Quesito

Caro Padre Angelo,
avrei un’infinità di domande da fare ma per questa volta mi limiterò a farne due
Se Gesù Cristo durante l’ultima cena ha detto di prendere e mangiare il suo corpo e bere il suo sangue per la remissione dei peccati,  perchè  in Chiesa il prete mangia l’ostia e beve il vino mentre ai fedeli è concesso mangiare solo l’ostia e quindi il solo corpo? Ciò non và contro il comandamento di Gesù? Anche perchè mi sembra che i greco-ortodossi facciano entrambe le cose. Perchè la Chiesa Cattolica fa dunque diversamente?
La seconda domanda è: Se il primo comandamento recita di non adorare nessuno all’infuori di Dio, se nell’Apocalisse quando Giovanni si inginocchia davanti all’angelo, l’angelo gli dice di non farlo perchè solo a Dio va reso culto perchè nella dottrina cattolica è dunque prevista l’adorazione della Madonna e dei Santi? 
Io ho pensato che ciò forse concorda con quando si parla di prima resurrezione e di coloro che regneranno con Cristo. Forse però mi sbaglio…Spero di avere delle delucidazioni in merito.. La ringrazio anticipatamente


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. ci può essere il corpo di una persona viva senza che vi sia il suo sangue?
Ci può essere il sangue di una persona viva senza il suo corpo?

2. Allora quando si assume la particola consacrata si entra direttamente in comunione con il corpo del Signore, ma per reale concomitanza si entra in comunione anche con il suo sangue, la sua anima e la sua divinità.
In ogni particola di pane consacrato c’è tutto Gesù Cristo. I teologi lo chiamano il Christus totus. La stessa cosa va detta per il Sangue.

3. Fin dai primi secoli della Chiesa si cominciò a dare la S. Comunione solo sotto la specie del pane soprattutto quando si doveva portare la S. Comunione agli ammalati. Il pericolo di versare qualche goccia di sangue del Signore era reale. Reale dunque il rischio di profanazione.

4. Successivamente la disciplina della Chiesa, a partire dal secolo XII, diventò rigorosa su questo punto. La comunione venne data solo attraverso la particola.
Dopo il Concilio Vaticano II si è estesa molto la possibilità di dare la Santa Comunione sotto le due specie.
Di per sé ogni parroco potrebbe farlo nelle liturgie domenicali. Di solito non viene fatto per non protrarre troppo a lungo la celebrazione e per il rischio della profanazione.

5. La seconda domanda che mi poni è la seguente: “perchè nella dottrina cattolica è dunque prevista l’adorazione della Madonna e dei Santi?”,
Parli di dottrina cattolica e di adorazione della Madonna e dei santi.
Ti chiederei di portare un solo testo della dottrina cattolica in cui si insegna di adorare la Madonna e i santi.
Un’obiezione del genere la si può concedere ai testimoni di geova o a qualcun altro che è abbastanza loro simile per trarre in inganno i più semplici.

6. Come sai, bisogna distinguere tra adorazione e venerazione.
Adorare significa riconoscere la nostra totale dipendenza.
E questa totale dipendenza ce l’abbiamo solo nei confronti di Dio.
Solo Dio dunque va adorato.
Venerare invece significa portare affetto. Allora noi portiamo affetto ai nostri genitori, ai nostri cari e, nella famiglia di Dio, portiamo affetto alla Madre di Gesù che è diventata per grazia anche la Madre nostra e a tutti i santi e fratelli nella fede.

7. L’angelo dinanzi al quale Giovanni si prostra in segno di adorazione è una creatura. Per questo giustamente l’angelo gli dice di non farlo: “Allora mi prostrai ai suoi piedi per adorarlo, ma egli mi disse: «Non farlo! Io sono servo come te e i tuoi fratelli, che custodiscono la testimonianza di Gesù. E’ Dio che devi adorare»” (Ap 19,10).

8. Adesso ti mostro che cosa dice la dottrina cattolica sul culto della Beata Vergine Maria.
Ti riporto testualmente il n. 971 del Catechismo della Chiesa Cattolica: “«Tutte le generazioni mi chiameranno beata» (Lc 1,48). «La pietà della Chiesa verso la Santa Vergine è elemento intrinseco del culto cristiano». La Santa Vergine «viene dalla Chiesa giustamente onorata con un culto speciale. In verità dai tempi più antichi la beata Vergine è venerata col titolo di "Madre di Dio", sotto il cui presidio i fedeli, pregandola, si rifugiano in tutti i loro pericoli e le loro necessità… Questo culto…, sebbene del tutto singolare, differisce essenzialmente dal culto di adorazione, prestato al Verbo incarnato come al Padre e allo Spirito Santo, e particolarmente lo promuove» (Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 66); esso trova la sua espressione nelle feste liturgiche dedicate alla Madre di Dio e nella preghiera mariana come il santo Rosario, «compendio di tutto quanto il Vangelo»”.

Ti ringrazio di avermi dato la possibilità di ribadire ancora una volta la dottrina cattolica su questo punto e di aprire gli occhi a tanti che si lasciano facilmente ingannare da predicatori a loro volta ingannati.
Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo