Quesito

Caro Padre Angelo,
ho letto che la teologia o la filosofia cristiana affermano che l’anima ha tre facoltà: intelligenza, memoria e volontà.
Per quanto riguarda la volontà nulla da ridire ma riflettendo sulle altre due rimango perplesso poiché da scienziato mi sembra che queste due facoltà siano più del corpo che dell’anima e risiedono nel cervello, donatoci comunque dal Signore. Scendendo nei particolari possiamo dire che l’intelligenza è una facoltà così complessa che ha bisogno di una determinata struttura neuronale per poter funzionare ma la memoria è un puro immagazzinamento di dati di cui si occupa una zona ben distinta del cervello…
Che dire poi di tutte quelle patologie che ti fanno perdere l’una o l’altra? Mi riferisco a grossi traumi o ad amnesie parziali o totali…..
La ringrazio
Alessandro


Risposta del sacerdote

Caro Alessandro,
1. secondo sant’Agostino le facoltà dell’anima sono tre, e precisamente quelle da te menzionate: memoria, intelletto, e volontà.
Secondo san Tommaso sono due: intelletto e volontà, identificando la memoria spirituale con l’intelletto.

 2. È vero che è necessario il cervello (e quindi anche di una determinata struttura neuronale) per ragionare. Ma a rigore, noi non ragioniamo col cervello (anche se popolarmente si dice così), ma con l’intelligenza.
Il cervello è un organo sensitivo, è materiale. È localizzato nel corpo e più specificamente nella testa.
L’intelligenza invece è una facoltà spirituale e risiede nell’anima.

3. La distinzione tra cervello, che possiedono anche gli animali sebbene non precisamente strutturato come quello umano, e intelligenza è data dal fatto che l’intelligenza compie operazioni spirituali che trascendono la materia.
La semplice combinazione neuronale non  spiega il libero arbitrio, che invece proprio nell’intelligenza trova la sua radice, come già diceva il filosofo pagano Aristotele, vissuto più di 300 anni prima della venuta di Cristo.

4. La consapevolezza delle nostre azioni, il sapere di pensare, il sapere di sentire e il sapere di agire rivelano un’autocoscienza e un autodominio su se stessi che supera e trascende il meccanismo e il determinismo della materia.
È questo che fa la differenza tra un animale, anche di quello più vicino strutturalmente all’uomo, e l’uomo.
Lo osserviamo anche in un bambino piccolo, che sa già dire le bugie, e cioè che manifesta un certo autopossesso di se stesso. Gli animali non dicono le bugie, sono determinati “ad unum”, si dice in filosofia, e strutturati in un determinato modo. Agiscono per istinto e per questo non sono responsabili delle azioni che compiono.
Un bambino invece manifesta a suo modo questo autopossesso.

5. Certamente c’è un’interazione tra cervello e intelligenza. È il cervello che attraverso le immagini presenta l’imput per ragionare. Ma il ragionamento, la concatenazione tra le cause è opera dell’intelligenza.
Lo spogliare l’immagine dei suoi contenuti individuali per coglierne solo il concetto ed elaborarlo è opera dell’intelligenza.
Diversamente dovremmo vedere negli animali più simili all’uomo un’attività almeno in qualche modo simile a quella dell’uomo. Ma tu non vedrai mai un animale che accende il fuoco, un animale che cucina, che ara, che coltiva, che fila, tanto meno che legge il giornale, che elabora un computer…
C’è un salto abissale tra il più evoluto della specie animale e l’uomo. E questo è dato proprio dall’intelligenza, che gli animali non possiedono.

6. Certo l’intelligenza ha bisogno delle immagini fornite dal cervello non solo nel suo imput, ma anche nell’elaborazione dei concetti. È in continua collaborazione o interazione col cervello. Per questo Aristotele diceva che nulla è nell’intelligenza che prima non sia passato attraverso i sensi.

7. Per quanto riguarda la memoria: è vero che c’è una memoria sensitiva, un immagazzinamento delle immagini. Ma esiste una memoria dei concetti, dei ragionamenti e non  solo delle immagini.
E cioè: accanto ad una memoria sensitiva vi è anche una memoria spirituale.
Per questo sant’Agostino parlava di tre facoltà dell’anima.
San Tommaso le riduce a due perché la memoria spirituale è radicata nella nostra stessa intelligenza.

8. Per inciso, nelle tre facoltà spirituali dell’anima Sant’Agostino scorgeva l’immagine di Dio che vi è nell’anima.
Nella memoria sarebbe ad immagine del Padre, nell’intelligenza ad immagine del Verbo, nella volontà ad immagine dello Spirito Santo.
Per San Tommaso: nella sostanza dell’anima siamo ad immagine del Padre, nell’intelligenza ad immagine del Verbo, nella volontà ad immagine dello Spirito Santo.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo