Peccati sessuali all’interno del matrimonio, confessione troppo generica e altri disordini; come mi devo comportare?

////Peccati sessuali all’interno del matrimonio, confessione troppo generica e altri disordini; come mi devo comportare?

Peccati sessuali all’interno del matrimonio, confessione troppo generica e altri disordini; come mi devo comportare?

Quesito

Buongiorno Padre Angelo,
avrei necessità di chiederle un consiglio sulla morale sessuale cristiana.
La Chiesa, se sbaglio me lo dica, insegna che il rapporto sessuale tra coniugi deve essere unitivo e procreativo. Ovviamente se la moglie è incinta manca, nel rapporto sessuale, come è ovvio, la parte procreativa. Questo è il mio caso. Mia moglie è incinta. Durante una confessione, pensando che fosse peccato, ho detto al confessore di aver avuto altri tipi di rapporti con mia moglie. Non ho detto che si trattava di atti impuri, che hanno coinvolto la genitalità in maniera perversa. Lui mi ha risposto che era sufficiente che la moglie fosse d’accordo. Dubito che abbia capito la consistenza del mio peccato.
Ora mi può spiegare meglio se avere altri tipi di rapporti con la propria moglie incinta, sia peccato o no?
Vorrei porle anche un’altra questione delicata. A volte mi capita di sentire una particolare pulsione per il sesso quando sono in giro con la macchina. E così vado nei luoghi frequentati dalle prostitute, ma la mia intenzione non è quella di andarci. Tuttavia mi sento trasportato, come se non ne potessi farne a meno, ad andare in questi luoghi. A volte mi fermo a chiedere il prezzo ma poi vado via. Vorrei sapere se in questo caso commetto peccato grave. Mi è capito la settimana scorsa, Venerdì, ma poi Domenica ho fatto la comunione. Secondo lei ho commesso anche sacrilegio? Mi aiuti Padre a capire, poiché soffro molto per questa situazione che non riesco a controllare.
Grazie padre della sua attenzione e della sua risposta  
Saluti
F.


Risposta del sacerdote

Caro F.,
1. l’atto coniugale conforme alla legge di Dio è quello che, esprimendo autentico amore al coniuge, rimane aperto alla generazione della prole.
Il Magistero della Chiesa non dice che l’atto deve essere sempre procreativo, perché questo molto spesso non lo è per i più svariati motivi (ad esempio: sterilità, menopausa, periodi infecondi, malattie, allattamento, gravidanza…) ma che deve essere aperto alla trasmissione della vita.
Se poi la generazione della vita non avviene, questo non dipende dai coniugi, ma da altre cause indipendenti dalla loro volontà.
Durante la gravidanza i rapporti sessuali sono leciti, evidentemente purché non portino rischi al bambino presente nel grembo della madre.

2. Tutti i rapporti che coinvolgono la genitalità non sono leciti se non rimangono aperti alla generazione della prole.
L’enciclica Humanae vitae di Paolo VI dice che in forza della legge naturale “qualsiasi atto matrimoniale (quilibet matrimonii usus) deve rimanere aperto alla trasmissione della vita” (HV 11).
Come vedi la traduzione italiana non è del tutto conforme al testo latino, che è quello che detta legge. Traducendo letteralmente si dovrebbe dire: “qualsivolgia uso del matrimonio”, e pertanto ogni esercizio della genitalità, oppure ogni gesto sessuale.
Da questo principio, l’enciclica trae le conclusioni: “è altresì esclusa ogni azione (item quivis respuendus est actus) che, o in previsione dell’atto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione dei figli”.
Il Vademecum per i confessori del Pontificio Consiglio per la famiglia (12.2.1997) scrive: “La Chiesa ha sempre insegnato l’intrinseca malizia della contraccezione, cioè di ogni atto coniugale intenzionalmente infecondo. Questo insegnamento è da ritenere come dottrina definitiva ed irreformabile. La contraccezione si oppone gravemente alla castità matrimoniale, è contraria al bene della trasmissione della vita (aspetto procreativo del matrimonio), e alla donazione reciproca dei coniugi (aspetto unitivo del matrimonio), ferisce il vero amore e nega il ruolo sovrano di Dio nella trasmissione della vita umana” (n. 2.4).

3. Se io fossi stato al posto del confessore al quale tu hai detto: ho avuto con mia moglie altri tipi di rapporti, non avrei certamente capito. E avrei detto: e che male c’é? Non avrei per nulla percepito la gravità delle azioni compiute.
Ora i peccati che tu mi hai descritto (e che ho indicato in maniera generica nella tua lettera con altra espressione) sono del tutto al di fuori del progetto di Dio, non sono affatto un gesto di amore, ma uno sfogo della libidine.
Per me quella confessione è da rifare. Nella prossima confessione dirai al sacerdote che nella precedente confessione sei stato troppo vago e che hai commesso dei peccati impuri all’interno del matrimonio andando del tutto al di fuori della legge di Dio. Non credo che sia necessarie altre precisazioni.

4. Non mi meraviglio, caro F., che all’interno di in quadro del genere tu possa avere attrazioni erotiche verso le prostitute.
Il motivo è che all’interno del matrimonio non coltivi la virtù della castità, che impone tra l’altro anche l’autodominio sui propri istinti.
Giovanni Paolo II ha detto che “se si esclude dai rapporti coniugali radicalmente e totalmente l’elemento potenziale di paternità e di maternità, si trasforma perciò stesso la relazione reciproca delle persone. L’unione nell’amore slitta verso un godimento comune, o, per meglio dire, verso quello dei due partner” (k. wojtyla, Amore e responsabilità, p. 216).
E “violando le leggi della natura, si viola anche la persona, facendone un oggetto di godimento, anziché farne un oggetto di amore. La disposizione alla procreazione, nei rapporti coniugali, protegge l’amore, è la condizione indispensabile di una vera unione delle persone” (Ib., p. 218).
Prima di lui Paolo VI aveva detto: “Il dominio dell’istinto, mediante la ragione e la libera volontà, impone indubbiamente un’ascesi… Ma questa disciplina, propria della purezza degli sposi, ben lungi dal nuocere all’amore coniugale, gli conferisce invece un più alto valore umano. Esige un continuo sforzo, ma grazie al suo benefico influsso i coniugi sviluppano integralmente la loro personalità, arricchendosi di valori spirituali: essa apporta alla vita familiare frutti di serenità e agevola la soluzione di altri problemi; favorisce l’attenzione verso l’altro coniuge, aiuta gli sposi a bandire l’egoismo, nemico del vero amore, ed approfondisce il loro senso di responsabilità. I genitori acquistano con essa la capacità di un influsso più profondo ed efficace per l’educazione dei figli; la fanciullezza e la gioventù crescono nella giusta stima dei valori umani e nello sviluppo sereno ed armonico delle loro facoltà spirituali e sensibili” (HV 21).
Commentando queste parole di Paolo VI, Giovanni Paolo III dirà: “Perciò quell’ascesi della continenza non comporta l’impoverimento delle ‘manifestazioni affettive, anzi le rende più intense spiritualmente, e quindi ne comporta l’arricchimento”(24.10.1984).

4. Mi chiedi infine se la Comunione che hai fatto andava bene. La risposta è no, perché accanto ai peccati contro il sesto comandamento, vi sono anche quelli contro il nono comandamento. E tu andando a curiosare e a soddisfare desideri morbosi presso le prostitute, andavi ad alimentare nella tua fantasia l’esercizio di una sessualità che è al di tutto al di fuori del progetto di Dio, che infine è un progetto di santificazione.
Non ti ricordi quello che ha detto Gesù: “Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore” (Mt 5,28)?
Il Catechismo della Chiesa cattolica dice che “il nono comandamento proibisce la concupiscenza carnale” (CCC 2514).

Ecco, F., quanto mi pare giusto dirti.
Intanto ti ringrazio della fiducia, ti seguo con la preghiera e ti benedico
Padre Angelo