Quesito

Buongiorno Padre Angelo,
Mi chiamo Francesco e ho 24 anni, le ho già scritto diverse altre volte per altre questioni. La ringrazio ancora per le risposte!
Questa volta vorrei farle una domanda per una cosa che mi aveva colpito, cioè sulla possibilità di un’anima di avere un dialogo quotidiano e familiare con Gesù.
Una volta, mentre ascoltavo Radio Maria, c’era una trasmissione su Don Bosco, che parlava di una sua visione. In questa visione, a Don Bosco era apparso in sogno San Domenico Savio (vado a braccio, non mi ricordo esattamente). Don Bosco gli aveva chiesto quale fosse stata la cosa più gradita a Gesù Cristo durante la sua vita… e il ragazzo gli ha risposto: "Il continuo dialogo con nostro Signore, in ogni momento".
Quindi questa cosa mi ha affascinato. Chiedo, è possibile raggiungere per un cristiano il dialogo con Gesù Cristo, in cui avviene un vero dialogo come ad una persona reale? Non dico proprio in modo sensibile come a grandi Santi del calibro di Santa Faustina Kowalska o a tanti altri mistici e mistiche; ma magari comprendere con altri mezzi a Lui noti la risposta.
Attualmente tengo sì un dialogo con Gesù, ma mi sembra a senso unico. Mi spiego meglio, posso sì comprendere le risposte, ma avviene soprattutto attraverso la mia coscienza, che non è sempre tanto illuminata da comprendere con chiarezza quanto il Signore desidera dirmi, o magari è flebile, e devo "tendere" l’orecchio per sentirla in mezzo a tanto "frastuono".
Mi è venuto spontaneo chiedere al Signore la grazia di questo dialogo dopo una comunione… Specifico che da qualche anno prendo la Comunione ogni giorno. Una tra le scelte più belle della mia vita! Una di quelle cose che mi ha fatto avanzare di più nel rapporto con Dio (e non solo, ma anche con gli altri fratelli nella fede). Ora la sento come una mia esigenza personale, e se perdo la messa un giorno ne sento la mancanza!
Ma nello stesso tempo sento il desiderio di crescere ancora di più in questo rapporto col Signore, e da questo la domanda sul dialogo con Lui. Forse dovrei andare a trovarLo più spesso nell’adorazione eucaristica?
La ringrazio per una eventuale risposta, e la ricordo quando stasera dico il Santo Rosario!
Francesco


Risposta del sacerdote

Caro Francesco,
1. salvo errori da parte mia, quando san Domenico Savio apparve in sogno a san Giovanni Bosco (era il 6 dicembre 1876) disse a quest’ultimo che la cosa che l’aveva di più consolato in punto di morte è stata questa: “Ecco, ciò che mi confortò in punto di morte fu l’assistenza della potente e amabile Madre di Dio. Dillo ai tuoi figli, che non dimentichino di pregarla finché sono in vita” (don Cojazzi,  Beato Domenico Savio, p. 234).

2. Tu mi chiedi qualcosa di ugualmente importante: come si fa a stare in dialogo continuo con Dio. E intuisci subito che, senza una grazia straordinaria, non è possibile avere un dialogo pressoché continuo come quello di santa Faustina Kowalska.

3. Anche san Tommaso d’Aquino si poneva questo problema: come si possa stare in continuazione alla presenza di Dio quando nella vita si hanno tante cose da fare che impegnano l’attenzione e talvolta non permettono in maniera rigorosa alcuna distrazione, per quanto santa ed elevata.

4. Ecco allora la sua risposta.
Di fatto “tutto il cuore dell’uomo può stare continuamente concentrato in Dio solo in cielo e non in questa vita a motivo della fragilità umana, che non permette di pensare continuamente a Dio e di amarlo senza interruzioni”.
Vi è una seconda maniera di stare continuamente uniti a Dio ed è quella che per lo più (ma non esclusivamente) si attua nella vita consacarta nella quale i suoi membri “impiegano ogni loro capacità nel tendere a Dio e alle cose divine, dimenticando tutto il resto, per quanto glielo permettono le necessità della vita presente”.
E ve ne è una terza, quella richiesta soprattutto a chi nella vita presente deve tenere la mente rigorosamente impegnata in quello che sta facendo e non può pensare attualmente a Dio. Questa terza maniera consiste nel “mettere abitualmente tutto il nostro cuore in Dio in modo da non pensare a nulla che sia contrario all’amore divino”. San Tommaso conclude dicendo che “questa è la perfezione comune fra coloro che vivono nella carità, nell’unione con Dio” (Somma teologica, II-II, 24, 8).

4. Un giovane come il beato Pier Giorgio Frassati, impegnato a fondo nello studio e in mille altre attività, stava unito a Dio in questo modo, sicché teneva il suo cuore abitualmente (non attualmente) rivolto al Signore e si trovava sempre pronto a rimuovere tutto quello che avrebbe potuto offenderlo.

5. Va precisato che stare uniti abitualmente al Signore non è un’impresa semplice se non ci si aiuta con diversi mezzi.
Per Pier Giorgio Frassati il primo mezzo era la Santa Comunione quotidiana che con voto si era impegnato a ricevere quotidianamente dagli anni dell’adolescenza.
Inoltre Pier Giorgio recitava quotidianamente il santo Rosario e si confessava molto di frequente (addirittura due o tre la volta la settimana).
In particolare si era aiutato a tenere il suo animo costantemente unito al Signore facendosi terziario domenicano.
Era osservantissimo della Regola, soprattutto nell’impegno a recitare ogni giorno il “Piccolo Ufficio della Beata vergine Maria” secondo il rito domenicano.
Si aiutava anche con la formazione dottrinale sia per conto proprio sia partecipando agli incontri di vario genere.

6. Mi dici che il tuo dialogo con Gesù ti sembra a senso unico, come la voce che emerge dalla coscienza.
Certo quando la coscienza è pura riflette la voce di Dio nella nostra anima. E questa è già una buona cosa.
San Tommaso dice che “il compito della coscienza è quello di protestare contro il male e di inclinare al bene” (De Veritate, 16, 2).

7. Ma tu vorresti qualcosa di più forte e di più continuo.
Te lo presento: questo di più lo trovi nella Parola di Dio.
Mi dici che ormai da qualche anno vai a Messa tutti i giorni. Ebbene, cerca di tenere saldo nella tua mente quanto il Signore ti dice nella prima lettura e soprattutto nel Vangelo.
Ritorna su queste parole nel ringraziamento alla Comunione e alla Messa, mentre vai al lavoro o allo studio, e in particolare quando reciti il santo Rosario in qualsiasi ora del giorno.
Tiene bene a mente che quelle parole sono le più importanti, le più preziose e le più efficaci che puoi sentire nell’arco della giornata. Sono le parole che danno significato a tutte le altre parole che dirai o ascolterai e a danno significato a tutto quello che farai o incontrerai.
Quando reciti il santo Rosario ritorna ancora su quelle parole e domandati che conto ne hai fatto.

8. Puoi aiutarti anche con alcune giaculatorie.
Il pellegrino russo riuscì a stare sempre alla presenza di Dio ripetendo per quanto gli era possibile di giorno e di notte le parole del cieco di Gerico: “Gesù figlio di Davide abbi pietà” e vi aggiungeva “che sono un peccatore”.

9. Tu accenni all’adorazione eucaristica, e cioè all’incontro con Cristo presente nel sacramento. L’adorazione eucaristica accompagnata dalla meditazione della sua parola, quella che hai sentito a Messa o quella che il Signore ti dice mentre reciti il santo Rosario o attraverso gli eventi della tua giornata ti lascia trasformato.
Giovanni Paolo II ha paragonato l’adorazione eucaristica all’atteggiamento di Giovanni, il discepolo prediletto, il quale la sera dell’ultima cena poggiò la testa sul petto del Signore.
La festa di san Giovanni apostolo ed evangelista, il 27 dicembre 1673, il Signore si mostrò a Santa Margherita Maria Alacoque e le chiese di ripetere il gesto di Giovanni. Lei lo fece. Più avanti dirà che il solo tornare col pensiero a quanto aveva provato e sentito in quel momento era sufficiente a trasferirla in Cielo.

10. Siccome ognuno cammina secondo la strada che gli è suggerita da Dio, tu continua a domandare al Signore la grazia di stargli costantemente unito.
Io sono convinto che questo desiderio te l’ha messo Lui nel cuore perché egli suscita in noi il volere e l’operare”, come dice San Paolo (Fil 2,13).
E siccome, come insegna San Tommaso, Dio non fa le cose a metà, domandagli di portare a termine quanto ha iniziato in te.
Questa preghiera ti aiuterà, senza che tu te ne accorga, a tenerti costantemente unito al Signore.
Mi auguro che questo possa realizzarsi in pienezza e presto nella tua vita nel medesimo modo in cui si realizzò in Madre Teresa di Calcutta, la quale pregava ogni giorno perché tutti quelli che l’avessero incontrata avessero la sensazione di vedere e di incontrare il Signore.
E succedeva proprio così: vedere Madre Teresa e andare col proprio pensiero a Gesù Cristo, al suo Sposo, era per tutti la stessa cosa.

Ti assicuro la mia preghiera e in particolare una menzione nella S. Messa per accompagnare la tua preghiera nel chiedere una grazia così bella e così santificante per tutti.
Ti ringrazio per questa bella email. Farà del bene a tanti.
Di cuore ti benedico.
Padre Angelo