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Vescovo e dottore della Chiesa (354-430)

festa

Sant’Agostino d’Ippona

Il più grande dei Padri della Chiesa latina nacque a Tagaste (Souk-Ahras), in Numidia. Dopo un’educazione cristiana ricevuta dalla mamma, santa Monica, Agostino parte alla volta di Cartagine (370) e il contatto col pensiero pagano lo allontana dalla fede: ma anche la filosofia manichea delude il suo tormento di penetrare il mistero del male.

Dopo una penosa esperienza didattica Agostino lascia Cartagine per Roma (383) e finalmente per Milano. Qui lo raggiunge la mamma che ha la gioia di vederlo frequentare appassionatamente il vescovo Ambrogio e ritornare, per opera di lui, alla fede. Il battesimo (387) corona il laborioso itinerario e inaugura un’attività gigantesca: ritornato in Africa è ordinato sacerdote (391) e nel 395 lo stesso Valeriano, vescovo di Ippona, gli conferisce la consacrazione episcopale tenendoselo come coadiutore. A lui, L’anno successivo, Agostino succede nel governo della diocesi che si protrarrà fino alla morte, il 28 agosto del 430. I resti del santo Dottore sono venerati a Pavia nella chiesa di San Pietro in Ciel d’Oro.

Tra i suoi scritti eccellono le Confessioni nelle quali egli rivivendo la sua vita loda Dio e lo ringrazia dei suoi benefici, la Città di Dio traduce in linguaggio latino il concetto evangelico del Regno di Dio e ne fa il principio regolatore della storia nel suo sviluppo secondo il programma divino per la salvezza del mondo.

Agostino non è solo il vescovo di Ippona e il genio teologico che profondamente segnò l’Occidente cristiano; egli è anche l’ispiratore di una forma di vita religiosa e I’autore della celebre “Regula ad Servos Dei”, – lettera originariamente destinata a un monastero femminile – adottata nel XII secolo dalla maggior parte dei Canonici Regolari. Al temine del IV Concilio Lateranense (1215) il cui canone XIII limitava la vita religiosa alle fondazioni già approvate, Innocenzo III domandò a san Domenico di scegliere una regola già approvata, che offrisse garanzie alla giovane fondazione. “Ben presto, dice Giordano di Sassonia, fecero professione secondo la Regola di sant’Agostino – di questo eminente predicatore – i predicatori futuri. S’imposero inoltre qualche regola di più stretta osservanza, in materia di cibo, di digiuni, di riposi e di abito”.

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