Quesito

Caro P. Angelo
vorrei sottoporle una domanda circa la confessione e la contrizione perfetta.
Ho letto che una contrizione perfetta riporta l’uomo in stato di grazia anche se non può ancora fare la Comunione. Mi può spiegare il motivo?
…e poi volevo un chiarimento anche circa il proposito di confessarsi associato alla contrizione: questo può esserci in un primo momento, magari è anche sincero, poi può capitare che non venga attuato per vari motivi (che al momento del pentimento non si prevedevano ma che il Signore certamente prevedeva). Si riottiene comunque lo stato di grazia? e questo viene mantenuto se, avendone l’occasione, si decide di rimandare la confessione? Inoltre se al momento della confessione non si riesce più a “ritrovare” quello stato di contrizione cosa conviene fare? Rimandare?
Personalmente credo che rimandare non sia la soluzione giusta perché penso che una contrizione sia perfetta solo se sentita, oltre che col cuore, anche con la mente; il dolore sentito col cuore può essere più intenso in un primo momento e poi è facile che si affievolisca…quello avvertito con la mente, con la nostra ragione ci vuol poco a risvegliarlo. Anche se non si sente più il dolore col cuore non significa che non si riconosca più di aver sbagliato o che non si desideri più di essere in comunione col Signore…
Mi dica che ne pensa.
La ringrazio per il servizio che ci offre.
Viola


Risposta del sacerdote

Carissima Viola,
1. per contrizione perfetta non s’intende qualunque dolore dei peccati, ma quello che è accompagnato dalla carità.
La carità è quella virtù che Dio infonde in noi e ci rende suoi amici.
Dal momento che gli amici hanno fra di loro un medesimo volere e disvolere, chi si pente di vero cuore accetta almeno implicitamente di conformare la propria volontà con quella del Signore.
E, si sa, per la remissione dei peccati il Signore ha stabilito il Sacramento della Penitenza: “A chi rimetterete i peccati saranno rimessi; a chi non li rimetterete resteranno non rimessi” (Gv 20,23).

2. Se in un secondo momento uno rimanda la confessione, non per questo perde lo stato di grazia. È importante che il proposito di confessarsi ci rimanga e sia serio.

3. Non è necessario che al momento della confessione uno ritrovi anche il sentimento che precedentemente aveva accompagnato il dolore dei propri peccati.
A rigore, il sentimento (a livello sensibile) non è necessario neanche quando uno si pente per la prima volta.
È sufficiente che ci sia il dolore dell’animo e cioè il convincimento di aver compiuto un grande male verso Gesù Cristo, verso se stesso e la Chiesa.

Ti prometto un ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo