Se Dio sia il fondamento dell’etica

Quesito

Caro p. Angelo,
In un testo di teologia naturale, ho letto: dall’esistenza e natura di Dio, dipende la morale, sia nella fondazione, fine dell’uomo, sanzione e obbligo, sino nei suoi sviluppi fino alla santità. Ne dipende pure la possibilità stessa di una rivelazione e quindi di una Religione soprannaturale, immediatamente assurda se Dio non esiste o non è verace o non può agire sul mondo.
Ora io mi chiedo: I° i primi principi morali, non sono evidenti senza conoscere prima Dio? La morale allora non si può fondare prima della teologia Naturale?
II° Se l’uomo fosse naturalmente agnostico, e quindi impossibilitato a dimostrare l’esistenza di Dio, Egli non potrebbe con una rivelazione soprannaturale e con una grazia rivelare la Sua esistenza?

La ringrazio per la sua pazienza e la saluto.
Franco


Risposta del sacerdote

Carissimo Franco,

1. è vero che i primi principi morali (ad esempio: fà il bene ed evita il male, il diritto all’autoconservazione, il diritto a metter su famiglia, il diritto a vivere in società, a conoscere la verità…) sono di per sé evidenti prima di conoscere Dio.
Ma in definitiva non si riesce a giustificarli senza ricorrere a Dio.
Due infatti sono i pilastri dell’etica: il fine e la libertà.
Infatti se non esiste un fine o obiettivo da perseguire, e senza del quale ci si trova mancanti, non si può parlare a rigore di bene e di male.
Come ad esempio: se esco di casa e sono senza meta, nessuno mi può dire: scusi, Lei sta sbagliando strada.
Se invece voglio andare in una particolare località e sto andando in una direzione del tutto contraria, mi si può dire: Lei sta sbagliando.
Inoltre perché ci sia morale o etica è necessario che l’uomo, oltre ad avere un fine, sia dotato di libertà. Perché diversamente non avrebbe alcuna responsabilità in quello che fa.
Sofia Vanni Rovighi diceva che “tutte le etiche sono teologiche, nel senso che tutte hanno il loro dio (anche se non è il Dio con la D maiuscola) da proporre come fine ultimo, si chiami questo Dio Dovere, Valore Universale, Prosperità sociale, Bene del popolo o altro che si voglia). Sono tutte teologiche in quanto propongono un assoluto come fine ultimo, e sono tutte (o almeno pretendono tutte di essere) umanistiche in quanto vogliono assegnare all’azione umana un fine degno dell’uomo” (Elementi di filosofia, vol. III, p 210).

2. Circa la seconda domanda: mi chiedi se Dio potrebbe rivelare soprannaturalmente la propria esistenza all’uomo per natura incapace di dimostrare con la sola ragione l’esistenza di Dio.
Credo di sì. Questa infatti è la tesi dei cosiddetti ”fideisti”. Fideisti sono quelli che negano che l’uomo con le proprie risorse possa giungere alla conclusione che Dio esiste. Lo accettano solo per fede e dunque per una dimostrazione soprannaturale e gratuita a loro data da Dio.
Va detto tuttavia che il fideismo, il quale nega che l’uomo con le proprie risorse possa giungere alla conoscenza dell’esistenza di Dio è stato condannato, perché è contrario a quanto dice san Paolo nella lettera ai Romani: “poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato. Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l’intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità; essi sono dunque inescusabili” (Rm 1,19-21).

Ti ringrazio per queste domande, ti saluto, seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo