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Quesito

Carissimo Padre
è da un po’ che rifletto su alcune parole pronunciate da Gesù: "Noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito. Che cosa ce ne verrà? – Gesù soggiunse: In verità vi dico che voi che mi avete seguito, nella rigenerazione, quando il Figlio dell’uomo sederà sul trono della sua gloria, sederete anche voi sopra dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele” (Mt 19,28).
Cosa stanno a significare? Forse che anche Giuda si è salvato e ha meritato lo stesso premio degli altri apostoli?
Voglio precisare che la mia non è una domanda provocatoria, il mistero della misericordia di Dio è infinito.
Volevo solo sapere se alcuni teologi o studiosi hanno riflettuto su questo passo del Vangelo e se hanno detto qualcosa in proposito.
Ancora su Giuda ho un’ultima domanda. Nel Vangelo di Luca viene chiaramente riportata l’istituzione dell’Eucaristia prima che venga annunciato il tradimento di Giuda, quindi sembrerebbe che l’apostolo non sia ancora uscito quando l’Eucarestia è stata distribuita e che anche lui l’abbia ricevuta. Negli altri Vangeli invece l’annuncio del tradimento è precedente all’istituzione dell’Eucarestia. Perchè questa possibile contraddizione? Inoltre è possibile che Giuda abbia da Gesù ricevuto l’Eucarestia avendo già deciso il tradimento?

Grazie
ci tengo alla sua benedizione e alle sue preghiere, le prometto un ricordo nelle mie.


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. Sarebbe davvero strano se in questi 2000 anni di storia della Chiesa le parole del Signore che tu hai citato non fossero state commentate.
Ti presento il commento pienamente condivisibile attribuito a San Giovanni Crisostomo, uno dei quattro grandi Dottori della Chiesa orientale:
“Accadrà infatti che nel giorno del giudizio i Giudei risponderanno: Signore, non ti abbiamo riconosciuto come il Figlio di Dio costituito nel corpo. Chi fra gli uomini poteva vedere un tesoro nascosto nella terra, un sole oscurato da una nube?
Risposero dunque i discepoli: anche noi siamo stati uomini, grossolani e oscuri nel popolo; voi, sacerdoti e scribi; ma in noi la buona volontà divenne come una lucerna per la nostra rozzezza, mentre in voi la malizia divenne come una caligine per la vostra conoscenza…
Non disse il Signore: giudicherete le nazioni di tutto il mondo, ma: le tribù di Israele; infatti tanto gli Apostoli quanto i Giudei erano stati educati sotto la stessa legge e gli stessi costumi. Di conseguenza, quando i Giudei diranno che non poterono credere in Cristo poiché lo proibiva loro la legge, si presenteranno i discepoli che ricevettero la stessa legge.
Ma qualcuno dirà: quale grande cosa ha promesso loro il Signore, se essi avranno le stesse cose che ebbero i Niniviti e la regina del Mezzogiorno? Il Signore promette loro altre ricompense superiori a quelle che devono ricevere i primi, poiché di questi dice semplicemente che si leveranno e condanneranno questa generazione, mentre dice agli Apostoli: quando il Figlio dell’uomo siederà, siederete anche voi. E chiaro dunque che conregneranno e comunicheranno in quella gloria: infatti con i troni ha indicato un onore e una gloria ineffabili”.

2. Sì, san Luca mette l’annuncio del tradimento di Giuda subito dopo l’istituzione dell’Eucaristia, a differenza di Matteo e di Marco.
In un commentario biblico leggo: “L’ordine seguito da Luca è da preferirsi perché la congiunzione “ma ecco” sembra stabilire una relazione tra l’istituzione dell’Eucaristia e la denuncia del traditore. Gesù mette a confronto la grandezza della sua bontà con la perfidia e l’empietà del discepolo traditore.
Da questo passo di san Luca si può concludere con S. Agostino che Giuda si trovò presente all’istituzione dell’Eucaristia e ricevette egli pure con gli altri il corpo e il sangue del Signore”.

3. Giuda è rimasto fino alla fine, fingendo.
Era da molto che fingeva, se Gesù nel miracolo della moltiplicazione dei pani aveva detto: “Rispose Gesù: «Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!». Egli parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: questi infatti stava per tradirlo, uno dei Dodici” (Gv 6,70).

Ti ringrazio delle preghiere che mi hai promesso.
Ti assicuro cordialmente le mie e anche la mia benedizione.
Padre Angelo

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