Quesito

Carissimo Padre.
Ringrazio Dio perchè attingo, da ciò che scrive, stille preziosissime di sapienza.
Stimoli preziosi per il discernimento privato.
Raggi di luce nelle penombre quotidiane, che l’avversario piuttosto ci vorrebbe definire in tenebre.
Leggendo la soavità della Parola, evapora completamente qualsiasi velo, filtro, impurità.
Grazie, dunque, per il bene che lei sa diffondere.
Vorrei sottoporle un mio dubbio, sicura della direzione esatta che riceverò.
Quando sento citare Cristo Gesù come "nuovo Adamo", qualcosa nei miei visceri si attorciglia, e provo una certa "resistenza" alla definizione.
Comprendendo la portata della svolta salvifica della Croce, al cui solo accenno ogni neurone del cervello di cui Dio mi ha provvista si prostra con devozione (anche se ogni mio respiro scandisce, invece, una costante battaglia contro suggerimenti, tentazioni, fragilità, carenze, cecità, egoismi…), non aderisco facilmente ad un tale accostamento.
Nuovo Adamo perchè?
Il Maestro amato non ha mai lambito qualsiasi forma, neanche minimale, di superbia, di vanagloria, di egocentrismo…
Irriverente e stretto trovo questo accostamento che mal sopporto, e di cui chiedo a lei una opportuna schiarita.
Nella modestia delle mie preghiere la accompagno.
Gesù non le faccia mai mancare Fede, Speranza e Carità ("…ma di tutte più grande è la carità…").
Grazie,
Maria Rita


Risposta del sacerdote

Cara Maria Rita,
1. chi parla di Cristo come nuovo Adamo è nientemeno lo Spirito Santo che ha ispirato San Paolo a usare questo appellativo.
Ma procediamo con ordine.

2. Intanto abbiamo un primo velato riferimento di Cristo con Adamo nel Vangelo di San Luca, il quale fa partire la genealogia di Gesù proprio da Adamo, anziché da Abramo, come fa invece Matteo.
San Luca conclude la genealogia con questi riferimenti: “… figlio di Enos, figlio di Set, figlio di Adamo, figlio di Dio” (Lc 3,38).
La genealogia di Luca, risalendo fino ad Adamo, riveste un carattere più universalista di quella di Matteo.
Scrive la Bibbia di Gerusalemme: “Gesù, discendente di Adamo e come lui senza padre terreno (Lc 1,35), inaugura una nuova stirpe umana; forse Luca, discepolo di Paolo, pensa al nuovo Adamo (Rm 5,12)”.
La nuova stirpe che Gesù è venuto a inaugurare è quella di coloro che per grazia hanno la possibilità di diventare partecipi della natura divina (2 Pt 1,4) e pertanto figli di Dio, come si legge nel Vangelo di Giovanni: “A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv ,12).

3. Ma ecco il testo di San Paolo: “Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato” (Rm 5,12).
E poco dopo: “la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire” (Rm 5,14).
Allora, come vedi, Adamo è stato voluto da Dio come simbolo e prefigurazione di un altro capostipite dell’umanità, quello vero, quello che dona a tutti la vita eterna, la vita divina.

4. Ecco ancora come San Paolo descrive Cristo come vero nuovo capostipite: “Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo.
Come dunque per la caduta di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera giusta di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione, che dà vita.
Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti” (Rm 5,17-19).

5. San Paolo dice anche che Cristo è la primizia dell’umanità nuova: “Ora, invece, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti.
Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti.
Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita” (1 Cor 15,20-22).

6. Pertanto Cristo è il prototipo della nuova umanità che Dio ha ricreato in seguito al peccato di Adamo.
Senti ancora come sono belle le parole con le quali San Paolo presenta Cristo datore di vita e di risurrezione: “Il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma l’ultimo Adamo divenne spirito datore di vita. Non vi fu prima il corpo spirituale, ma quello animale, e poi lo spirituale.
Il primo uomo, tratto dalla terra, è fatto di terra; il secondo uomo viene dal cielo.
Come è l’uomo terreno, così sono quelli di terra; e come è l’uomo celeste, così anche i celesti.
E come eravamo simili all’uomo terreno, così saremo simili all’uomo celeste” (1 Cor 15,45-49).

Mi auguro che dopo questa spiegazione il titolo di nuovo Adamo dato a Cristo non sia più motivo di turbamento, ma di grande speranza: è a Lui che diventiamo somiglianti col Battesimo. È a Lui che saremo perfettamente conformati in paradiso, diventando “spirituali” e “celesti”.

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo