Caro Padre Angelo,
vorrei chiederle un consiglio spirituale e tecnico. Sento il desiderio di partecipare alla Santa Messa in Vetus Ordo e di confessarmi. Purtroppo, vicino casa mia non ci sono parrocchie cattoliche che celebrano in Vetus Ordo.
La mia domanda è: posso partecipare alla Messa in Vetus Ordo di una comunità sacerdotale di San Pio X di … e ricevere il sacramento della riconciliazione? La comunione e la confessione ricevute sono valide o invalide? Se mi dovessi confessare e fare la comunione partecipando ad una messa vetus ordo celebrata da sacerdoti della fraternità sacerdotale di San Pio X, sono atti validi e leciti? Oppure illeciti?
Alcuni sacerdoti cattolici mi hanno detto di sì perché papa Benedetto XVI ha tolto le scomuniche e papa Francesco aveva dato facoltà ai sacerdoti della comunità sacerdotale di San Pio X di confessare per il giubileo della misericordia. Però chiedo a lei perché è una fonte attendibilissima in virtù del carisma che i domenicani si sono contraddistinti nel corso della storia della chiesa: difendere la sana dottrina.
Rimango in attesa di un suo cenno.
La ringrazio anticipatamente. Un caloroso saluto.
Alessandro


Caro Alessandro,
1. se tu mi avessi fatto questa domanda nel 2015 ti avrei detto di no, e cioè che non è lecito né partecipare alla Messa dei sacerdoti della fraternità San Pio X (lefevriani) né di ricevere la loro assoluzione.
Certo avrei distinto tra celebrazione della Messa e confessione.
Per la celebrazione della Messa non vi erano dubbi: la loro celebrazione era valida, sebbene – prima che fossero tolte le scomuniche – fosse illecita.
Per la confessione invece la loro assoluzione era invalida – e non solo illecita – perché non avevano la potestà di giurisdizione. A meno che il penitente non si trovasse in pericolo di morte perché in questo caso tutti i preti, anche scomunicati e apostati, possono assolvere.

2. Adesso però le cose sono cambiate e non solo perché sono state tolte le scomuniche, ma anche per un ulteriore intervento di Papa Francesco.
Questi infatti con la Lettera apostolica Misericordia et misera scritta a conclusione del giubileo straordinario della misericordia in data 20 novembre 2016 ha concesso ai sacerdoti lefevriani di assolvere validamente.
Ecco il testo: “Nell’Anno del Giubileo avevo concesso ai fedeli che per diversi motivi frequentano le chiese officiate dai sacerdoti della Fraternità San Pio X di ricevere validamente e lecitamente l’assoluzione sacramentale dei loro peccati.
Per il bene pastorale di questi fedeli, e confidando nella buona volontà dei loro sacerdoti perché si possa recuperare, con l’aiuto di Dio, la piena comunione nella Chiesa Cattolica, stabilisco per mia propria decisione di estendere questa facoltà oltre il periodo giubilare, perché a nessuno venga mai a mancare il segno sacramentale della riconciliazione attraverso il perdono della Chiesa” (n. 12).

3. Qui papa Francesco non parla esplicitamente della partecipazione alla Messa.
Tuttavia facendo riferimento ai fedeli che “per diversi motivi frequentano le chiese officiate dai sacerdoti della Fraternità San Pio X” si può arguire che tra questi vi sia anche la partecipazione alla Messa.
È vero che i sacerdoti lefevriani non sono in comunione con il Papa, ma “perché si possa recuperare, con l’aiuto di Dio, la piena comunione nella Chiesa Cattolica” il Papa sembra permettere la partecipazione all’Eucaristia.

4. Tuttavia ti consiglio di vivere i Sacramenti in piena Comunione col Papa.
La carità, e cioè la piena comunione, deve stare sopra ogni cosa.
È meglio presentarsi davanti a Dio con questa veste inconsunta.

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo