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Quesito

Salve padre,
questa mattina durante la Messa(oggi è la festa dell’Immacolata Concezione) il sacerdote ha detto che Maria è la mediatrice presso il mediatore cioè Gesù, in pratica la Madonna intercede per noi…e allora mi sono chiesto che senso ha chiedere l’intercessione di un santo quando possiamo chiedere direttamente a Maria che ha un potere d’intercessione enormemente superiore a quello di tutti i santi messi insieme?
In pratica la mia domanda è questa: è utile durante una difficoltà chiedere una grazia a un santo?
Perchè non chiederla direttamente a Maria che è quella che intercede presso Gesù nel modo più perfetto?
Se la risposta è affermativa, cioè se lei mi conferma che è utile rivolgersi ai santi per avere le grazie allora volevo chiederle qualcos’altro:
1) in base a quale criterio scegliere il santo? Mi spiego meglio, ci sono tanti santi, perché io dovrei preferire quel santo anziché quel altro per chiedere una grazia?
2) Ci sono santi che hanno un potere d’intercessione maggiore di altri?
3) Alcuni dicono che certi santi sono più indicati di altri per chiedere grazie in particolari settori, ad esempio chi ha problemi agli occhi si rivolge a Santa Lucia, chi ha problemi alla gola si rivolge a San Biagio; altri invece dicono che questo è un retaggio del paganesimo nel quale ci si rivolgeva al dio nettuno se si doveva andare per mare, al dio marte se si doveva andare in guerra, alla dea diana se si doveva andare a caccia…qual è la verità?
4) Ho sentito dire che ognuno di noi ha un santo protettore, è vero questo? Se è vero, conviene chiedere la grazia al proprio santo protettore? Come faccio a sapere qual è il mio santo protettore?

Cordiali saluti,
Vito


Risposta del sacerdote

Caro Vito,
1. sì, la Madonna è mediatrice di tutte le grazie, ma è pure contenta di vedere i suoi figli glorificati dal Signore e avere il potere di dispensare grazie.
Il patrocinio dei santi è garantito dal Vangelo quando Gesù promette che dirà ai suoi servi fedeli: “Sei stato fedele nel poco, ricevi autorità su molto, prendi parte alla gioia del tuo Signore” (Mt 25,21).

2. In genere i santi sono costituiti protettori nell’ambito di servizi che hanno svolto quand’erano quaggiù.
Il primo protettore di ognuno di noi è il Santo di cui portiamo il nome.
Nulla proibisce poi che qualcuno, secondo le proprie necessità, si elegga un determinato santo.
In genere ci si riferisce al Santo al quale la Chiesa ha affidato qualche patronato speciale: San Tommaso per  gli studiosi di teologia, San Luca per i medici, i santi Cosma e Damiano per i farmacisti, San Francesco di Sales per i giornalisti, San Giovanni Bosco per i giovani, San Luigi Gonzaga per la purezza, Santa Rita per i casi impossibili o disperati…
Ma ognuno può scegliersi i santi che vuole a seconda delle grazie che ha ottenuto o dei benefici compiuti in terra e dal cielo.

3. Sappiamo che i Santi sono di varia grandezza perché lo ricorda san Paolo quando dice: “Altro è lo splendore del sole, altro lo splendore della luna e altro lo splendore delle stelle. Ogni stella infatti differisce da un’altra nello splendore” (1 Cor 15,41).
Ma chi ne abbia di più noi non lo sappiamo, ad eccezione della Madonna e di San Giuseppe ai quali la Chiesa tributa rispettivamente il culto di iperdulia (al di sopra di tutti i Santi) e di protodulia (primo tra tutti i santi).
Tanta casistica che mi hai presentato nelle ulteriori domande (che ho tagliate) risente, come dici tu, di una mentalità superstiziosa.
Perché la cosa più importante per ricevere il beneficio dei Santi protettori consiste, oltre che nel pregare, nell’imitare le loro virtù.

4. Questo vario patrocinio è ricordato da Santa Teresa d’Avila in una pagina molto bella della sua autobiografia nella quale ella stessa dichiara di aver preso in una particolare circostanza per suo avvocato e protettore il glorioso San Giuseppe.
La riporto per intero perché è molto bella e capace di suscitare autentica devozione:
“Quando vidi lo stato in cui mi avevano ridotta i medici della terra e come fossi tutta scontorta in così giovine età, decisi di ricorrere ai medici del cielo e domandare ad essi la salute, perchè quantunque sopportassi quel male con tanta gioia, desideravo anche di guarire. Pensavo talvolta che se con la salute avessi dovuto dannarmi, sarebbe stato meglio rimanere così, ma insieme m’immaginavo con la salute di poter servire meglio il Signore. Ecco qui il nostro errore: non voler rimetterci in tutto nelle mani di Dio che sa meglio di noi quello che ci conviene.
Cominciai a far celebrare messe e a recitare orazioni approvate.
Non fui mai portata a certe devozioni che praticano alcuni, specialmente donne, nelle quali entrano non so quali cerimonie che io non ho mai potuto soffrire e che a loro piacciono tanto. Poi si conobbe che non erano convenienti e che sapevano di superstizione.
Io invece presi per mio avvocato e patrono il glorioso S. Giuseppe, e mi raccomandai a lui con fervore. Questo mio Padre e Protettore mi aiutò nella necessità in cui mi trovavo e in molte altre più gravi in cui era in gioco il mio onore e la salute della mia anima.
Ho visto chiaramente che il suo aiuto mi fu sempre più grande di quello che avrei potuto sperare. Non mi ricordo finora di averlo mai pregato di una grazia senza averla subito ottenuta. Ed è cosa che fa meraviglia ricordare i grandi favori che il Signore mi ha fatto e i pericoli di anima e di corpo da cui mi ha liberata per l’intercessione di questo Santo benedetto.
Ad altri Santi sembra che Dio abbia concesso di soccorrerci in questa o in quell’altra necessità, mentre ho sperimentato che il glorioso S. Giuseppe estende il suo patrocinio su tutte. Con ciò il Signore vuol farci intendere che a quel modo che era a lui soggetto in terra, dove egli come padre putativo gli poteva comandare, così anche in cielo fa tutto quello che gli chiede. Ciò han riconosciuto per esperienza anche altre persone che dietro mio consiglio si sono raccomandate al suo patrocinio. Molte altre si sono fatte da poco sue devote per aver sperimentato questa verità.
Procuravo di celebrarne la festa con la maggior possibile solennità. È vero che ci mettevo più vanità che spirito, perché volevo che si facesse tutto con ricercatezza e scrupolosità, ma l’intenzione era buona. Del resto, era questo il mio male, che appena il Signore mi faceva grazia d’intraprendere qualche cosa di buono, lo frammischiavo a molte imperfezioni e mancanze. – Dio mi perdoni se per il male, le ricercatezze e le vanità usavo invece tanta industria e diligenza!
Per la grande esperienza che ho dei favori ottenuti da S. Giuseppe, vorrei che tutti si persuadessero ad essergli devoti. Non ho conosciuto persona che gli sia veramente devota e gli renda qualche particolare servizio senza far progressi in virtù. Egli aiuta moltissimo chi si raccomanda a lui. È già da vari anni che nel giorno della sua festa io gli chiedo qualche grazia, e sempre mi sono vista esaudita. Se la mia domanda non è tanto retta, egli la raddrizza per il mio maggior bene.
Se la mia parola potesse essere autorevole, ben volentieri mi dilungherei nel narrare dettagliatamente le grazie che questo Santo glorioso ha fatto a me e ad altri, ma non volendo varcare i limiti che mi furono imposti, in molte cose
sarò breve più di quanto vorrei, e in altre più lunga del bisogno: insomma, come colei che ha poca discrezione in tutto ciò che è bene.
Chiedo solo per amore di Dio che chi non mi crede ne faccia la prova, e vedrà per esperienza come sia vantaggioso raccomandarsi a questo glorioso Patriarca ed essergli devoti. Gli devono essere affezionate specialmente le persone di orazione, perchè non so come si possa pensare alla Regina degli Angeli e al molto che ha sofferto col Bambino Gesù, senza ringraziare S.
Giuseppe che fu loro di tanto aiuto.
Chi non avesse maestro da cui imparare a far orazione, prenda per giuda questo Santo glorioso, e non sbaglierà.
Piaccia al Signore che non abbia sbagliato io nell’arrischiarmi a parlare di lui, perchè sebbene mi professi sua devota, tuttavia nel modo di servirlo e imitarlo sono sempre piena di
difetti. Egli, da quegli che è, mi ha dato di potermi alzare da letto, raddrizzarmi e camminare; e io, da quella che sono, l’ho ripagato con usar male la sua grazia” (Santa Teresa d’Avila, Vita, VI, 5-8).

Ti auguro di poter beneficiare della potente intercessione di vari santi, imitandone le virtù e perché tu stesso possa diventare santo, anzi grande santo.
Ne abbiamo tutti bisogno!
Per questo ti assicuro la mia preghiera e la mia benedizione.
Padre Angelo

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