un giovane parla a Padre Angelo delle sue vicende personali. E in mezzo ad esse si trova questa bella testimonianza sulla preghiera del Rosario. La proponiamo ai nostri visitatori

Caro Padre,
Infine, penso che le grazie di questo Natale si siano unite a quelle che ho ricevuto e ricevo tramite un’altra fantastica pratica, quella del Rosario quotidiano, che ho iniziato pressappoco nel periodo natalizio.
Prima di praticarlo avevo le solite tentazioni… il poco tempo, e se magari non fosse esagerato come devozione quotidiana (pensiero diabolicamete assurdo)… ma comunque ho iniziato (grazie alla novena che le segnalai poco tempo fa) e la mia vita è decisamente migliorata. Non ho più i pensieri che avevo prima nei momenti di sconforto… ho meno paranoie, meno scrupoli eccessivi, meno dubbi assurdi anche di fede… sono più ottimista… vedo che i problemi si risolvono più facilmente, vedo molto più spesso di prima la mano di Dio nel quotidiano… e sono più sereno, addirittura riesco a studiare meglio. Insomma, sento che si sono moltiplicate le grazie che ricevo giorno per giorno, come la forza che ho per proseguire la mia “missione”.
Ma questo è tutto un sovrappiù. Il vero dono che si riceve a recitare degnamente questa preghiera è la sensazione di stare “in un angolo del Paradiso” insieme a Maria, per qualche tempo. E qualcosa ti rimane per tutta la giornata. E se prima di avviare la coroncina si è tentati di pensare che si tratta di una cosa troppo lunga e ripetitiva, appena si è iniziato il tempo passa in maniera velocissima.
Continuo intanto ad assicurarle il ricordo nella preghiera.
L.


Risposta del sacerdote

Caro L.,
la tua testimonianza mi ha fatto venire in mente alcune significative affermazioni.

La prima è di San Vincenzo de Paoli: “Dopo la Messa, la devozione al Rosario ha fatto scendere nelle anime più grazie che tutte le altre devozioni, e con le sue Ave Maria compie più miracoli di ogni altra preghiera”.

La seconda è di Giovanni Paolo II: “Fin dai miei anni giovanili la preghiera del Rosario ha avuto un posto importante nella mia vita spirituale.
Ad esso ho consegnato tante preoccupazioni, in esso ho trovato sempre conforto” (Rosarium Virginis Mariae).

La terza è del Santo Curato d’Ars, San Giovanni Maria Vianney: “Nella preghiera ben fatta i dolori si sciolgono come neve al sole. Anche questo ci dà la preghiera: che il tempo scorra con tanta velocità e tanta felicità dell’uomo che non si avverte più la sua lunghezza.
Ascoltate: quando ero parroco a Bresse, dovendo per un certo tempo sostituire i miei confratelli, quasi tutti malati, mi trovavo spesso a percorrere lunghi tratti di strada; allora pregavo il buon Dio, e il tempo, siatene certi, non mi pareva mai lungo”.

Ringrazio Dio che ti ha fatto fare questa bella esperienza.
Sono certo che non vi rinuncerai mai. Non puoi rinunciare alla “sensazione di stare “in un angolo del Paradiso” insieme a Maria, per qualche tempo”.

Ti prometto come sempre il mio ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo