Quesito

carissimo padre Angelo,
in anticipo le invio gli auguri più sinceri ed affettuosi di buona Pasqua, ricca di copiosi doni celesti, e che Iddio le faccia sentire con viva sollecitudine le Sue consolazioni e la Sua presenza.
La domanda che le pongo è questa: come può accettare la Chiesa una confessione annuale, nel senso che proprio la lunghezza di tempo intercorso tra una confessione e l’altra, sia un tempo molto lungo che certamente non consente di rammentare tutti i peccati?
La mia confessione va a periodi: due settimane-un mese-non sempre ogni settimana. Anche io dimentico certamente dei peccati che “spero” non siano gravi. E’ pur vero che il penitente si presenta a Cristo con animo profondamente pentito dei propri errori e delle proprie mancanze. Basta ciò a ricevere il PERDONO SACRAMENTALE, dopo avere ricercato nel proprio cuore, con umiltà e sincerità ciò che non è giusto dinanzi la Bontà di Dio? per esempio se ho commesso dei peccati gravi dalla adolescenza alla maturazione (come probabilmente è generalizzato un pò per tutti), quei peccati che non rammento, sono cancellati dopo una confessione nella quale dichiaro di non ricordare sinceramente, in quanto il tempo è passato? oppure se rammento delle cose che oggi a pensarci bene sono dei peccati, li debbo confessare o posso pensare soltanto a quelli commessi con la maturazione?
La ringrazio e la prego di ricordare nella Santa Messa me, la mia famiglia ma soprattutto quanti ci tormentano con il loro male, per poter essere felici di aver così implorato la misericordia per i nostri nemici attuando il precetto di Gesù che ci indicò la via della salvezza: amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi -e- pregate per i vostri nemici. Vorrei infine consigliare a tutti quelli che si arricchiscono nel visitare il suo sito ed apprendere dalle sue risposte, il DIARIO di Santa Suor Faustina, che è una vera scossa dello Spirito Santo.
pace e bene
B.


Risposta del sacerdote

Carissimo B.,
1. certamente la confessione annuale non è il massimo che si possa fare.
La Chiesa nel 1215, col Concilio Lateranense IV, è intervenuta per stabilire un minimo, senza del quale uno vivrebbe in contraddizione la propria fede cristiana.
La confessione una volta all’anno è dunque il minimo, non la norma.
Per questo la Chiesa consiglia a tutti la confessione frequente.
Del resto il precetto suona così: confessarsi almeno una volta all’anno e comunicarsi a Pasqua.

2. Se uno, anche distanza di anni, ricorda di non aver confessato dei peccati gravi, senza particolari patemi d’animo, nella successiva confessione dirà: in questi tempi mi sono ricordato di peccati commessi nella mia adolescenza e di non averli confessati. Eccoli.
Certamente la cosa più importante nella confessione è il pentimento dei propri peccati e l’esporsi all’azione della misericordia di Dio.
Ma è ugualmente richiesta anche l’accusa dei peccati gravi. L’accusa è di diritto divino e pertanto se uno, anche a distanza di tempo, ricorda di non avere accusato certi peccati, deve farlo.
Che l’accusa sia di diritto divino lo si ricava dalle parole con cui Gesù ha istituito questo sacramento: “A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete resteranno non rimessi” (Gv 20,23).
Infatti per poter avere i criteri per rimettere o non rimettere i peccati, il sacerdote deve conoscere il pentimento e la materia di cui ci si pente (cioè i peccati).

3. Volentieri mi unisco alla tua preghiera a favore di quelli che vi possono fare del male. Questa preghiera è particolarmente gradita al Signore e ottiene molte grazie.
Ugualmente faccio mio il tuo consiglio di leggere il Diario di Santa Faustina. Come tu rilevi, è una vera scossa dello Spirito Santo.
So che molti nostri visitatori lo conoscono e recitano anche tutti i giorni la coroncina della Divina Misericordia.

Ti ringrazio, ti saluto e ti benedico.
Padre Angelo

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