Gentile Padre Angelo,
Innanzitutto la ringrazio per il suo prezioso aiuto, le sue parole portano conforto e speranza, oltre che chiarezza. Chiedo scusa se questa mia lettera sarà tormentata e lunga.
Le chiedo qualcosa sulle vie “straordinarie” di salvezza, sulle infestazioni demoniache e maledizioni. Tutte collegate nel mio caso.
Tanti anni fa un giovane uomo al quale era particolarmente affezionata morì all’improvviso, né lui né la sua famiglia erano credenti.
Anni dopo, ma molti, sentii forte il desiderio di pregare per lui, mi sembrava di potergli essere più vicina.
Può essere che si sia salvato e sia in Purgatorio, e che la “necessità di pregare” non sia solo una suggestione?
Anche quando morì un’altra persona alla quale ero molto affezionata capitò un fatto strano: quella notte prima di dormire sentii una voce nella mia testa che chiedeva aiuto, e aveva lo stesso tono di quella persona.
Non vorrei peccare di orgoglio, padre, sono l’ultima persona al mondo in grado di aiutare, ma mi piacerebbe sapere come posso discernere in questi casi e come comportarmi, magari è solo suggestione e stress, sono così confusa..
Comunque poco prima di morire quel giovane uomo aveva comprato un oggetto in un paese del Nord Africa, e si scoprì solo dopo che c’era un piccolo teschio raffigurato, nascosto fra le trame geometriche della fantasia decorativa. Ci dissero che in quelle zone è comune maledire gli oggetti così e che questo poteva aver causato la sua morte. Ma può una maledizione uccidere? L’oggetto ora è in casa di una sua parente, che non ha voluto liberarsene.. Ma avvengono fatti strani: mobili che si spostano rumorosamente (testimoni i vicini), oggetti di poco valore che scompaiono e riappaiono in luoghi assurdi, luci che si accendono da sole, tavolino e sedie del terrazzo rovesciate dal nulla (le uniche del condominio).. Ma con le serrature a posto.. Va detto che lei e sua figlia si rivolsero pure a un misterioso “curatore” che risolse in effetti dei problemi ma “in allegato” s’intensificarono certi altri disturbi, anche di salute (questa donna ha una malattia autoimmune sconosciuta).
Possono essere questi fatti davvero legati solo a una suggestione?
Posto che la preghiera è l’arma più forte, c’è qualcosa che possiamo fare?
Grazie infinite, la ricordo nelle mie preghiere e spero altrettanto.
Che il Signore la benedica


Carissima,
solo oggi sono giunta alla tua mail e te ne domando scusa.

1. Sulla salvezza eterna di quel giovane uomo: noi lo possiamo sperare, ma non ne siamo certi.
Sappiamo che Dio fa di tutto per portare alla salvezza ogni uomo.
Ma siamo certi della salvezza solo delle persone che sono state canonizzate dalla Chiesa, e cioè proclamate Sante.

2. Per quel giovane uomo, a distanza di anni, hai sentito forte il desiderio di pregare per lui. E l’hai fatto.
La tua preghiera può aver giovato alla sua salvezza.
Possiamo dire che Dio può aver tenuto conto della preghiera e dei suffragi che nel tempo tu avresti fatto per lui per accordargli almeno in extremis dall’interno del suo cuore la grazia del pentimento e della conversione.
Del resto come il sacrificio di Cristo ha avuto forza retroattiva perché è stato causa della salvezza dei giusti dell’Antico Testamento, così analogamente possiamo pensare delle nostre preghiere e delle nostre opere di suffragio.

3. Non mi stupisce il fatto che mi hai narrato e cioè che ti è parso di sentire che la notte prima che morisse una persona alla quale eri molto affezionata tu ne abbia sentito un’invocazione di aiuto.
Il Padre Marie-Joseph Lagrange, fondatore dell’Ècole Biblique di Gerusalemme, la notte precedente la morte di suo padre avvertì uno strano turbamento.
Suo padre morì in Francia e lui si trovava a Salamanca in Spagna. A quei tempi non potevano ancora comunicare via telefono.
Non possiamo negare che alcune persone per motivi di telepatia o per altri motivi disposti da Dio possano percepire a distanza che sta succedendo qualche cosa di grave che li riguarda.
Analogo fenomeno avvertì il medesimo Padre Lagrange quando, trovandosi a Gerusalemme, i suoi libri venivano giudicati alla Congregazione del Sant’Ufficio a Roma.

4. Non è facile per noi stabilire i confini di ciò che è avvenuto per fenomeno di telepatia o di disposizione divina.
Di certo non possiamo parlare di autosuggestione se avvertiamo qualche cosa di straordinario mentre a nostra insaputa sta avvenendo a molta distanza qualche cosa che ci riguarda.

5. A proposito del maleficio a morte possiamo solo dire che alcuni casi sembra che sia siano avverati.
Diversi anni fa la rivista dei gesuiti La Civiltà Cattolica, parlando del ricorso degli italiani a pratiche di superstizione e di malefici, ha menzionato anche i malefici a morte, sottolineando che chi li aveva fatti richiedeva il compenso solo ad effetto avvenuto. E questo perché nessuno pensasse che si trattasse di imbroglio.

6. Non posso escludere che i fenomeni strani di cui parli e che avvengono nell’abitazione della parente di quel giovane uomo defunto siano legati a maleficio.
Quanto quella donna riferisce è vero. Non è autosuggestione.
So per certo di fatti analoghi a quelli che mi hai raccontato.
Sulla loro genesi non c’è tra gli esperti un pensiero unanime.
Ugualmente esistono malattie che non hanno cause organiche, ma preternaturali, e cioè dal demonio, come avvenne nel caso di Giobbe.

7. Affidarsi a “misteriosi curatori”, come tu li chiami, è molto rischioso (per usare un eufemismo!).
Anche il ricorso alla magia bianca, così come oggi viene intesa questa pratica, ha contatti con l’occulto, con colui col quale Dio tassativamente ha ingiunto di non avere alcun rapporto.

8. Che fare quando le nostre abitazioni sono infestate da spiriti?
Certo la benedizione fatta dal sacerdote è molto preziosa.
San Tommaso dice che il segno della croce allontana i demoni e che il segno della croce fatto con l’acqua benedetta li tiene lontani.

9. Tuttavia la cosa migliore e più sicura consiste nel mantenersi in grazia di Dio.
Perché – salvo qualche permissione divina come capita nella vita di alcuni Santi- se uno vive in grazia è difeso come da una siepe dalle incursioni del demonio.
Di questa siepe ne parla il libro di Giobbe.
Ugualmente la grazia di Dio costituisce come uno scudo, una corazza, che difende dal maleficio e dalle incursioni dei demoni.
Il Salmo 91 dice così: “Ti coprirà con le sue penne, sotto le sue ali troverai rifugio; la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza” (Sal 91,4).
E: “Mille cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra, ma nulla ti potrà colpire” (Sal 91,7).

10. Nel Nuovo Testamento quest’azione di difesa viene ricordata in particolare dalla Lettera di San Giacomo quando scrive:“Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà lontano da voi” (Gc 4,7).
“Sottomettetevi dunque a Dio” è la stessa cosa che osservare i comandamenti e vivere in grazia.
“Resistete al diavolo” significa fuggire il peccato.
“Ed egli fuggirà lontano da voi”: è l’esito più consolante perché non si deve avere più alcuna paura del diavolo e delle sue incursioni perché allora siamo noi, splendenti e fortificati dalla grazia santificante, che mettiamo terrore in lui e lo mettiamo in fuga.

Ti ringrazio molto per la preghiera che hai fatto per me.
La contraccambio di cuore, ti auguro ogni bene e ti benedico.
Padre Angelo