Quesito

Caro Padre Angelo
Sono un ragazzo di 26 anni e vorrei porle questo quesito: è valido ascoltare il rosario in formato mp3 o trasmesso per radio senza recitarlo a voce o con la mente, ma limitandosi ad ascoltare mentalmente con attenzione le voci di coloro che pregano?
La ringrazio molto per la sua disponibilità che sempre la contraddistingue… Dio la benedica!


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. ascoltare il rosario in formato mp3 o trasmesso per radio senza recitarlo a voce è senza dubbio una buona compagnia e può costituire anche il motivo di una bella meditazione.
Si tratta dunque di qualcosa di buono e di meritorio.

2. Penso che sia difficile ascoltare la recita del Rosario senza che almeno la mente vi partecipi.
Ma se così fosse, non si tratterebbe neanche di preghiera. È come se uno mettesse su qualcosa e la sente mentre fa e pensa a tutt’altro.

3. Diverso è il caso in cui uno ascolta e segue col pensiero.
È in riferimento a questo che dicevo che se non altro si tratta sempre di una bella meditazione.

4. Ma propriamente neanche questo è Rosario.
Il Rosario infatti non consiste solo nel pensare agli eventi della vita di Gesù, nel ringraziarlo per le opere compiute e nel supplicarlo per i meriti che si è procurato attraverso quelle opere e che lui stesso si è degnato di mettere nelle nostre mani.
Oltre ad essere una preghiera mentale, il Rosario è anche una preghiera vocale.
La meditazione nel Rosario deve essere  accompagnata dal proferimento verbale di alcune preghiere: il Pater, le 10 Ave e il Gloria.

5. È importante anche questo secondo aspetto, perché il Rosario è una preghiera che coinvolge tutto l’uomo: la sua mente (anima) e il suo corpo, che viene impegnato con la vociferazione delle preghiere e con lo sgranare la corona.
Ora, se per quanto concerne la corona, talvolta si può supplire con il conteggio delle dita, l’altro elemento che coinvolge la corporeità è indispensabile.

6. San Tommaso d’Aquino ricorda l’importanza del proferimento verbale delle preghiere: le parole stimolano maggiormente l’attenzione, si coinvolge tutta la persona (corpo e anima) nel dare lode a Dio, viene spontaneo dirle per una ridondanza della devozione che passa dall’anima al corpo.

7. Vorrei però spendere una parola anche sull’importanza del maneggiare la corona.
Infatti per poterla usare è necessario averla sempre con sé.
E portarla con sé è un segno concreto di affetto verso la Beata Vergine Maria che l’ha consegnata all’umanità, è una protezione e un aiuto, è uno stimolo ad usarla anche nei momenti più impensati.

8. A proposito della protezione  e dell’aiuto mi piace ritornare sulle tre grazie che si porta dietro chi porta con sé la corona benedetta del S. Rosario e molto più le se lo recita:
– attrazione sempre crescente verso Dio;
– difesa dai nemici visibili e invisibili;
– si merita di essere accompagnati dalla B. Vergine Maria quando dovremo presentarci davanti al tribunale di Dio.

9. In conclusione: seguire mentalmente il Rosario recitato per Radio o facendosi aiutare con altri strumenti è sempre cosa buona e meritoria.
Ma, a rigore, non è ancora Rosario perché questa preghiera richiede il coinvolgimento del corpo.
Ricordo che le indulgenze sono legate anche agli aspetti che coivolgono la corporeità.

Ti ringrazio per parole buone che mi hai rivolto.
Anch’io ti auguro la benedizione di Dio. E non solo te la auguro, ma anche te la comunico in questo preciso momento.
Ti assicuro il mio ricordo nella preghiera, soprattutto nel Rosario di Maria.
Padre Angelo