non ci sono chiese nelle vicinanze (la più vicina dista parecchi chilometri a quanto dice internet) e visto che non potrei spostarmi se non a piedi (considerato che nessuna di noi ha la macchina e che arriveremo lì accompagnate da qualcuno che poi se ne andrà), molto probabilmente salterei la messa. Cosa posso fare? Ormai ho già comprato il biglietto del treno. Non devo andare oppure posso santificare la festa in un altro modo?
La ringrazio in anticipo, un saluto, 
Claudia

 


 

Risposta del sacerdote

Cara Claudia,
1. alcuni teologi moralisti in passato dicevano che nel tuo caso, dal momento che l’omissione della Messa in giorno festivo non è un atto volontario ma conseguente ad un’azione che di suo è buona, non si commetterebbe peccato grave.
Questi teologi moralisti ricordavano anche che le leggi della Chiesa non obbligano cum nimio incomodo (con grande scomodità). Nel tuo caso, poiché parli di diversi chilometri, potresti sentirti dispensata.
Sempre questi teologi moralisti dicevano che si è dispensati se il tratto di strada è di un’ora circa di cammino.

2. Tuttavia se puoi essere dispensata dal precetto della Chiesa non sei però dispensata dal terzo comandamento che suona così: “Ricordati di santificare le feste”.
San Tommaso dice che “il precetto della santificazione del sabato letteralmente inteso è insieme morale (diritto naturale) e cerimoniale (diritto positivo). È un precetto morale nel senso che l’uomo deve destinare un dato tempo della sua vita alle cose divine. Infatti l’inclinazione naturale porta l’uomo a destinare a ogni cosa necessaria un dato tempo: così egli fa per il vitto, per il sonno e per altre cose simili. Perciò l’uomo secondo il dettame della ragione naturale deve destinare del tempo anche al ristoro spirituale, saziando di Dio la propria anima. Ecco quindi che la destinazione di un dato tempo per attendere alle cose divine costituisce un precetto morale.
Ma la determinazione di un giorno particolare, quale ricordo della creazione del mondo, fa di questo comandamento un precetto cerimoniale (diritto positivo)” (Somma Teologica, II-II, 122, 4, ad 1).

3. Pertanto nell’impossibilità di soddisfare il precetto della Chiesa, che è un precetto di diritto positivo, sei tenuta a saziare la tua anima di Dio e a dare culto a Dio in spirito e verità.
Questo lo puoi fare leggendo le letture della Messa, facendo meditazione su di esse, cercando di fare la Comunione spirituale e pregando per te stessa, per la Chiesa e per l’umanità.
In pratica: stando in preghiera e in raccoglimento almeno tanto tempo quanto ne dedicheresti per la partecipazione alla Santa Messa.

4. Il codice di Diritto canonico prevede che si possa essere dispensati dalla partecipazione alla Messa dal proprio parroco (can. 1245).
La dispensa del parroco tranquillizza maggiormente in coscienza

5. Pier Giorgio Frassati, oggi il beato Pier Giorgio Frassati, era consapevole della dispensa di cui parlavano i teologi. Su di essa non diceva nulla, però non se ne avvaleva.
Ecco che cosa scrive di lui Marino Codi: “Ascoltiamo, in proposito, alcune sue dichiarazioni circa l’ascolto della messa. La prima porta la data del 22 novembre 1924 e compare in una lettera all’amico Beltramo: «Carissimo Marco, sono alla vigilia di una bella gita in montagna e tu puoi immaginare qual gioia invada il mio animo in questi momenti. Severi aveva proposto di partire per la Bessanese insieme a Denina e compagni, ma bisognava perdere la Messa e io dapprima avevo aderito, ma poi il pensiero di venir meno a un dovere e la coerenza di ciò che io tante volte avevo sostenuto contro la tesi di Laura mi costrinsero a rinunciare».
Qual era questa tesi? Laura gli aveva fatto presente la dispensa della Chiesa dall’osservanza del Precetto festivo di ascoltare la Messa, in certe circostanze eccezionali, sperando di convincerlo a cedere. Ecco la sua risposta: «Lo so, so che è possibile averla, ma io preferisco non partecipare alla gita». Chiuso.
Un’altra autorevole dichiarazione viene da monsignor Pinardi, allora parroco di San Secondo, poi vescovo, e ora sulla via della beatificazione, che attesta: «Quante volte al sabato si presentò da me per assicurarsi dell’ora della prima messa; quante volte mi richiese di provvedere una messa prima della normale, ma quante volte ancora, e lo assicuro, mancando la messa all’ora richiesta, rattristato, ma fermo e deciso, lasciò la gita»” (Marino Codi, Pier Giorgio Frassati, Portalupi editore, p. 265).

6. Ecco, ti ho detto tutto.
Vale per te e vale per molti altri.

Ti benedico, ti ricordo al Signore e ti auguro ogni bene.
Padre Angelo