Quesito

Buongiorno padre Angelo,
purtroppo è da poco che ho scoperto il sito amicidomenicani.it e lo trovo davvero molto utile.
Le scrivo questa email perché vorrei togliere alcuni dubbi riguardo alla Creazione.
La Teologia ci dice che Dio ha creato l’uomo per amore, ma tutto il resto invece per quale motivo? Ad esempio, gli animali, le piante, i microrganismi Dio li ha creati in funzione dell’uomo o per la propria gloria? 
Potremmo estendere il discorso anche ai dinosauri, a tutte le specie vissute molto prima di noi, al cosmo con tutte le stelle e i pianeti: sono stati creati in vista dell’uomo (e quindi per necessità) o perché a Dio andava di farlo?
In definitiva: ha creato tutto il resto per noi esseri umani e quindi tutto ciò che ci circonda esiste per noi o ci sono altri motivi?


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. un testo della Sacra Scrittura dà la risposta precisa al tuo quesito e dice chiaramente che Dio ha creato l’universo visibile in funzione dell’uomo.
Si tratta del Salmo 8: “Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissato, che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell’uomo, perché te ne curi?
Davvero l’hai fatto poco meno di un dio, di gloria e di onore lo hai coronato.
Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi: tutte le greggi e gli armenti e anche le bestie della campagna, gli uccelli del cielo e i pesci del mare, ogni essere che percorre le vie dei mari.
O Signore, Signore nostro, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!” (Sal 8,4-10).

2. Dotato di intelletto e di volontà e fornito di libero arbitrio, l’uomo è stato creato «ad immagine di Dio» e da Dio è stato costituito signore di tutte le creature visibili per governarle e servirsene.
Facendo riferimento ai nostri progenitori, il libro del Siracide dice: “Li rivestì di una forza pari alla sua e a sua immagine li formò. In ogni vivente infuse il timore dell’uomo, perché dominasse sulle bestie e sugli uccelli. (…). Li riempì di scienza e d’intelligenza e mostrò loro sia il bene che il male. Pose il timore di sé nei loro cuori, per mostrare loro la grandezza delle sue opere, e permise loro di gloriarsi nei secoli delle sue meraviglie per narrare la grandezza delle sue opere” (Sir 17,3-4.7-9).

3. Il Concilio Vaticano II afferma che “credenti e non credenti sono generalmente d’accordo nel ritenere che tutto quanto esiste sulla terra deve essere riferito all’uomo, come a suo centro e a suo vertice” (GS 12).

4. Ugualmente il Catechismo della Chiesa Cattolica: “Dio ha creato tutto per l’uomo” (CCC 358).

5. Quando nella Sacra Scrittura (Pr 16,4) e anche nell’insegnamento della Chiesa si legge che Dio ha creato tutto per la sua gloria è sottinteso che ha creato tutto per comunicare la sua gloria e cioè per rendere partecipi gli uomini delle ricchezze della sua natura divina.
San Tommaso d’Aquino dice che “a Dio, primo agente, che è pura attualità, non si può attribuire l’azione per giungere al possesso di un fine; perché egli mira soltanto a comunicare la propria perfezione, che è la sua stessa bontà” (Somma teologica, I, 44, 4).
E che “agire per indigenza non si addice che a un essere imperfetto, il quale è portato a porre attivamente il proprio atto e a subirlo (come un perfezionamento di se stesso). Ma tutto ciò in Dio va escluso. Per conseguenza egli soltanto è massimamente liberale, perché non agisce per propria utilità, ma solo per comunicare la sua bontà” (Ib., ad 1).
Il Concilio Vaticano I ha confermato autorevolmente questa dottrina insegnando che Dio “non per aumentare la sua beatitudine, né per acquistare ma per manifestare la sua perfezione con i beni concessi alle sue creature, nella piena libertà del suo volere, all’inizio del tempo ha fatto dal nulla le creature sia dell’ordine spirituale che di quello materiale, cioè il mondo angelico e quello terrestre” (DS 3002).

6. San Tommaso dice anche in maniera molto categorica che solo le sostanze intellettuali, cioè le persone umane e gli angeli, sono volute da Dio per se stesse e destinate ad un’esistenza eterna, mentre tutte le altre realtà sono volute in funzione di esse.
In altre parole, solo le sostanze intellettuali vanno trattate come un fine, mentre tutte le altre realtà sub-umane hanno valore strumentale.
Ecco il testo: “Col dire poi che le sostanze intellettuali sono governate dalla divina provvidenza per se stesse, non intendiamo che esse non vengano riportate ulteriormente a Dio e alla perfezione dell’universo; ma si dicono provvedute da Dio per se stesse, e le altre in funzione di esse, perché i beni che le sostanze intellettuali hanno dalla divina provvidenza non sono loro dati per l’utilità di altri, mentre i beni dati alle altre creature tornano per divina disposizione ad uso delle sostanze intellettuali” (Somma contro i gentili, III, 112, 7).

7. San Giovanni Crisostomo canta la grandezza dell’uomo con queste parole: “Qual è dunque l’essere che deve venire all’esistenza circondato di una tale considerazione? È l’uomo, grande e meravigliosa figura vivente, più prezioso agli occhi di Dio dell’intera creazione: è l’uomo, è per lui che esistono il cielo e la terra e il mare e la totalità della creazione, ed è alla sua salvezza che Dio ha dato tanta importanza da non risparmiare, per lui, neppure il suo Figlio Unigenito. Dio infatti non ha mai cessato di tutto mettere in atto per far salire l’uomo fino a sé e farlo sedere alla sua destra” (Sermone sulla Genesi 2,1).

8. Tutto il cosmo visibile, anche prima della comparsa dell’uomo, ci sembra sproporzionato e quasi inutile.
Quando andremo in cielo ne capiremo l’utilità per l’uomo e non finiremo di lodare l’amore di Dio per noi.

Con questo augurio, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo