Perché Gesù parla in parabole

Quesito

salve padre,
perchè Gesù parla in parabole?
Forse per confondere i sapienti?
Perchè solo chi è puro di cuore capisca?
Le assicuro una preghiera.
Luca


Risposta del sacerdote

Caro Luca,

1. la spiegazione ci perviene dal vangelo stesso.
In Mt 13,10-17 si legge: “Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché parli loro in parabole?».
Egli rispose: «Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Così a chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. Per questo parlo loro in parabole: perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono. E così si adempie per loro la profezia di Isaia che dice: Voi udrete, ma non comprenderete, guarderete, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo si è indurito, son diventati duri di orecchi, e hanno chiuso gli occhi, per non vedere con gli occhi, non sentire con gli orecchi e non intendere con il cuore e convertirsi, e io li risani.
Ma beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono. In verità vi dico: molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, e non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, e non l’udirono!”.

2. In altri termini: Gesù non comunica solo una dottrina, ma principalmente l’esperienza della sua comunione di vita col Padre.
Chi non vive questa esperienza non sa di che cosa si tratta. E l’immagine usata da Gesù non dice niente alla sua vita.
È come se a un cieco nato si volesse descrivere la differenza tra i colori. Nessuno la può intendere se prima non li ha visti.
Chi invece vive la comunione di vita con Gesù trova nella parabola la luce sull’esperienza che sta vivendo e anzi vi trova nuovi significati e nello stesso un invito ad intensificare fino a rendere perfetta tale esperienza.
Così ad esempio, ascoltando la parabola del seminatore, uno si sente spinto a diventare terreno fertile, eliminando tutto ciò che impedisce lo sviluppo della comunione di vita con Cristo e con Dio.
Sotto questo aspetto si intendono anche le parole di Gesù riferite nel Vangelo di Giovanni: “Chi non crede, è già stato condannato” (Gv 3,18). Vale a dire: chi vive fuori della comunione del Signore sta già subendo una condanna, perché gli impedisce di capire, di comprendere e di avanzare nell’esperienza della vita soprannaturale della grazia.

3. Allora, come dici tu, i sapienti secondo il mondo restano fuori, mentre entrano gli umili e i puri di cuore vanno avanti.
Per questo S. Tommaso può dire che “nessuno degli antichi filosofi prima di Cristo con tutti i suoi sforzi ha potuto conoscere su Dio e sulle cose necessarie alla vita eterna, quanto ne sa una vecchierella cristiana mediante la sua fede” (In Symb. Expos., prol.).
La vecchierella cristiana ha l’esperienza di Dio e sa di lui tante cose che chi vive al qua del soprannaturale non immagina neanche che esista.

Ti ringrazio, ti saluto, ti accompagno con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo