Quesito

caro padre
san Tommaso dice che la sofferenza per essere meritoria deve essere accettata. Per un cristiano, che ne vede il senso, diciamo che è un pochino più semplice.
Ma siccome la sofferenza è per l’uomo quello che l’acqua è per il gatto, una persona che senza sua colpa (perché non ha conosciuto Dio) si trova a soffrire, e non capendola non riesce ad accettarla, questa persona senza sua colpa soffre per niente?
Inoltre mi chiedevo: quelli che non sono in grazia di Dio certamente non meritano. Ma allora mi chiedo: mettiamo che a loro venga fatta una o più ingiustizie; non potendo meritare, come fa Dio a "ridare" quella giustizia che aspetterebbe loro e che è stata loro tolta da altri?
La ringrazio come sempre.
Luca


Risposta del sacerdote

Caro Luca,
dici bene quando osservi che la sofferenza diventa meritoria quando viene accettata. Ma io devo aggiungere subito: quando viene accettata per amore del Signore.
Quando, in altri termini, se ne fa un’offerta.
A questo proposito mi domandi due cose.
Primo: come fa la sofferenza a diventare meritoria per uno che non conosce Dio.
La risposta è semplice: è ben per questo che la predicazione del Vangelo è sempre urgente.
Inoltre possiamo pensare che Dio sappia comunicarsi in maniera misteriosa anche alle persone che magari esternamente si dichiarano atee. Il cuore dell’uomo è sempre un grande abisso. Quello che avviene all’interno (e quindi anche la capacità di meritare) lo comprende solo Dio.
Secondo: come fa a meritare il ricupero del bene perduto se non vive in grazia.
Ebbene: l’oggetto del merito non è il ricupero del bene che ci è stato tolto mediante un’ingiustizia. Questo Gesù non l’ha mai garantito a nessuno.
Quando in teologia si parla di merito, ci si riferisce al merito soprannaturale, vale a dire alla capacità di avere in paradiso un grado di gloria più alto a motivo dell’atto di carità che si è compiuto.
Anche qui bisogna dire: chi non è in grazia, non merita nulla sotto il profilo soprannaturale.
Ma chi può dire che una determinata persona è priva della grazia se non Dio solo?

Ti ringrazio, ti saluto e ti benedico.
Padre Angelo