Quesito

Caro Padre Angelo,
prima di tutto grazie per il tempo che ci dedica. Trovo spesso nelle sue risposte a domande di altri ispirazione e guida. Ancora grazie.
Ho un pensiero che mi tormenta.
Lo so, mi e’ stato già’ detto ‘‘avresti dovuto pensarci prima’, ma io amo quest’ uomo, mio marito.
Lui non e’ battezzato e dunque per sposarci abbiamo richiesto e ottenuto la dispensa. Ci siamo sposati in Chiesa e dunque il nostro matrimonio (per me almeno) e’ un sacramento.
So che a Dio piacendo, un giorno io rivedro’ i miei nonni, e sarò’ ricongiunta  ai miei cari, tutti uniti attorno alla mensa che Gesù’ ci avrà’ preparato.
Quando il momento arriverà’, arriverà’ una festa infinita, non ci saranno mai piu’ addii, e celebreremo nell’amore di Gesù’ per sempre.
Il mio tormento e’ questo: mio marito, non essendo battezzato, non ha un’anima immortale? O soffrira’ per sempre nel limbo? Non lo vedro’ mai piu’, dopo la morte vero?
Ho letto (ma avrò’ certamente frainteso) una lettera di S. Paolo in cui si dice che l’more del coniuge salvera’ l’altro coniuge. Vuol dire che in virtù’ della mia fede anche mio marito potrà’ se Dio vuole vedere il Suo volto dopo la morte? (e non mi reputo degna da sola di salvarmi, come potrei essere così’ presuntuosa da pensare di avere io alcun potere in questo campo).
Quando ci siamo conosciuti mio marito ha subito saputo della mia fede profonda, del mio amore per Gesù’ e per gli insegnamenti della Chiesa. Se avremo figli (per ora dopo due anni non sono arrivati) mio marito vuole che li battezziamo e cresciamo negli insegnamenti della Chiesa. Ogni Domenica quando vado a messa, al mio ritorno mi chiede di raccontargli la lettura del Vangelo del giorno. Ed e’ lui a dirmi: Domani e’ Domenica, devi andare a Messa’.
Seguendo i consigli del mio prete, che ci ha sposati, io non cerco di ‘‘evangelizzare’ il mio sposo in maniera forzata, per dire. Ma solo col mio esempio, per il poco che posso fare. Cioè’ cercando di vivere secondo gli insegnamenti di Gesù’ il quale e’ l’unico che possa entrare nel cuore di mio marito e farlo sciogliere.
Mio marito e’ stato cresciuto in una famiglia di non credenti. Persone ottime, ma senza fede. Prima di conoscermi inoltre aveva avuto una bambina da una donna con cui non era sposato. Questa bambina poi e’ morta per una brutta malattia a meno di un anno di età’. Io so che questo dolore gli ha ancora di piu’ indurito il cuore.
Caro Padre Angelo, per favore mi dica una parola che mi allievi un po’ quest’angustia che provo.
Sto facendo qualcosa che non dovrei? C’e’ qualcosa che dovrei fare e non sto facendo?
Grazie di cuore
Elena


Risposta del sacerdote

Cara Elena,
1. mi compiaccio anzitutto del fatto che tuo marito sia molto sollecito con te e per la tua fede.
È contento che tu sia credente, che tu vada a Messa e si faccia raccontare la tua esperienza di fede. Tutto questo è molto bello.
Io non sono Gesù, ma se Gesù potesse parlarti al mio posto forse direbbe di tuo marito che “non è lontano dal Regno di Dio”.

2. Continua come stai facendo adesso.
Non saranno mai le tue argomentazioni a dargli la fede.
Questa è un dono del Signore, il quale si serve certo delle argomentazioni, ma soprattutto della testimonianza della nostra vita.
È questo il significato del versetto di san Paolo al quale ti riferisce, che è tratto dalla prima lettera ai Corinzi 7,14: “Il marito non credente, infatti, viene reso santo dalla moglie credente” nel senso che viene predisposto alla conversione dai buoni esempi della moglie credente.

3. Circa la vita futura non ci sarà alcun limbo.
Le persone andranno in paradiso (se necessario, previo il purgatorio) se al momento della morte si troveranno in grazia.
Se non avranno la grazia andranno all’inferno.

4. Sappiamo che Dio vuole salvi tutti gli uomini e dona la grazia anche al di fuori dei sacramenti.
La nostra condizione futura dipenderà proprio da questo e non semplicemente dal fatto di essere battezzati. Infatti ci possono essere dei battezzati che finiscono all’inferno e ci possono esser dei non battezzati che vanno in Paradiso.
Per la sorte eterna di tuo marito tutto dipenderà da questo: se si troverà in stato di grazia, come io mi auguro.

5. Confido molto sul fatto che in virtù delle tue preghiere, dei tuoi sacrifici, della testimonianza della tua vita e di quella dei bambini che arriveranno che tuo marito si possa salvare non solo in virtù di questa grazia, ma anche in virtù dei sacramenti, per la fede accolta con molta generosità dalle mani di Dio.
E così in Paradiso potrete ricongiungervi.

Ti assicuro la mia preghiera e la mia benedizione.
Padre Angelo