Quesito

Caro Padre Angelo,
volevo porLe una domanda riguardo ai fratelli di Gesù. Perché Paolo riferendosi a Giacomo lo chiama fratello (adelphos, cioè fratello in senso carnale) del Signore mentre in Col 4,10 usa il termine anepsioi (e non adelphos) per indicare Marco, cugino di Barnaba? Non poteva usare lo stesso termine per entrambi, se erano entrambi cugini (il primo di Gesù, il secondo di Barnaba)? La ringrazio per la risposta e che Dio la benedica,
Michele


Risposta del sacerdote

Caro Michele,
non bisogna essere troppo rigidi nel dare una sola spiegazione alle parole che in ebraico hanno diversi significati.
Leggo nel Dizionario enciclopedico della Bibbia e del mondo biblico: “Le parole greche che significano fratello e sorella, non sempre in senso stretto e in senso traslato, traducono termini ebraico-aramaici che, oltre a designare i figli di stessi genitori, designano anche parenti prossimi, specialmente per consanguineità, senza specificare il gradi di parentela.
Per i vari gradi di parentela, poi, le due lingue non possiedono neppure tutti i vari termini che hanno le nostre lingue”.
Inoltre non va dimenticato che Gesù chiama fratelli gli apostoli e i discepoli e tutti coloro che fanno la volontà del Padre: “perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre” (Mt 12,50); “Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno»” (Mt 2810; “ma và dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro” (Gv 20,17)».
E qui, nei Vangeli, fratello viene detto adelphos.

Ti ringrazio del quesito, ti prometto una preghiera e ti benedico.
Padre Angelo