Quesito

Caro Padre,
Le espongo una perplessità.
Ce l’ho dal seguente testo di Giovanni 10,30-40: « […] Io e il Padre siamo uno». Perciò i Giudei raccolsero di nuovo delle pietre per lapidarlo. Gesù rispose loro: «Io vi ho fatto vedere molte buone opere da parte del Padre mio; per quali di esse mi lapidate?». I Giudei gli risposero, dicendo: «Noi non ti lapidiamo per nessuna opera buona, ma per bestemmia, e perché tu che sei uomo ti fai Dio». Gesù rispose loro: «Non è scritto nella vostra legge: "Io ho detto: Voi siete dèi"? Ora, se essa chiama dèi coloro a cui fu rivolta la parola di Dio (e la Scrittura non può essere annullata), voi dite che colui, che il Padre ha santificato e ha mandato nel mondo, bestemmia, perché ha detto: "Io sono il Figlio di Dio"? Se non faccio le opere del Padre mio, non credetemi, ma se le faccio, anche se non credete a me, credete almeno alle opere, affinché conosciate e crediate che il Padre è in me e io in lui». Perciò essi cercavano nuovamente di prenderlo, ma egli sfuggì dalle loro mani. E se ne andò di nuovo al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava; e si fermò qui”.
Più che altro, perché Gesù risponde con la citazione della Scrittura "Io ho detto: Voi siete dèi"? Potrebbe sembrare che cerchi di rispondere all’accusa dei giudei contrapponendo una "divinità" che è ammessa anche per altri.

La ringrazio tantissimo per l’eventuale risposta!
Francesco


Risposta del sacerdote

Caro Francesco,
1. per comprendere l’affermazione di Gesù “Non è scritto nella vostra legge: Io ho detto: Voi siete dèi?” è necessario ricordare che nell’Antico Testamento i giudici venivano chiamati “dei”.
Si legge in Esodo 21,6: “Se il ladro non si trova, il padrone di casa comparirà davanti agli dei”.
In latino: “Si latet fur, dominus domus applicabitur ad deos”.
Il testo latino anche nel versetto seguente continua a parlare dei giudici, usando il termine “dei”. Così pure nel v. 28 dove si legge:  “Non parlar male degli dei” (“Diis non detrahes”),  e cioè “non parlar male dell’autorità”.

2. Nell’attuale traduzione della Cei scompare la dizione “dei” e si trova “Se il ladro non si trova, il padrone della casa si avvicinerà a Dio”. E nel v. 28: “Non bestemmierai Dio”.

3. La Bibbia di Gerusalemme annota ad Es 21,6: Il testo masoretico ha “si avvicinerà a Dio”, mentre i LXX “al tribunale di Dio”, cioè ai giudici.
Come vedi la Cei ha optato per la traduzione del testo masoretico.
Ma la versione dei LXX era ben nota agli interlocutori di Gesù, per cui non dovevano stupirsi dell’affermazione di Gesù.

4. Ma vi è un’altro riferimento ai giudici chiamati col nome di dei, e questa volta la parola è rimasta anche nella versione italiana. Lo si torva nel salmo 82: “Dio presiede l’assemblea divina, giudica in mezzo agli dèi”(Sal 82,1) e “Io ho detto: «Voi siete dèi, siete tutti figli dell’Altissimo, ma certo morirete come ogni uomo, cadrete come tutti i potenti»” (Sal 82,7-8).

5. La Bibbia di Gerusalemme annota alle parole di Gesù “Non è scritto nella vostra legge: Io ho detto: Voi siete dèi?” (Gv 10,34): “Questa frase è rivolta ai giudici, chiamati dei per metafora in ragione della loro carica perché il giudizio appartiene a Dio (Dt1,17, Es 21,6).
Con un argomento a fortiori di tipo rabbinico, Gesù conclude che è strano gridare alla bestemmia quando il Santo e l’Inviato di Dio si proclama Figlio di Dio”.

6. La tua conclusione “Potrebbe sembrare che (Gesù) cerchi di rispondere all’accusa dei giudei contrapponendo una "divinità" che è ammessa anche per altri” è esatta. Gli ebrei dovevano concludere così: se la nostra legge chiama dei i giudici, molto di più lo è Gesù dal momento che compie le opere di Dio.
Ed è ben per questo che Gesù dice: “Se non faccio le opere del Padre mio, non credetemi, ma se le faccio, anche se non credete a me, credete almeno alle opere, affinché conosciate e crediate che il Padre è in me e io in lui»”.

7. Così Gesù attesta in maniera chiara davanti ai suoi interlocutori la propria divinità. Sono le opere che lo manifestano.
E fa capire che non devono accusarlo di bestemmia se perfino i giudici, che sedevano nel tribunale di Dio, venivano chiamati dei.
Ma Gesù non è Dio come loro. Loro lo sono per partecipazione (delega di potere), Gesù lo è per natura (compio le opere di Dio).
E per questo soggiunge: “Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre»” (Gv 10,37).

Ti faccio i complimenti per il quesito, perché stando alla materialità delle parole usate da Gesù è un po’ incomprensibile.
Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo