Quesito

Gentile Padre Angelo,
mi chiamo Debora e le scrivo dalla Liguria. Pur essendo giovane, ho avuto una vita molto travagliata e spesso mi é capitato di fare scelte delle quali poi mi sono pentita. A volte si trattava di scelte sbagliate. Altre volte si trattava di scelte obbligate.
Comunque alla fine anche dopo molte preghiere ho spesso dovuto amaramente subire le cattive conseguenze di scelte sbagliate in ogni ambito di vita e allora mi domando e le domando come si fa a conoscere la volontà di Dio sulla nostra vita?
Io spesso pongo domande al Signore, invoco lo Spirito Santo e apro la Bibbia poi cerco di interpretare la lettura anche se spesso non trovo un nessun logico con quello che ho chiesto…
é giusto questo modo di agire e pregare o é solo una forma di magia travestita da pratica buona. Perché alla base ho una difficoltà ad affidarmi al Signore e ad accettare la sua Volontà? E poi non vi é il rischio di interpretare la sacra scrittura a proprio piacimento?
E poi un’ultima domanda perché secondo lei le mie preghiere non vengono esaudite? Quali potrebbero essere gli impedimenti? Non mi pare di chiedere cose sbagliate, ad es. chiedo di avere la salute e poi chiedo grazie anche per gli altri non solo materiali ma anche spirituali ma sembra che nulla vada a buon fine…mi chiedo dove sbaglio?
Attendendo una sua gradita risposta, la ringrazio augurandole ogni bene.
Cordialmente,
Debora.


Risposta del sacerdote

Cara Debora.
1. l’aprire a caso la Sacra Scrittura per trovare la soluzione immediata ai nostri problemi viene di solito catalogato come un peccato, e precisamente come una tentazione di Dio.
Per tentazione di Dio s’intende che con mezzi umani si vuole piegare la sua volontà a manifestarsi.

2. Nel cercare la volontà del Signore non dobbiamo mai tralasciare i criteri comuni della prudenza e del discernimento.
La grazia non si sostituisce alla natura, ma la presuppone, la sana e la eleva.
Così insegna San Tommaso d’Aquino.

3. Inoltre spesso si può verificare il caso, come tu stessa rilevi, che ognuno interpreti la Sacra Scrittura a proprio piacimento e si discosti di poco da quello che diceva il Manzoni a proposito di donna Prassede: che era tanto brava, ma aveva il difetto di confondere la calotta della propria testa con quella del cielo (non sono le parole testuali, ma il senso è quello!).

4. È vero che alcuni Santi come sant’Agostino sono stati folgorati dalla prime parole lette nella Scrittura aperta a caso.
Ma per S. Agostino si trattò di un’intuizione dello Spirito Santo.
Sentiva una voce che continuava a cantare: prendi e leggi, prendi e leggi.
E poiché lui in quel momento si tormentava su quello che dovesse fare, prese quella voce come un messaggio del cielo, aprì le Scritture, come qualsiasi di noi le può aprire e i suoi occhi si imbatterono su quella famosa frase: «Non nelle gozzoviglie e nelle ubriachezze, non nelle morbidezze e nelle impudicizie, non nella discordia e nell’invidia; ma rivestitevi del Signore Gesù Cristo e non prendetevi cura della carne nella concupiscenza» (Rm 13,13).
Altri, al seguito di sant’Agostino, prima di aprire le Scritture a caso come per trovare la soluzione alle nostre domande, pregano a lungo e digiunano.
Questa, secondo alcuni, non sarebbe propriamente una tentazione di Dio, ma una ricerca della sua volontà.

5. Infine mi dici che preghi, domandi, ma non vieni esaudita. E te ne chiedi il perché.
Sì, dobbiamo proprio fare così. Quando non veniamo esauditi dobbiamo domandarci quale sia il bene più grande che il Signore ci vuole dare, quale sia il bene per cui non ci concede quello immediato che gli domandiamo.
Dio giudica alla luce del nostro vero bene, quello dell’eternità. Lui stesso ha detto che i suoi pensieri sono diversi dai nostri.
E per questo Gesù ci ha insegnato a dire nel Padre nostro: “Sia fatta la tua volontà, come in cielo, così in terra”.

6. Ma talvolta può succedere che noi non siamo ancora ben disposti a ricevere i doni che il Signore ci vuol dare e non siamo disposti a usarne santamente.
Per questo attraverso la preghiera perseverante Dio vuole trasformarci e renderci degni di ricevere quanto da tutta l’eternità ha già stabilito di darci.

Ti saluto cordialmente, ti assicuro il mio ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo