Quesito

Caro padre Angelo, 
grazie per il contributo che offre con le sue risposte. Leggendo sant’Agostino mi sono imbattuto sul traducianismo, opposto al creazionismo, secondo il quale l’anima viene trasmessa di padre in figlio attraverso la generazione del corpo, spiegandone così l’ereditarietà del peccato originale. Non si può d’altronde ammettere che Dio crei un’anima dannata (stato in cui si trova tutta l’umanità da cui nessun membro può essere sottratto se non dalla misericordia e dalla grazia di Dio. Devo dire che ciò spiegherebbe molte mie perplessità. La mia domanda è dunque: bisogna credere alla visione che ci offre la dottrina del traducianismo, o quella offertaci dal creazionismo? Riflettendo, la prima offre importanti risposte, credo, anche nel campo della bioetica. 
La ringrazio per la pazienza e l’ascolto.
Mi ricordi nelle sue preghiere. 
Eugenio


Risposta del sacerdote

Caro Eugenio,
1. a vantaggio dei nostri visitatori ricordo il significato di traducianesimo e creazionismo.
Il problema riguarda l’origine dell’anima.
Per la prima teoria l’anima trae origine dai genitori e viene trasmessa dai genitori al figlio.
Per la seconda ogni singola l’anima viene creata direttamente da Dio.

2. A Sant’Agostino il traducianesimo pareva più consono con la dottrina del peccato originale, anche se il creazionismo salvava meglio la spiritualità dell’anima.
Per San Tommaso e per il pensiero a lui successivo l’anima viene creata direttamente da Dio. Essendo l’anima di natura spirituale non può trarre origine dalla materia, ma solo da Dio mediante un suo atto creativo..

3. Ecco che cosa insegna San Tommaso: “(L’anima umana)  non può derivare da una materia preesistente né corporea, perché sarebbe allora di natura corporea, né spirituale, perché in tal caso le sostanze spirituali si trasmuterebbero le une nelle altre” (Somma teologica, I, 90, 2).
Pertanto “è necessario concludere che l’anima umana viene prodotta solo per creazione” (Ib.).

4. Anzi, è creata da Dio: “Alcuni pensarono che gli angeli, operando per delegazione divina, producono le anime umane. Ma questo è assolutamente impossibile e contrario alla fede. Infatti abbiamo visto che l’anima umana non può essere prodotta che per creazione.
Ora, Dio solo può creare.
Infatti è prerogativa del solo primo agente operare senza presupposto alcuno: invece la causa seconda presuppone sempre qualche cosa dovuta al primo agente…
Ma chi produce un effetto presupponendo qualche cosa compie una trasmutazione; mentre soltanto Dio può compiere una creazione. E poiché l’anima intellettiva non può derivare per trasmutazione da una qualsiasi materia, non potrà essere prodotta che immediatamente da Dio” (Somma teologica, I, 90, 3).

5. Aderire al creazionismo non significa affermare che l’anima sia stata creata in stato di dannazione.
Questo la Chiesa non l’ha mai insegnato e neanche ipotizzato.
Anzi, per le anime morte senza peccati gravi personali e senza la grazia conferita dal Battessimo la Chiesa ipotizzava il limbo, e cioè uno stato di felicità naturale.

6. Per la trasmissione di tare o handicap particolari non è necessario ricorrere al traducianismo. È sufficiente ricordare che alcune tare si trasmettono a livello genetico.

7. Desidero precisare infine che oggi al termine “creazionismo” si dà per estensione un significato più ampio e lo si oppone alla teoria dell’evoluzione.
Su questo punto il Magistero della Chiesa lascia libertà di pensiero purché si affermi che il mondo è stato creato da Dio e che, al momento della comparsa dell’uomo, la sua anima sia stata creata immediatamente da Dio.

Ti ricordo volentieri nelle mie preghiere come hai chiesto, e ti benedico.
Padre Angelo