Quesito
Caro Padre Angelo,
Le scrivo e la ringrazio in anticipo della sua disponibilità. In ST IIIª q. 64 a. 7 ad , pare che l’Aquinate sostenga che anche gli angeli possano amministrare i sacramenti al pari di coloro che hanno ricevuto il sacramento dell’Ordine Sacro (quindi eventualmente celebrare una messa e/o confessare un penitente), le chiedo chiarificazioni in merito in quanto questa cosa mi ha generato confusione, ricordandomi una frase del Curato d’Ars che nemmeno gli angeli sono degni di servire il sacerdote durante la celebrazione eucaristica (non riesco purtroppo a trovare la fonte esatta).
Altresì le volevo chiedere se gli angeli sono creature di Dio o sono da considerarsi Figli di Dio al pari dei battezzati. In quest’ultimo caso non si implicherebbe che gli angeli sarebbero sempre superiori agli uomini nella grazia e non solo nella natura?
Grazie come sempre del suo servizio, prego per lei.
Con stima in Cristo,
Nello
Risposta del sacerdote
Caro Nello,
1. nell’articolo della somma teologica che hai citato San Tommaso nega categoricamente che i sacramenti possono essere amministrati dagli angeli.
Nel sed contra dice: “Sta scritto: “Ogni sommo sacerdote, preso di mezzo agli uomini, è costituito rappresentante degli uomini in tutto ciò che riguarda Dio”. Ma gli angeli, buoni o cattivi, non appartengono agli uomini. Quindi essi non vengono costituiti ministri delle cose che riguardano Dio, cioè dei sacramenti”.
2. Nel corpo dell’articolo ne porta la motivazione: “Tutta la virtù dei sacramenti deriva dalla passione di Cristo, che gli appartiene in quanto uomo.
Ora, a Cristo come uomo sono conformi per natura gli uomini, non gli angeli.
Anzi rispetto a questi il Cristo viene presentato da San Paolo come “un poco inferiore”, a motivo della passione. Dunque spetta agli uomini e non agli angeli dispensare i sacramenti ed esserne i ministri”.
3. Tuttavia nel corpo del medesimo articolo San Tommaso dice anche quello che tu hai riportato e con ciò sembra contraddirsi.
Ecco le sue parole: “Dio, come non ha vincolato la sua virtù ai sacramenti in tal modo da non poterne produrre gli effetti anche senza di essi, così non ha vincolato la sua potenza ai ministri della Chiesa in modo da non poterla concedere anche agli angeli.
E siccome gli angeli buoni sono a servizio della verità, se un ministero sacramentale venisse esercitato dagli angeli buoni, lo dovremmo ritenere valido, perché sarebbe evidente in ciò la volontà divina: si dice, p. es., che alcune chiese siano state consacrate per ministero angelico. Se invece i demoni, che sono spiriti di menzogna, prestassero qualche ministero sacramentale, non sarebbe da ritenersi valido”.
4. A questo proposito c’è da notare anzitutto l’esempio portato da San Tommaso: sembra che alcune chiese siano state consacrate per ministero Angelico.
Nel Commento alle Sentenze di Pietro lombardo San Tommaso fa riferimento al santuario di San Michele Arcangelo nel Gargano. Scrive infatti: “Un tempio che è stato consacrato degli angeli non deve essere consacrato dall’uomo, come si legge nella storia della dedicazione di San Michele” (Commento alle sentenze di Pietro Lombardo, IV, d.5, q.2, a.3).
Va notato che la consacrazione di una Chiesa non è propriamente un sacramento, ma un sacramentale.
5. Aldilà di questo, San Tommaso riconosce che quanto può fare un inferiore può essere compiuto da un superiore, per cui ciò che può fare un diacono, a fortiori lo può fare un sacerdote e ancor più un vescovo.
Ora è ben vero che gli angeli hanno una natura superiore alla nostra perché è incorruttibile e spirituale, mentre la nostra è in parte spirituale perché l’anima è spirituale, ma è anche costituita di corpo che è corruttibile è mortale.
E tuttavia quanto può fare un angelo non lo fa in maniera sacramentale, ma in modo invisibile e più alto.
Ecco la sua risposta nella Somma teologica: “Ciò che fanno gli uomini in una forma inferiore, ossia con i sacramenti sensibili, proporzionati alla loro natura, lo fanno anche gli angeli come ministri superiori in forma più alta, ossia purificano, illuminano, e perfezionano invisibilmente” (III, 64, 7, ad 1).
Ma proprio perché fanno invisibilmente non lo fanno in maniera sacramentale, e cioè attraverso segni sensibili.
6. Nel Commento alle Sentenze dice anche che “il battesimo è un’azione della Chiesa militante.
Ora gli angeli non appartengono né in atto né in potenza alla Chiesa militante. Quindi non possono battezzare” (l.c., sed contra).
7. San Tommaso prosegue dicendo che Dio potrebbe dare ad un angelo il potere di battezzare anche con mezzi sensibili e visibili. Perché “come Dio non ha legato alla sua potenza ai sacramenti, così non ha legato ad alcuni ministri il potere di consacrare i sacramenti: per cui chi ha dato questo potere agli uomini, potrebbe darlo anche agli angeli… per cui se battezzasse, uno non dovrebbe essere ribattezzato, purché sia certo che si tratta di un angelo” (Ib., ad 1).
Questo evidentemente in via teorica, ma Gesù Cristo non ha dato questo potere agli angeli.
8. Non solo non ha dato agli angeli il potere di consacrare ma neanche quello di cibarsi dell’eucarestia sotto le specie sacramentali, sebbene “essi si cibino spiritualmente di Cristo” (Somma teologica, III, 80, 2).
E “il cibarsi di Cristo in questo sacramento ha per fine la fruizione della patria, di cui già godono gli angeli. Ora, poiché le cose destinate a un fine, sono subordinate al fine stesso, ne segue che la comunione di Cristo con la quale lo riceviamo sotto il sacramento deriva in qualche modo da quella comunione con cui godono di lui gli angeli nella patria. Ecco perché si dice che l’uomo mangia “il pane degli angeli“; perché Cristo appartiene prima e principalmente agli angeli, che godono di lui come è nel suo stato naturale” (Ib., ad 1).
9. Alla tua seconda domanda va risposto così: gli angeli sono creature di Dio, ma poiché hanno ricevuto la grazia santificante sono diventati figli di Dio.
La grazia santificante, infatti, non è altro che una irradiazione della vita di Dio in noi. San Tommaso dice che “la grazia è della medesima specie tanto nell’angelo quanto nell’uomo (De Veritate, 9, 1, 17).
10. Gli angeli hanno ricevuto simultaneamente la grazia e la gloria della visione beatifica. Pertanto l’hanno ricevuta in maniera superiore all’uomo.
Tuttavia la Madonna in virtù del beneplacito di Dio è stata colmata di una grazia superiore a quella di tutti gli angeli messi insieme.
Inoltre gli uomini, per la possibilità di meritare incessantemente, possono godere di una grazia superiore a quella degli angeli.
Con l’augurio che anche tu possa pervenire a questa altezza, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
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