Caro Padre Angelo,
non vi è mai venuto in mente che sia tutta una gran massa di scemate? Ci sia pure un dio se vi va, ma perché dovrebbe interessargliene alcunché di ciò che siamo o di ciò che facciamo: bene / male, morale / immorale… Che vuole che gliene importi? Probabilmente, alla “fine” darà una sorta di amnistia generale e… tutto a posto! Dopotutto, come potrebbero, lui e i suoi giusti, starsene allegri per l’eternità sapendo che qualcuno (una creatura, un figlio di Dio, un fratello di Cristo) se ne sta a scaldarsi le chiappe all’inferno (o come lo si voglia definire)? E nessun “giusto” protesterà dicendo “Come? Gli ingiusti trattati come i giusti?” saranno probabilmente troppo “sballati” di gioia perché gliene importi qualcosa, no? E pure gli ingiusti non protesteranno dicendo “Veramente noi avremmo rifiutato Dio”, anche loro troppo “sballati” per la gioia inaspettata…
Ah, perché non è (ammesso ci sia un dio) solo un grande scherzo, una burla ben riuscita, una brutta presa per i fondelli?
Certo, lo ammetto, tutto il dogma e l’etica cristiana sono ciò che di più bello e nobile – lo dico sinceramente – ma alla fin fine, non è solo un bel sogno che non conta nulla né per noi, né per Dio, né per la salvezza?
Mi perdoni il linguaggio un po’ sfrontato.
Cordiali saluti.


Carissimo,
1. sì, viene in mente quello che mi hai scritto.
Penso che affiori di tanto in tanto anche alla mente di quelli che sono santi.
Ne dà conferma il santo Curato d’Ars che un giorno si sarebbe espresso anche così: dato per impossibile che non esista nulla di quanto ho creduto, vissuto e predicato, sono contento di essere vissuto così.
In fondo concorda con la tua conclusione: “Certo, lo ammetto, tutto il dogma e l’etica cristiana sono ciò che di più bello e nobile – lo dico sinceramente”.

2. D’altra parte se si guarda Dio da lontano diventa quasi fatale pensare come pensi tu.
Il Dio di cui ti sei fatto l’immagine assomiglia tantissimo agli dei della mitologia greca, di cui fai bene a dubitare dell’esistenza perché non esistono affatto.

3. Per te ci sono due passaggi da compiere.
Il primo è di giungere con la tua mente all’esistenza di un unico Dio.
Non è difficile arrivarvi.
Tutto ci parla della sua infinita sapienza.
In questi giorni (siamo alle soglie d’autunno) una persona mi mostrava la sua meraviglia per la composizione dei semi di un acino d’uva.
Questi vinaccioli (così vengono chiamati) sono durissimi.
La vite se li è formati attingendo con le sue radici nelle profondità della terra. È andata a cercarsi quello che le era necessario al fine di produrre l’uva con la sua polpa, con la pellicola che la avvolge, con i semi che custodisce.
C’è una perfezione in tutto questo che sbalordisce e fa rimanere stupefatti.
Può essere il caso?
Ma il caso succede per caso!
Se si tratta di una legge così perfetta, così costante e così sublime non ci vuole molto a concludere che queste cose non si sono fatte da sole. E chi può farsi da solo?
Una bambina nera del Sudan, stupita della bellezza e della generosità della natura, disse un giorno: “Ditemi chi ha fatto tutte queste cose perché lo voglio ringraziare!”.
Un quadro parla del suo autore. Così ugualmente una scultura, una casa, qualunque cosa.
Anche il cosmo per la perfezione, la bellezza e la sapienza che manifesta rimanda al suo Autore.
A questo punto tu potresti dire ancora: che interessa a Dio tutto questo, la nostra vita, la nostra morte?
Certo agli dei della Grecia non interessa nulla, ma proprio nulla.
E non interessa nulla perché non esistono.
Ma l’artefice, il Motore immobile, l’Atto puro come lo chiamava quel filosofo greco che si chiama Aristotele, esiste.
E di lui tutto parla.

4. Rimane adesso da fare il secondo passaggio.
Prova ad accostarti a Dio che si è rivelato, a Gesù.
Gesù si è presentato come Dio, ne ha dato prove schiaccianti e inconfutabili.
Prova ad accostarti a Lui mediante i Vangeli.
Ti dirà di se stesso che è la Sapienza di Dio (Gv 1,1) che si è fatta carne (Gv 1,14) e che a quanti l’hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,12).
Gli uomini sono già creature. Ma diventare figli è altra cosa, è cosa di ordine soprannaturale.
Ti dice allora che ti ha creato perché tu diventi per grazia o per adozione ciò che lui è per natura: “Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano con me, dove sono io” (Gv 17,24).
Gesù vuole che diventiamo Dio per adozione.

5. Come vedi, si tratta di una vocazione sublime.
Chi ha accolto Cristo non ha accolto un’idea, una verità che illumina tutta l’esistenza.
Ha accolto Dio che lo introduce nel suo cuore, nella sua mente, nel suo dinamismo divino per renderlo partecipe della sua pienezza di vita.

6. Se farai questo passaggio liberandoti dalle macchie che ti impediscono di vedere ciò che è puro tutto cambierà, tutto s’illuminerà.
Hai capito che cosa sto dicendo?
Sono i peccati che ottenebrano la mente, le impediscono di vedere.
Alcuni addirittura la accecano.
Gesù ha detto: “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio” (Mt 5,8).

7. Anche a te Gesù si rivolge per mezzo mio e ti dice: “Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, e abiti bianchi per vestirti e perché non appaia la tua vergognosa nudità, e collirio per ungerti gli occhi e recuperare la vista.
Io, tutti quelli che amo, li rimprovero e li educo. Sii dunque zelante e convèrtiti.
Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me.
Il vincitore lo farò sedere con me, sul mio trono, come anche io ho vinto e siedo con il Padre mio sul suo trono” (Ap 3,18-21).

8. Il collirio è l’unzione (la grazia) dello Spirito Santo che insegna ogni cosa (1 Gv 2,27) e ti comunica non solo la conoscenza, ma l’esperienza di Dio.
Questo collirio devi applicarlo diverse volte e in maniera permanente agli occhi della tua mente attraverso ripetute e sincere confessioni, che ti devono accompagnare per tutta la vita.
Non puoi immaginare la limpidezza che la grazia conferisce alla nostra mente e fa quasi vedere Dio. In ogni caso lo fa gustare.

9. “Sto alla porta e busso”.
Gesù come amico impaziente sta alla porta del tuo cuore.
Sta bussando anche attraverso gli interrogativi che ti poni.
Vuole cenare con te, diventarti intimo e renderti partecipe della sua gloria divina e della sua sovranità su ogni cosa.

Ti auguro con tutto il cuore di fare i passi che ti ho indicato.
Perché tu riceva la forza di farli ti assicuro la mia preghiera, il mio ricordo nella Santa Messa e ti benedico.
Padre Angelo