Quesito

Carissimo padre
innanzitutto grazie di tutto quanto fa per noi con questa rubrica utilissima.
Sabato scorso mi hanno riferito un fatto sconcertante: un papà dopo aver ricevuto l’Eucarestia ne ha preso un pezzetto e l’ha data in bocca alla figlioletta di 2/3 anni.
La cosa ha creato sconcerto nei presenti che però non han detto nulla.
Che si tratti di un sacrilegio non ho dubbi ma le chiederei di esporli in modo chiaro e sintetico come solo lei sa fare.
In molti mi hanno chiesto del perché non si può comunicare un bimbo inconsapevole quando la consapevolezza si ignora quando si amministra un battesimo.
Attendo sue risposte come sempre efficaci e chiare.
Grazie di tutto. Un ricordo nella preghiera

Paolo
(Scusi se ho scritto male e in modo sintetico: avendo problemi fisici – invalido al 100% – fatico nel digitare)


Risposta del sacerdote

Caro Paolo,
1. la Chiesa ortodossa dà la prima Comunione (una goccia del sangue di Cristo) ai neonati quando vengono battezzati.
La Chiesa cattolica questo non lo permette. Chiede che il fedele che riceve la Comunione sappia e pensi a Colui che va a ricevere.

2. Il signore che ha compiuto quel gesto ha fatto male:
primo perché è disobbediente alla Chiesa che vuole che i candidati alla prima Comunione siano adeguatamente preparati;
secondo perché può aver dato l’impressione di dare alla bambina qualcosa e non Qualcuno, anzi Dio.
E questo sarebbe senza dubbio una grave irriverenza.

3. C’è una differenza tra Battesimo e Comunione.
Il Battesimo è la porta della salvezza e inizia il bambino alla vita spirituale (San Tommaso, Somma teologica, III, 73,3).
Tra l’altro, in caso di morte gli assicura la vita eterna.
Anche l’Eucaristia è necessaria alla salvezza, ma non per iniziare la vita spirituale, bensì per portala a compimento (San Tommaso, ib.). E per questo si attende che il soggetto sia consapevole di quello che fa.

4. Mi complimento per il tuo scritto, nonostante la grave invalidità.

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo