Quesito

Salve Padre Angelo,
mi chiamo F., piacere. Trovo che sia molto utile e bello che lei risponda ai fedeli alle domande dei fedeli chiarendo così i loro dubbi.
Il mio percorso di Fede si è approfondito da qualche anno dopo che ho passato un periodo difficilissimo della mia vita.
Ho avuto e ho alti e bassi nella Fede, però sono sicuro di aver sperimentato l’Amore di Dio nella mia vita e una volta sperimentatolo ho sentito di non aver bisogno di altro; vedevo tutto in chiave positiva, tutto era bello, anche gli “apparenti” mali.
Ammetto comunque sia di avere tutt’ora diversi dubbi riguardanti la Chiesa e alcune cose che essa dice.
Parto dal presupposto che la chiesa è formata da uomini, e gli uomini, in quanto tali sono esseri “finiti”, “corruttibili”…
Ho dei dubbi riguardo alcune tematiche come la masturbazione, l’uso del preservativo, il fare l’amore prima del matrimonio, e poi, anche altre…
1) La masturbazione viene vista dalla Chiesa sempre come un peccato in quanto atto di puro egoismo. Io allora mi chiedo, a questo punto il prendersi cura del proprio corpo o magari starsene a casa su un divano a guardarsi un film e deliziarsi con una vaschetta di gelato non può essere visto come un atto di egoismo in quanto si pensa a se stessi e al piacere personale?
2) L’1 Dicembre era la giornata mondiale contro l’AIDS. La Chiesa nega l’uso del preservativo in qualsiasi caso per salvaguardare la vita e l’esistenza umana. Ci sono popolazioni in Africa che magari sono cristiane cattoliche e, non usando quindi il preservativo, contraggono il virus dell’AIDS e intere generazioni sono destinate a scomparire. La Chiesa non pensa a questo?
3) Se si è fidanzati e ci si ama e si hanno in mente e nel cuore grandi progetti di vita perché è peccato fare l’amore prima del matrimonio? Magari si ha solo 20 anni circa e non ci si sente pronti per il matrimonio. Ho anche sentito dire che la psicologia dice che il fare l’amore rafforza l’intesa e il feeling che c’è nella coppia e che quindi è un qualcosa che fa bene alla coppia.
La ringrazio ancora in anticipo per la sua disponibilità.
Un saluto


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. la motivazione per cui la masturbazione è considerata un peccato grave non consiste nel fatto che sia un atto di puro egoismo, ma nel sovvertimento dell’esercizio della sessualità.
La sessualità è essenzialmente finalizzata a comunicare il dono di sé e a suscitare la vita.
L’esercizio della sessualità non è un atto qualunque della vita, come il fare una passeggiata o prendersi un gelato, ma tocca l’intimo nucleo della persona.
Nell’esercizio della sessualità uno si mette in gioco e ne è prova il fatto che quando si perverte il significato della sessualità si prova disagio e malessere, cosa che non si sperimenta dopo aver consumato un gelato.
Quando si consuma un gelato, anche solo per piacere, non si perverte alcun significato della propria corporeità e della propria persona e si accetta l’intrinseco significato nutritivo dell’azione.
Ma se lo consumasse e poi andasse a vomitarlo per mangiarne un altro e non ingrassare compirebbe un’azione disdicevole. La stessa cosa avviene nella masturbazione.

2. A proposito del profilattico: si è fatto notare che l’unica cosa che non manca a quelle popolazioni è proprio il profilattico, eppure il virus dell’hiv e dell’aids si moltiplica. Come mai?
Tutti sanno che il virus dell’hiv è 450 volte più piccolo di uno spermatozoo. E se il profilattico già di suo non esclude ogni possibilità di concepire (soprattutto a motivo della porosità del lattice), cosa se ne deve concludere per l’hiv?
Come sai, quella dell’hiv è una epidemia comportamentale.
Il rimedio pertanto sta a monte e consiste in uno stile di vita diverso da quello che porta alla diffusione del virus. Quando questo stile di vita viene messo in atto, i risultati ci sono.

3. Circa i rapporti sessuali prima del matrimonio va detto che il gesto sessuale ha un significato molto grande.
Ad un ragazzo che mi poneva più o meno la tua questione ho risposto così:
“Questo dono di sé è così grande che coinvolge tutto il proprio essere: non si dona solo la genitalità, ma il proprio corpo, la propria vita interiore, la propria persona. Ora, se le parole hanno un senso, quando si dona la propria persona, non ci si appartiene più. In qualche modo ci si espropria e si diventa proprietà della persona alla quale ci si dona. Per questo l’esercizio della genitalità ha significato solo all’interno di un quadro in cui i gesti corrispondono alla realtà. E questo quadro si chiama matrimonio. Fuori del matrimonio, non ci si appartiene definitivamente, per sempre. E per questo l’esercizio della genitalità diventa una bugia”.

4. Questo giovane replicava: “io voglio fare l’amore con la mia ragazza prima del matrimonio, ma non intendo assolutamente usarla come un oggetto. Penso semplicemente che il sesso, a prescindere dal fatto che sia ricreativo o procreativo, sia una cosa meravigliosa se fatto tra due persone che si amano davvero come lo siamo noi due: una esperienza che sento di voler provare e, soprattutto, che le voglio far provare”.
Da parte mia rispondevo: “solo nel matrimonio questa esperienza è carica del suo significato. Prima ne è grandemente svuotata, si mescola con una grande bugia e porta infine allo spegnimento dell’amore”.
Infatti il rapporto sessuale sta a dire che ci dona totalmente uno all’altro, che si è uno proprietà dell’altro in tutte le proprie componenti: fisiche, psichiche, spirituali e morali. Ma prima del matrimonio i due sono consapevoli di non essere l’uno dell’altro, di non essersi definitivamente impegnati.
Inoltre in queste relazioni sessuali si vanifica la finalità procreativa che è invece quella che rivela la grandezza del gesto. Nelle relazioni sessuali prematrimoniali la contraccezione è d’obbligo, non è vero? Sarebbe un atto di grave irresponsabilità nei confronti del figlio procreare al di fuori del quadro anche giuridico di cui egli ha bisogno per essere perfettamente tutelato nei suoi affetti e nelle sue necessità.
Orbene, la contraccezione mostra che di fatto ci si rifiuta di donarsi in totalità e questo proprio mentre ci si vuol dire che ci si dona in totalità. Non è una contraddizione questa?
Sì, è una contraddizione che svuota il gesto sessuale, lo falsifica e fà sì che l’atto non sia più una vera donazione.
E a questo punto è fatale che il rapporto slitti verso la pura ricerca della soddisfazione personale, larvata esternamente dall’idea di far contenta l’altra parte. Ma la donazione vera non c’è.
La contraccezione è a suo modo un dire chiaramente all’altro che non lo si prende com’è, ma lo si vuole fatto a proprio uso e consumo.
Scambiato l’amore vero con l’attrazione erotica, poco per volta anche l’amore vero si spegne, come mostra la triste esperienza di tanti che finiscono la loro relazione prima o dopo il matrimonio.

Ti porgo i più cordiali auguri di buon Natale: che tu possa incontrare Gesù come Salvatore e Luce piena della tua vita.
Per questo ti prometto un ricordo al Signore ti benedico.
Padre Angelo