Quesito

Caro Padre Angelo,
– mi è stata fatta una domanda alla quale io non so dare piena spiegazione: in riferimento al vecchio testamento, si narra del diluvio universale; se Dio è buono e misericordioso, perchè ha mandato il diluvio universale e perchè poi dice che si pentì se il pentimento è prettamente umano in quanto è conseguenza di uno sbaglio? Io ho provato a rispondere dicendo che se non erro, in un altro versetto si dice che Dio non si pentì… quindi concludendo dissi che molte volte non va letta in senso letterale e che sicuramente un sacerdote saprebbe spiegare bene il significato. D’altro canto, mi sono chiesto tra me e me il perchè; Dio non ci tratta secondo i nostri meriti né secondo le nostre colpe, e allora come spiegare, qual è il senso di questo racconto, di questa narrazione?

– Vorrei chiederle conferma anche in merito alla Genesi, quando Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine ecc..” E’ corretto affermare che da questo versetto si evince già la SS Trinità, attribuire a questo versetto l’esistenza della SS Trinità da sempre, quindi oltre che all’esistenza di Dio Padre, anche a quella di Dio Figlio e Dio Spirito Santo in quanto le parole di Dio sono al plurale: “facciamo” e non faccio, “nostra” e non mia.
Grazie di tutto.
Un abbraccio.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. nella Sacra Scrittura, soprattutto nell’Antico Testamento, vengono usati molti antropomorfismi.
Con questa parola s’intende che si parla di Dio con linguaggio umano e si descrive il comportamento di Dio secondo il comportamento umano.
Ma evidentemente Dio è al di sopra del modo umano di agire e di esprimersi.
Ad esempio: nell’Antico Testamento si legge che “Dio si pentì.
Questo è antropormorfismo.
In Dio infatti non c’è mutamento.
L’avevano già capitato i filosofi greci: Dio è atto puro, è motore immobile.
Mettere il mutamento in Dio significa che Dio acquisirebbe perfezioni che ancora non possiede. Allora non sarebbe più perfettissimo, non sarebbe Dio.
Anche San Giacomo dice che “in Dio non c’è ombra di variazione” (Gc 1,17).
Certo, negare il mutamento in Dio dà l’impressione dell’immobilismo. Ma questo non è vero perché Dio è atto, è pienezza di vita e di vitalità.
Questo ci fa capire che Dio è del tutto al di sopra delle nostre categorie.

2. Per quanto concerne la prima tua domanda: il diluvio è messo in stretto collegamento col crescere del peccato.
Questo ci fa capire che il peccato ha effetti devastanti non soltanto su chi lo compie, ma anche sul cosmo stesso, sul creato.

3. Inoltre quando si legge che Dio mandò il diluvio si vuol dire che Dio permise che il diluvio coprisse la terra.
E lo permise perché si concludesse un’epoca profondamente segnata dal peccato e  si iniziasse con una storia nuova, con Noè, uomo giusto.
Nello stesso tempo il diluvio è prefigurazione del Battesimo, che distrugge il peccato e salva introducendo nella vita di Dio.

4. Circa il “facciamo l’uomo” (Gn 1,26),  c’è un adombramento del mistero della Santissima Trinità.
Scrive la Bibbia di Gerusalemme: “facciamo non sembra essere un plurale di maestà e non si spiega anzitutto con il semplice fatto che il nome Elohim (Dio in ebraico, n.d.r.) è di forma plurale, poiché questo nome è usato quasi sempre come nome propria del vero Dio e normalmente è accompagnato da un verbo al singolare.
Sembra che il fenomeno alla base del nostro testo, anche se raro in ebraico, sia quello del plurale deliberativo: quando Dio, come in Gn 11,7, o qualsiasi altra persona parla con se stesso, la grammatica ebraica sembra consigliare l’uso del plurale.
Il greco (seguito dalla volg.) del Sal 8,6, riprese in Eb 1,1, ha inteso questo testo come una deliberazione di Dio con la sua corte celeste (cf Is 6), con gli angeli.
E questo plurale era una porta aperta all’interpretazione dei Padri della Chiesa, che hanno visto insinuato già in queste passo il mistero della Trinità”.

5. Come vedi, non si allude esplicitamente alla SS. Trinità.
Ma dopo che Gesù col Nuovo Testamento ha svelato il volto di Dio e ci ha fatto comprendere che Dio è Padre e Figlio e Spirito Santo diventò facile per i Santi Padri e per la Chiesa vedere in quel “facciamo” un’insinuazione o adombramento della Trinità,

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo