Sul significato della creazione

Quesito

Caro Padre Angelo
si dice che Dio ha creato il mondo per la sua gloria e fino a qui mi è tutto chiaro, ma poi si dice che tutto il creato è stato fatto per l’uomo. Ma se guardiamo l’universo vediamo che ci sono pianeti lontani anni luce che non servono all’uomo oppure animali per esempio come il coccodrillo che non servono all’uomo. Allora cosa significa che tutto è stato fatto per l’uomo?
grazie e una preghiera
Luca


Risposta del sacerdote

Caro Luca,
1. Dio ha creato tutto per la sua gloria. Tuttavia bisogna subito precisare, come afferma il Concilio Vaticano I che “all’inizio del tempo egli ha fatto dal nulla le creature sia dell’ordine spirituale che di quello materiale, cioè il mondo angelico e quello terrestre non per acquistare o aumentare la propria beatitudine, ma per manifestare la sua perfezione con i beni concessi alle sue creature” (DS 3002).
E San Tommaso d’Aquino: “A Dio, primo agente, che è pura attualità, non si può attribuire l’azione per giungere al possesso di un fine; perché egli mira soltanto a comunicare la propria perfezione, che è la sua stessa bontà” (s. TOMMASO, Somma teologica, I, 44, 4).
Agire per indigenza non si addice che a un essere imperfetto, il quale è portato a porre attivamente il proprio atto e a subirlo (come un perfezionamento di se stesso). Ma tutto ciò in Dio va escluso. Per conseguenza egli soltanto è massimamente liberale, perché non agisce per propria utilità, ma solo per la sua bontà” (Ib., I, 44, 4, ad 1).
Questa è quella che i teologi chiamano la sua “gloria esterna”. Si legge nella Scrittura: “I cieli narrano la gloria di Dio e l’opera delle sue mani annunzia il firmamento” (Sal 19,1). E in cielo i serafini cantano: “Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti. Tutta la terra è piena della sua gloria” (Is 6,3).
Creando per la propria gloria, Dio esprime il massimo di generosità e di disinteresse.

2. Fatte queste necessarie premesse, ecco la conclusione: “Dio non cerca la gloria sua per se stesso, ma per noi” (S. TOMMASO, Somma teologica, II-II,132, 1).
Si può cogliere così il significato della bella espressione di S. Ireneo: “Gloria di Dio è l’uomo vivente (Gloria Dei homo vivens) e la vita dell’uomo è la visione di Dio: se già la Rivelazione di Dio attraverso la creazione procurò la vita a tutti gli esseri che vivono sulla terra, quanto più la manifestazione del Padre per mezzo del Verbo dà la vita a coloro che vedono Dio” (Adversus haereses, 4, 20,7).

3. Tu, caro Luca, ti domandi: “Ma se guardiamo l’universo vediamo che ci sono pianeti lontani anni luce che non servono all’uomo oppure animali per esempio come il coccodrillo che non servono all’uomo. Allora cosa significa che tutto è stato fatto per l’uomo?”
Significa che milioni di anni fa Dio faceva queste cose per noi. Anche questa lontananza di tempo non sta a manifestare quanto infinitamente grande sia il suo amore per noi?
E le svariatissime specie di animali, di cui alcune sono già estinte, che cosa comunicano all’uomo?
Bisogna dire, caro Luca, che Dio ha fatto tutto con estrema magnificenza. Non ci ha dato solo il minimo necessario, ma infinitamente di più.
E poi, anche se non vediamo l’utilità diretta di certi animali per l’uomo, non sappiamo quanto la loro presenza sia benefica per tutto l’ecosistema.
Aveva ragione il Siracide a dire: “Quanto sono amabili le tue opere! E appena una scintilla se ne può osservare” (Sir 42,22).

Ti saluto, ti seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo