Quesito

Caro Padre Angelo,
Sono un giovane adolescente.
Le scrivo, perché è da molto tempo che ho incontrato Gesù, ma ancora non riesco a segnarmi con la croce quando ad esempio mi trovo a mangiare in un luogo pubblico, mentre riesco benissimamente a farlo quando sto a casa con la mia famiglia. Molte volte quando mi trovo con persone non praticanti mi sento bloccato… come ad esempio la settimana scorsa ero a ristorante con degli amici e siccome tornavo da un’esperienza di preghiera e di evangelizzazione fatta diversi giorni prima, non vedevo l’ora di testimoniare a queste persone con le quali ero seduto a tavola… quello che Gesù aveva fatto in me.
Ma quando è arrivato il momento di pranzare e dovevo segnarmi con la croce ho avuto un blocco e non riuscivo a farlo… mi sentivo impotente e addirittura mi veniva quasi da piangere come se avessi rinnegato Dio… ma non era mia intenzione farlo dal momento che in quei giorni durante l’esperienza di evangelizzazione vissuta mi ha donato tutto il Suo amore.
Molte volte mi capita di non fare la croce prima di mangiare perché non ne sento il bisogno, altre volte mi sento bloccato, altre volte ho paura di cosa potrebbero dire gli altri… e tutto questo mi fa stare davvero male.
Gesù è il nostro migliore amico, è la nostra ragione di vita, è il nostro più grande amore,e io non voglio assolutamente continuare a restare bloccato ma desidero testimoniare la Sua presenza nella mia vita anche attraverso i piccoli gesti come segnarsi con la croce prima di mangiare davanti a quelli che non sono cristiani. Allora le chiedo come devo fare per superare questo problema????
La saluto e ringraziandoLa anticipatamente!
Dio La benedica!


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. quando si tratta di testimoniare la nostra fede di fronte a persone che non credono, bisogna essere prudenti.
Certi gesti, anche sacri e carichi di significato, come il segno della croce, potrebbero urtare.
Probabilmente il segno di croce prima di mangiare, fatto in mezzo a ragazzi non credenti, avrebbe potuto ferire la suscettibilità di qualcuno. Tanto più che eri in un luogo, potrei dire, profano.
Avevi grande desiderio di testimoniare la tua fede. Penso che durante la conversazione qualcosa sarà venuto fuori.
E, da quello che mi hai scritto in seguito, posso pensare che hai reso testimonianza a Cristo con la tua stessa persona, con la luminosità del tuo volto e con la serenità del tuo parlare.

2. In teologia morale si insegna che i precetti morali positivi, e cioè quelli che comandano di fare una cosa buona, valgono sempre, ma non in ogni caso.
Tale è il caso del segno della croce. È sempre bene farlo, ma qualche volta forse è più prudente ometterlo.
I precetti negativi, invece, e cioè quelli che proibiscono di compiere un peccato, valgono sempre e in ogni caso. Pertanto una volgarità non va mai detta, tanto meno la bestemmia.
Ugualmente per gli atti impuri e così via. Non vi sono eccezioni.

3. Un altro conto è se ti trovi tra amici cristiani o amici coi quali hai molta confidenza. Allora forse loro stessi si aspettano da te il segnale d’inizio, il segno di croce. E magari puoi dire apertamente: “Prima di iniziare facciamo il segno della croce”.
Capita anche a me di fare così quando mi trovo con gente buona, ma che non si segna prima di mangiare. Io dico ad alta voce: “Adesso prima di mangiare, benediciamo la mensa”. Tutti accettano volentieri.
È vero, io sono sacerdote e certe cose la gente se le aspetta o comunque con si stupisce. Ma qualcosa del genere può fare anche un laico, introducendo il segno di croce con una battuta, con un saluto…
E così, facendolo tutti insieme, viene meno il senso di pudore o quel blocco di cui mi hai parlato.

4. Voglio concludere però complimentandomi con te per quello che mi hai scritto su Gesù Cristo. Mi hai detto che “Gesù è il nostro migliore amico, è la nostra ragione di vita, è il nostro più grande amore, e io non voglio assolutamente continuare a restare bloccato ma desidero testimoniare la Sua presenza nella mia vita anche attraverso i piccoli gesti come segnarsi con segnarsi con segnarsi con la croce prima di mangiare davanti a quelli che non sono cristiani”.
Ognuna di queste affermazioni meriterebbe un gran commento, perché sono troppo vere.
Mi permetto solo di ricordare che lo Spirito Santo ha detto di Gesù Cristo, attraverso la penna di San Paolo, che “tutto è stato creato per mezzo di Lui e in vista di Lui” (Col 1,16).
E Lui stesso, apparendo a San Giovanni nell’apocalisse, ha detto che è “l’alfa e l’omega, il principio e la fine” (Ap 21,6).
Dunque Gesù è il punto di partenza e il punto di arrivo di tutte le nostre azioni.
Per questo dici bene quando affermi che “è tutta la ragione della nostra vita”.
Come tutta la ragione dell’esistenza di un raggio sta nel fatto che proviene da una sorgente luminosa, è irrorato continuamente dalla sorgente luminosa, ed è ordinato a comunicare il calore e la luce della sorgente luminosa, così anche noi in riferimento a Cristo.
Per questo Cristo stesso ha detto: “Chi non raccoglie con me, disperde” (mt 12,30).

Ti ringrazio molto per quello che ci hai scritto. Che il Signore ti conservi così e aumenti sempre più in te la sua grazia.
Che ti benedica ampiamente. Anch’io ti benedico e ti prometto un ricordo nelle mie preghiere.
Padre Angelo