Quesito

Caro Padre Angelo,
Tempo fa Le ho fatto una domanda in relazione alla prescienza divina, la risposta che mi ha dato è mi è stata molto utile.
Le sarò molto grato se potrà darmi un ultimo chiarimento.
L’interrogativo è relativo ai tempi di Dio rispetto al tempo dell’uomo e valore della preghiera.
Dio nella Bibbia si definisce Principio e fine. Egli è sempre stato, conosce l’inizio della storia e conosce il futuro che sarà determinato dalle nostre libere scelte.
Per noi uomini il tempo si distingue in passato, presente e futuro; se Dio è Principio e Fine, e conosce già gli ultimi eventi della storia descritti nell’Apocalisse, ciò significa che per Lui non valgono le nostre definizioni di tempo, ma esiste solo un eterno presente: presente è quindi per Lui la storia, la nascita, la vita con tutte le sue azioni non private della libertà, l’ora della morte. Mi chiedo se, presa consapevolezza ad un certo punto della vita della propria condotta davanti Dio, se la preghiera rivoltagli, iniziata la conversione, abbia valore solo per il presente e futuro, o se essa possa valere anche per il passato, essendo il nostro tempo differente da quello di Dio.
(Il senso della mia domanda è questo: presa consapevolezza ad un certo punto di aver fatto molti errori nel corso della vita e di aver inoltre mancato di carità verso il prossimo, nasce il desiderio che la preghiera che segue il perdono dopo la confessione, possa servire non solo per aiutare l’anima (e anche quelle vicine) nel presente e futuro, ma anche nel passato per riparare ai vuoti di carità e ai peccati di cui si è profondamente dispiaciuti, essendo il tempo di Dio totalmente differente da quello umano, necessariamente chiuso in uno schema).
Fiducioso in una risposta ringrazio e porgo distinti saluti
Giorgio


Risposta del sacerdote

Caro Giorgio,
1. è vera la differenza che poni tra l’eternità e il tempo.
Se le realtà che esistono nel tempo hanno l’esistenza in maniera successiva (un istante dopo l’altro), l’esistenza di chi è eterno è tutta simultanea.
Se mettessimo successione di istanti in Dio, Dio non sarebbe più Dio ma un essere in potenza, come noi. E pertanto non sarebbe più perfettissimo, giacché gli mancherebbe ancora una pienezza che attualmente non possiede.

2. È giusto e doveroso pregare per emendarci delle colpe commesse in passato.
La vera penitenza, che è chiamata anche contrizione, desidera portarsi sul passato per emendarlo.
Il Concilio di Trento ha affermato: “La contrizione include non solo la cessazione del peccato e il proposito e l’inizio di una vita nuova, ma anche l’odio della vita vecchia, conforme all’espressione “Liberatevi da tutte le iniquità commesse e formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo” (Ez 18,31). Certamente colui che riflette su quelle grida dei santi: “Contro di te, contro te solo ho peccato, quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto” (Sal 6,7); “Ripenso alla mia vita con l’amarezza nell’anima” (Is 38,15 Volgata), e su altre simili, comprenderà facilmente che esse provenivano da un odio veramente profondo della vita passata e da una grande detestazione del peccato” (DS 1676).
Sant’Agostino non ha mai dimenticato i trascorsi peccaminosi della sua gioventù. Ha sempre detestato i suoi errori. E ancora sul letto di morte ha chiesto che venissero scritti i sette salmi penitenziali a caratteri cubitali per poter esprimere il proprio dolore ed emendare i propri peccati fino all’ultimo respiro.

3. Leggendo la tua domanda, pensavo che tu volessi chiedere se noi possiamo pregare per ottenere la conversione che ci è stata accordata.
In passato avevo sentito dire che alcuni discutevano se si possa pregare per la conversione della Maddalena, dal momento che Dio, in previsione dei meriti di Cristo, ha accordato la conversione per i giusti dell’Antico Testamento.
A questo proposito penso che noi dobbiamo pregare secondo le caratteristiche della nostra natura umana, di persone che vivono nel tempo e che, per quanto riguarda il passato, chiedono perdono a Dio dei peccati commessi e ringraziano del dono della conversione. Ma sarebbe anacronistico e irrazionale pregare per ottenere la conversione che già ci è stata concessa.

Ti prometto un ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo