Quesito

Caro Padre Angelo,
se un coniuge passa ad un’altra religione o ad una setta, si può chiedere  l’annullamento del matrimonio?
Il vostro sito è importantissimo per la mia crescita spirituale … che Dio vi ricolmi di ogni benedizione per la grande opera che sta compiendo in noi attraverso di voi.
Un abbraccio nel Signore


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. la Chiesa non può annullare un matrimonio valido.
Può emettere sentenze di nullità. Ma quando emette queste sentenze dichiara che il matrimonio non c’è mai stato. Ci sono stati i riti, tutte le pratiche necessarie. Ma è mancata la sostanza.
Nel caso che mi hai proposto bisognerebbe verificare se, al momento in cui è stato celebrato, il matrimonio fosse valido.
Se è stato un valido matrimonio. neanche il Papa può dispensare.
Gesù ha detto: “l’uomo non divida ciò che Dio ha unito” (Mc 10,9).

2. D’altra parte i coniugi nel giorno delle nozze si sono promessi reciprocamente fedeltà nella buona e nella cattiva sorte per tutta la vita.
Capisco bene che per un coniuge cristiano dev’essere un’autentica mazzata quando vede il proprio partner adescato da una setta o anche che abbandoni Gesù Cristo.
Ma il vincolo rimane indissolubile.

3. Nel caso di inconciliabilità e di litigio permanente può diventare lecita la separazione, senza passare a convivenze o a nozze civili.
La separazione non rompe il vincolo coniugale. Dichiara che il vivere insieme è diventato un insulto continuo al Creatore ed è diventata indispensabile per evitare le occasioni prossime di peccato.

4. La chiesa può giungere al massimo a sciogliere un matrimonio valido (in gergo canonico si dice “rato”) ma non consumato.
È vero che le nozze iniziano dal momento del consenso coniugale.
Di fatto però la Chiesa riconosce che quando il matrimonio non è stato consumato, gli manca un complemento che era implicito al momento della celebrazione delle nozze, un complemento al quale un coniuge ha diritto.
In questo caso, se vi è grave causa, la Chiesa dispensa.
Inizialmente l’ha fatto per chi entrava nella vita religiosa, che comportava voti solenni ed era equiparata ad una morte al mondo.
In seguito ha esteso questa dispensa per qualunque altra ragionevole causa.

5. Alcuni canonisti considerano non pienamente consumato un matrimonio in cui, pur essendoci stati molti atti coniugali, ci si è sempre comportati in maniera contraccettiva.
In questo caso, dicono, non si è mai compiuto un atto coniugale secondo Dio. È come se il matrimonio non fosse stato realmente consumato perché non ci è mai voluto donare in totalità.
Tra le cause di dispensa “super rato et non consumato” questo caso non è infrequente.

Come vedi, ho voluto cogliere l’occasione della tua domanda per ricordare quale sia il potere della Chiesa nell’ambito matrimoniale. È un potere ministeriale, di servizio, di verifica delle condizioni perché si possa parlare di autentico e pieno matrimonio.
Ma non la Chiesa può andare più in là, perché il matrimonio è di istituzione divina. E, della legge di Dio, la Chiesa è ministra, non arbitra.

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo