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Quesito

Padre Angelo buon giorno

sono una cristiana molto credente ma ho una domanda che mi viene posta spesso: perché Dio viene paragonato a un uomo, come padre nostro.

Può darsi che sia madre nostra?

Io non so rispondere. Può forse spiegarmelo lei?

Grazie Dio la benedica.


Risposta

Carissima,

1. Dio è certamente al di sopra della distinzione sessuale.

Ma i beni che sono racchiusi nella sessualità (donazione di sé e procreazione) in Dio sono al massimo esponenziale.

2. È Dio stesso che si è presentato come Padre. 

Chiamandolo Padre, noi usiamo il linguaggio usato da Dio stesso. Il quale per altro ha espresso i suoi sentimenti nei confronti dell’uomo paragonandoli anche a quelli di una madre.

3. In ogni caso non si tratta di una paternità biologica, come quella che si esprimeva nella mitologia greca e pagana, ma soprannaturale.

Dio è Padre perché mediante la grazia santificante comunica agli uomini un germe della sua vita divina e si relaziona con loro non solo come il Creatore con le creature alle quali dà tutto ciò che è loro necessario per essere tali, ma li innalza alla sua vita divina facendoli diventare suoi famigliari e amici.

4. “A quanti l’hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,12).

Ciò significa che prima di accoglierlo non erano figli di Dio.

Figli di Dio non lo si nasce, ma lo si diventa. 

E lo si diventa quando si accoglie quel germe di vita santa e divina che Egli infonde in noi mediante la grazia santificante.

5. San Paolo quando dice che siamo stati predestinati ad essere suoi figli adottivi (Ef 1,5) vuol sottolineare che non siamo figli di Dio per natura, ma lo diventiamo per grazia, per benevolenza divina.

Siamo “figli adottivi” nella linea in cui alcuni bambini, rimasti privi di genitori, vengono accolti da altri e trattati come i figli di sangue, con tutti i diritti, compresa l’eredità.

E tuttavia diventare figli di Dio per adozione è una realtà molto superiore all’adozione umana, nella quale i figli adottivi ricevono, sì, l’affetto, l’educazione e molti altri beni da parte delle persone che li hanno adottati, ma non possono ricevere il loro DNA e tanto meno essere da loro interiormente abitati e mossi.

5. Per questo San Giovanni, quando parla di questa filiazione nuova, tralascia l’aggettivo “adottivo”. Sembra quasi temere che si possa pensare che non siamo veri figli di Dio, ma solo come i figli adottivi di questo mondo. 

È per questo egli insiste tanto nel dire che “siamo chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!” (1 Gv 3,1).

Lo siamo realmente a motivo di quel germe divino (1 Gv 3,9) deposto in noi.

6. In quanto figli riceviamo una grande dignità

San Tommaso dice anche che “il bene della grazia di una sola persona è più grande del bene naturale di tutto l’universo” (Somma teologica, I-II, 113, 9, ad 2). 

E questo perché si tratta di ricevere una realtà di ordine soprannaturale che innalza al di sopra di tutte le altezze della natura umana.

7. Riceviamo anche dei diritti nuovi: “E se figli, siamo anche eredi. 

Eredi di Dio, coeredi di Cristo, se veramente partecipiamo alle sue sofferenze, per partecipare anche alla sua gloria” (Rm 8,17).

8. Ebbene, il concetto di paternità col quale Dio ha voluto rivelarsi e comunicarsi agli uomini indica bene tutte queste realtà nuove che sono tipiche della religione cristiana.

Ti ringrazio del quesito, ti ricordo al Signore e ti benedico.

Padre Angelo