Siamo due fidanzati ad un passo dalle nozze e abbiamo i seguenti problemi morali…

Siamo due fidanzati ad un passo dalle nozze e abbiamo i seguenti problemi morali…

Quesito

Ciao, Padre Angelo
ho 28 anni sono fidanzato con una ragazza (26 anni) da 6 anni che fra due mesi circa diventerà mia moglie. Per i primi 4 anni della nostra storia abbiamo vissuto una feconda e fruttuosa castità pre-matrimoniale che evitava la genitalità.
Il nostro fidanzamento si è prolungato oltre misura per cause esterne alla nostra volontà, che però dipendevano dall’intromissione di terzi nella nostra storia al fine di farci lasciare. Ma l’amore è stato più forte di ogni cosa.
Dopo un breve periodo di separazione (tre mesi), ci siamo rifidanzati ed ora stiamo per sposarci.
Una volta tornati insieme è esploso un forte desiderio di comunione, che anche la preghiera comune alimentava. Consci dell’illiceità di unirci non potevamo fare una scelta in contrasto con il Vangelo, tuttavia non potevamo neppure frenare questa voglia di comunione con pericolo di masturbazione etc.. ripiegamento su stessi etc…
Abbiamo conosciuto dunque una genitalità (da più di un anno) non volta alla soddisfazione venerea ma alla comunione, alla tenerezza, all’affetto.
Consultato il Magistero abbiamo trovato che gli atti genitali sono considerati illeciti al di fuori di "un contesto matrimoniale", "in quanto conducono (gli adolescenti) a un incontro non personale, ma istintivo, spesso indebolito da riserve e calcoli egoistici, dunque sprovvisto del carattere di una vera relazione personale e tanto meno definitiva."(Orientamenti educativi sull’amore umano-Sacra Congregazione per l’Educazione Cattolica)"
Come si può certamente vedere sembra che questo passo non riguardi il nostro caso morale, data la profonda "devozione" alla mia futura moglie, la volontà di una relazione definitiva con essa, ed il fatto che non è una cosa meramente istintiva il nostro stare insieme.
I preti non mi hanno dato mai una delucidazione chiara. Tuttavia soffriamo molto per un problema di coscienza, temiamo di essere fuori dalla legge di Dio…abbiamo fatto comunioni sacrileghe? Come dobbiamo comportarci?

Ho una seconda domanda: Noi ci sposiamo mentre la mia ragazza ha il ciclo; è lecito che prenda la pillola per ritardare le mestruazioni, in modo che possiamo fare un viaggio di nozze più sereno e possiamo unirci almeno in quella notte speciale senza problemi personali o di coscienza? Se non lo è dovremo astenerci anche quella notte con la settimana seguente visto che la mia ragazza non vuole unirsi a me mentre ha il ciclo?
Attendiamo ansiosi sua risposta. Grazie.


Risposta del sacerdote

Carissimi,
1. il testo che mi avete citato, tratto dal documenti “Orientamenti…” non si riferisce ai rapporti prematrimoniali, ma al petting, che consiste in un coinvolgimento anche della genitalità, ma senza giungere ai rapporti sessuali.
Ecco il testo:“Si vanno sempre più diffondendo tra gli adolescenti e i giovani certe manifestazioni di tipo sessuale che di per sé dispongono al rapporto completo senza però giungere alla sua realizzazione. Queste manifestazioni della genitalità sono un disordine morale, perché avvengono al di fuori di un contesto matrimoniale” (Orientamenti… 96).
E ancora: “L’educazione sessuale aiuterà gli adolescenti a scoprire i valori profondi dell’amore e a capire il danno che tali manifestazioni recano alla loro maturazione affettiva, in quanto conducono ad un incontro non personale, ma istintivo, spesso indebolito da riserve e da calcoli egoistici, dunque sprovvisto del carattere di una vera relazione personale e tanto meno definitiva. Un’autentica educazione condurrà i giovani verso la maturità e la padronanza di sé, frutti di una scelta cosciente e di uno sforzo personale” (Orientamenti… 97).

2. Se non ho capito male, per voi non si è tratta semplicemente di petting, ma di rapporti sessuali.
Voi mi dite che questi gesti non sono rivolti alla soddisfazione venerea ma alla comunione, alla tenerezza, all’affetto.
Vi devo dire con tutta franchezza che non ne sono molto convinto.

   1) Anzitutto perché suppongo che questi atti siano compiuti attraverso contraccezione (a scanso di equivoci: anche il coito interrotto è contraccezione).
Giovanni Paolo II ha detto che “La donazione fisica totale sarebbe menzogna se non fosse segno e frutto della donazione personale totale, nella quale tutta la persona, anche nella sua dimensione temporale, è presente: se la persona si riservasse qualcosa o la possibilità di decidere altrimenti per il futuro, già per questo essa non si donerebbe totalmente” (Familiaris Consortio 11).
E ancora: “Così al linguaggio nativo che esprime la reciproca donazione totale dei coniugi, la contraccezione impone un linguaggio oggettivamente contraddittorio, quello cioè di non donarsi all’altro in totalità.
Ne deriva, non soltanto il positivo rifiuto all’apertura alla vita, ma anche una falsificazione dell’interiore verità dell’amore coniugale, chiamato a donarsi in totalità personale” (Familiaris Consortio 32c).

   2) Anche se compiste questi gesti senza contraccezione, siete consapevoli di non appartenervi ancora totalmente e definitivamente.Siete consapevoli di essere liberi e di potervi lasciare senza alcun onere. E questo perché la vostra donazione non è stata ancora effettuata.
Pertanto anche sotto questo aspetto i rapporti prematrimoniali sono menzogneri perché li ponete come segno di una realtà che ancora non esiste.
È vero che c’è la donazione del cuore e la promessa di donarvi totalmente, ma il dono totale avverrà a partire dal momento del vostro consenso coniugale: da quel momento vi apparterrete l’uno all’altro. Prima di quel momento siete liberi, sapete di poter tornare indietro.

3. Il documento da voi citato, proprio al numero precedente la citazione, e cioè al n. 95, dice: “I rapporti intimi devono svolgersi soltanto nel quadro del matrimonio, perché solo allora si verifica la connessione inscindibile, voluta da Dio, tra il significato unitivo e il significato procreativo di tali rapporti, ordinati a mantenere, confermare ed esprimere una definitiva comunione di vita – "una sola carne" – mediante la realizzazione di un amore "umano", "totale", "fedele", "fecondo", cioè l’amore coniugale.
Perciò le relazioni sessuali fuori del contesto matrimoniale costituiscono un disordine grave, perché sono espressione riservata a una realtà che ancora non esiste; sono un linguaggio che non trova riscontro obiettivo nella vita delle due persone, non ancora costituite in comunità definitiva con il necessario riconoscimento e garanzia della società civile e, per i coniugi cattolici, anche religiosa”.
Un documento più recente sull’educazione sessuale, intitolato Sessualità umana: verità e significato (8.12.1995) ricorda “l’immoralità dei rapporti prematrimoniali, dell’aborto, della contraccezione e della masturbazione” (n. 102).

4. Mi meraviglio che i preti ai quali vi siete rivolti non siano stati capaci di darti una risposta chiara, perché hanno anch’essi il dovere di insegnare le vie di Dio e di indicarvi un cammino casto perché il vostro amore sia sempre più bello e sempre più attraente.
Mi chiedete che cosa dovete fare adesso.
Anzitutto dovete vivere in pienezza la castità prematrimoniale.
In secondo luogo vi confesserete sia per la remissione dei vostri peccati e purificare la vostra vita sia per ricevere forza per vivere il vostro amore secondo Dio.
Nella vostra confessione direte anche che nelle precedenti confessioni avete taciuto questo peccato e che avete fatto la Santa Comunione senza essere confessati.

4. Venendo all’ultimo problema.
Spetta senz’altro a voi, in quanto sposi, decidere quando sia giunto il momento per mettere al mondo un figlio.
Ma non spetta a voi decidere quale sia il significato dei gesti coniugali: questi infatti, mentre uniscono intimamente gli sposi in modo che si donino totalmente senza riserve, li aprono nello stesso tempo alla procreazione.
Questo significato è intrinseco alla natura degli atti.
Non è così perché lo dice la Chiesa, ma è così perché la genitalità è ordinata… a generare!
Questo lo sanno tutti, anche quelli che rifiutano il magistero della Chiesa. Il ricorso alla contraccezione infatti è, a suo modo, un riconoscimento che la genitalità… è ordinata a generare!

5. Se il ricorrere alla pillola per ritardare il momento dell’ovulazione avvenisse per una finalità terapeutica, si potrebbe dire che questa manipolazione non è voluta direttamente, ma è sopportata come conseguenza di un atto buono e doveroso (la terapia). Come vedete, in questo caso non ci si mette al posto di Dio per determinare quale sia il significato degli atti coniugali.
Ma nel vostro caso si tratta di manipolare il significato del gesto: non volete che il gesto sia procreativo.
Secondo il disegno di Dio, invece, il gesto è vero e pieno di significato solo quando avviene nella donazione totale di sé, che include anche la donazione della propria capacità di diventare padre e madre.
Quando una donna prende la pillola contraccettiva non si dona totalmente a suo marito. Si riserva qualcosa.
Pertanto non c’è altra strada che quella di fare le cose secondo Dio: o accogliere la procreazione oppure astenersi.
Questa astensione non è assenza di amore, perché l’affetto vicendevole lo si dona in mille maniere. Potrei dire che è quasi una preparazione a donarsi in vera totalità anche sotto l’aspetto fisico, attendendo i tempi previsti infecondi.
In questo modo vi comporterete come ministri di disegno di Dio e non come arbitri.
Come vedete, la castità prematrimoniale aiuta a vivere bene anche nel matrimonio, dando la capacità di attendere.
Capisco che nei giorni successivi alle nozze si sente la necessità di donare anche il proprio corpo. Il matrimonio è fatto per questo.
 Ma Dio vuole che la donazione sia sincera, totale. E allora questo divieto è solo per proteggere la purezza e la santità del vostro amore.
Come giustamente ha rilevato Giovanni Paolo II, tra la contraccezione e un rapporto coniugale secondo Dio c’è una differenza enorme, che coinvolge due modi di pensare alla propria persona e ai rapporti sessuali in modo completamente diverso.

6. È capitato anche ad altre persone, prima di voi, di non voler consumare il matrimonio, sebbene per altri motivi, nei primi giorni di nozze.
Ecco la bella testimonianza di Sara e di Tobia, come si legge nella Sacra Scrittura:
“Tobia si alzò dal letto e disse a Sara: «Sorella, alzati! Preghiamo e domandiamo al Signore che ci dia grazia e salvezza». Essa si alzò e si misero a pregare e a chiedere che venisse su di loro la salvezza, dicendo: «Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri, e benedetto per tutte le generazioni è il tuo nome! Ti benedicano i cieli e tutte le creature per tutti i secoli! Tu hai creato Adamo e hai creato Eva sua moglie, perché gli fosse di aiuto e di sostegno. Da loro due nacque tutto il genere umano. Tu hai detto: non è cosa buona che l’uomo resti solo; facciamogli un aiuto simile a lui. Ora non per lussuria io prendo questa mia parente, ma con rettitudine d’intenzione. Dègnati di aver misericordia di me e di lei e di farci giungere insieme alla vecchiaia». E dissero insieme: «Amen, amen!». Poi dormirono per tutta la notte” (Tb 8,5-9).

Faccio mie le parole che lo Spirito Santo ha detto agli sposi attraverso l’autore della lettera agli ebrei: “Il matrimonio sia rispettato da tutti e il talamo sia senza macchia” (Ebr 13,4).
Il Signore vi benedirà largamente.
Anch’io vi benedico e vi prometto un ricordo costante nella preghiera.
Padre Angelo