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Quesito

Caro Padre Angelo,
mi chiamo Michela, sono una ragazza che la segue sempre con affetto. Le sue risposte sono una luce nel nostro cammino di fede.
Le scrivo perché sono rimasta spiazzata dall’insegnamento di una insegnante di religione che conosco, che probabilmente ha studiato scienze religiose, la quale afferma e insegna, purtroppo anche ai suoi alunni, che Gesù non ha fatto propriamente i miracoli, che questi vanno considerati in senso simbolico.
Quindi un mito da sfatare è che non è vero che nei Vangeli, ad esempio, riguardo al miracolo dell’acqua, che questa è diventata vino o riguardo il cieco, questi ritorna a vedere… lo storpio ritorna a camminare, ecc. ecc., tutto va interpretato in senso simbolico.
Questa cosa mi ha lasciato l’amaro in bocca, perché se insegnano in questo modo, uccidono l’ottimismo cristiano in questi ragazzi, per cui non mi meraviglio che poi crescendo diventino atei.
Mi chiedo se la Chiesa sia d’accordo con un tale insegnamento. Mi piacerebbe sapere su quali studiosi o esegeti si basano per affermare cose del genere… Perché sinceramente non è l’unica, ho sentito spesso fare discorsi del genere… Come si può rispondere? Ci sono studi o studiosi ed esegeti che invece interpretano anche in modo letterale e credono che i miracoli Gesù li abbia fatti davvero? In modo che se mi dovesse capitare di sentire eresie del genere posso in qualche modo argomentare diversamente.
Grazie tante, Padre. Il Signore la Benedica!
Michela


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. Gesù ha compiuto i miracoli. Li ha compiuti per attestare la propria divinità.
Ha detto infatti: “Anche se non credete a me (e cioè al mio insegnamento), credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre” (Gv 10,38).

2. Che i miracoli compiuti da Gesù abbiano valore di segno è indubitabile, tanto che nel Vangelo di Giovanni non vengono chiamati miracoli, ma segni.
Ma è altrettanto indubitabile il compimento dei miracoli da parte di Gesù.

3. Anzi, il miracolo più grande l’ha compiuto risuscitando se stesso dai morti.
Altri nel corso della storia sono stati risuscitati. Ma nessuno è risuscitato per virtù propria.
Inoltre tutti quelli che sono risuscitati, sono tornati alla vita mortale per morire poi qualche anno dopo.
Cristo invece è risuscitato da se stesso e per una vita immortale, per una vita sulla quale la morte non ha alcun potere.

4. Gli avversari stessi del Signore sono costretti a riconoscere i miracoli da lui compiuti.
In particolare quello della risurrezione di Lazzaro visto da tanta gente che da Gerusalemme era andata Betania per fare le condoglianze a Marta e a Maria.
Sant’Agostino dice che Lazzaro, insieme con Marta e Maria, era proprietario dei due terzi delle case di Gerusalemme.
Quelli che furono testimoni di questo miracolo l’hanno riferito poi ai capi del popolo e ai sommi sacerdoti.
“Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione»” (Gv 11,47-48).
Allora accuseranno di Gesù di compiere miracoli con la forza che viene dal peggiore dei demoni, da Beelzebùl.
Diranno infatti: “Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni” (Mc 3,22). 
Ma intanto sono costretti a riconoscere i fatti.
Gesù mostrerà di compierli con la forza che viene da Dio. Per questo alza gli occhi al cielo, per dire a tutti che la forza veniva di lì, e non dal demonio.

5. Era necessario che Cristo compisse i miracoli. Non era sufficiente che dicesse: “Io sono Dio”.
Era necessario la testimonianza i fatti. Era necessario che opere divine lo confermassero.

6. Sulla necessità dei miracoli per attestare la divinità di Cristo ecco che cosa dice San Tommaso d’Aquino: “Per due motivi Dio concede all’uomo di fare miracoli. 
Primo e principalmente, per confermare la verità che uno insegna. Poiché infatti le verità di fede superano le capacità della ragione umana, non possono essere provate con ragioni umane, ma vanno provate con l’argomento della potenza divina; in modo cioè che mentre uno compie opere che solo Dio può fare, tutti credano all’origine divina di quanto così viene affermato. Come quando uno presenta delle lettere timbrate col sigillo reale, tutti credono che quanto in esse è contenuto procede dalla volontà del re. 
Secondo, per dimostrare la presenza di Dio nell’uomo mediante la grazia dello Spirito Santo: in modo cioè che mentre l’uomo le opere di Dio, si creda che Dio abita in lui mediante la grazia. (…).
Ora, a proposito di Cristo dovevano essere manifestate agli uomini ambedue le cose: cioè che Dio era in lui per la grazia, non di adozione, ma di unione; e che la sua dottrina soprannaturale veniva da Dio. 
Quindi era sommamente opportuno per lui fare miracoli. Da cui le sue parole: “Se non volete credere a me, credete alle mie opere” (Gv 10,38). E ancora: “Le opere che il Padre mi ha dato di compiere, mi rendono testimonianza” (Gv 5,36)” (Somma teologica, III, 43, 1).

7. Sono incontestabili i miracoli che avvengono tutt’oggi.
Alexis Carrel, Premio Nobel della medicina e ateo, che seguiva una paziente affetta da patologie letali, disse: “Se guarisce questa donna allora io credo”.
Andò a Lourdes per seguire quella paziente perché solo lui conosceva a perfezione tutte le sue patologie.
Arrivato in quella città andò per i fatti suoi.
Quella donna invece andò alla grotta. Poi fu calata nell’acqua della piscina voluta per ordine della Madonna e avvenne il miracolo.
Alexis Carrel fu chiamato in fretta e furia e, vedendo il miracolo, credette. Scrisse anche un libro su Lourdes e un libro sulla preghiera.
Orbene, se avvengono miracoli per intercessione della Beata Vergine Maria, Cristo, che è Dio fatto carne, non può compiere miracoli?

8. San Tommaso aggiunge anche che “i miracoli compiuti da Gesù erano in grado di manifestare la sua divinità per tre motivi.
 Primo, per le opere stesse, le quali superavano ogni capacità creata, e quindi non potevano essere compiute che dalla virtù di Dio. Per cui il cieco guarito diceva: “Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se questi non fosse da Dio, non avrebbe potuto far nulla” (Gv 9,32).
Secondo, per il modo come egli compiva i miracoli: poiché li faceva per autorità propria, non già ricorrendo come gli altri alla preghiera.
Nel Vangelo infatti si legge che “da lui usciva una virtù che guariva tutti” (Lc 6,19). Il che dimostra, dice San Cirillo, che “operava non per virtù altrui; ma essendo egli Dio per natura, mostrava il proprio potere sugli infermi. E per questo operava innumerevoli miracoli”.
Per cui spiegando quel testo evangelico “con la parola cacciò gli spiriti e guarì tutti i malati” (Mt 8,16), il Crisostomo scrive: “Considera l’immensa moltitudine di guarigioni che passano in rassegna gli Evangelisti, senza fermarsi a raccontare ogni guarigione, ma mettendoti davanti con poche parole un oceano ineffabile di miracoli”.
E in tal modo (Gesù) mostrava di avere una virtù uguale a quella di Dio Padre, secondo le sue stesse parole: “Tutte le cose che fa il Padre, le fa allo stesso modo anche il Figlio” (Gv 5,19); e ancora: “Come il Padre risuscita i morti e li fa vivere, così pure il Figlio fa vivere quelli che vuole” (Gv 5,21).
Terzo, per la dottrina stessa che insegnava, con la quale dichiarava di essere Dio: se essa infatti non fosse stata vera, non avrebbe potuto essere confermata dai miracoli, compiuti solo per virtù divina. Da cui le parole evangeliche: “Che nuova dottrina è questa? Egli comanda con autorità agli spiriti immondi, e gli ubbidiscono!” (Mc 1,29)” (Somma teologica, III, 43, 1).

9. Qualora ti chiedessero come fai ad affermare che Cristo ha compiuto miracoli, risponderai: vai a leggere il Vangelo.
Certo, uno è libero di non credere al Vangelo. Ne risponderà davanti a Dio.
Ma se uno si presenta come insegnante di religione cattolica deve presentare il Vangelo, deve presentare Gesù Cristo che nel compimento dei miracoli attesta di essere Dio, il Messia predetto dai profeti e riconosciuto come tale dalle sue opere.
Diversamente sarebbe più coerente ritirarsi.

Ti benedico, ti auguro ogni bene e ti ricordo nella preghiera. 
Padre Angelo