Informazione sui salmi imprecatori

Quesito

Caro Padre Angelo,
So che un tempo i cattolici si sentivano in dovere, contro certe iniziative
ritenute anticristiane, di pregare il Signore affinche’ le contrastasse, recitando i cosiddetti “Salmi deprecatori”. Naturalmente tenendo ben fermo che non ci è permesso di giudicare le persone, ma soltanto gli atti, e che quindi dev’essere invocato il fallimento di un’iniziativa e non una maledizione verso i suoi autori, per i quali anzi si chiede la grazia della conversione.
Ritengo che purtroppo anche oggi non manchino circostanze in cui questa pratica sarebbe appropriata. Pero’, da nessuna parte riesco a trovare indicazioni al riguardo. Mi sa che i Salmi deprecatori non sono affatto “politically correct”. Non riesco a sapere ne’ quali siano, ne’ come e quando vadano recitati. Lei mi può dare un orientamento al riguardo?
Maria SS. la accompagni sempre. La ringrazio per le sue illuminate parole.
Armando


Risposta del sacerdote

Caro Armando,
esistono questi Salmi che sono chiamati imprecatori, che, come tu ben sottolinei, non hanno di mira la rovina personale del peccatore, ma la sua conversione e il bene della società.
Il Salmista teme che la prosperità degli empi e le loro persecuzioni scoraggino i giusti e ne facciano vacillare la fede. Perciò domanda a Dio di punire l’iniquità.
Le espressioni talvolta sono forti, ma non va dimenticato che il Salmista parla in poesia, usando un linguaggio figurato e iperbolico.
Sono i seguenti (secondo la numerazione della Bibbia di Gerusalemme): 22, 35, 55, 69, 70, 109.
Espressioni imprecatorie vi erano anche nella Liturgia della Chiesa, come ad esempio quella contenuta nelle litanie dei santi, che adesso però è stata tolta: “Ut inimicos Sanctae Ecclesiae humiliare digneris, Te rogamus audi nos” (letteralmente: “Affinché ti degni di umiliare i nemici della santa Chiesa, ti preghiamo ascoltaci).

Non vi sono indicazioni precise per recitare questi salmi: ognuno li può recitare come e quando vuole.

Ti saluto, ti accompagno con la preghiera (impetratoria, e non imprecatoria!) e ti benedico.
Padre Angelo