Quesito

Buongiorno padre Angelo.
Leggo spesso le domande e le sue risposte ai lettori che mi aiutano a capire molte cose.
Ho una domanda per un aspetto che non capisco bene.
In Genesi 1,28 Dio dice ad Adamo ed Eva: crescete e moltiplicatevi. Quindi presumo che dovessero unirsi e generare figli, senza sofferenza e senza dolore.
Un dubbio conseguente che mi viene è se quando si parla di resurrezione della carne possa intendersi che ridiventeremo come Adamo ed Eva prima del peccato originale. Per riprendere a vivere come Dio aveva preparato per loro.
E se, di conseguenza,  resteremo a vivere in questo universo creato con amore da Dio. O se questa creazione sparirà. 
E se l’espressione  ‘ci saranno cieli nuovi e terra nuova’ dell’Apocalisse possa significare che saremo trasferiti su un altro pianeta di questo magnifico universo opera di Dio.
Non so se il mio quesito sia chiaro. 
In sintesi, è su come debba interpretarsi “la resurrezione della carne”.
Grazie.
Marcello


Risposta del sacerdote

Caro Marcello,
1. no, la risurrezione che noi attendiamo non porta a vivere come Adamo ed Eva prima del peccato originale.
Sebbene i nostri progenitori siano stati nel paradiso terrestre, tuttavia la loro esistenza in questo mondo era comunque provvisoria.
La loro vita quaggiù era ancora unita ad un corpo materiale che aveva bisogno di mangiare, di bere, di crescere. In una parola aveva bisogno di conservarsi in vita.

2. La risurrezione che noi attendiamo è simile a quella di Nostro Signore, il quale risorgendo non è tornato indietro, alla vita precedente che sarebbe stata ugualmente transitoria, ma è entrato in una vita senza fine.
La Sacra Scrittura dice: “Ora, invece, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti” (1 Cor 15,20).
Con la risurrezione Gesù ha assunto un corpo glorioso, non più soggetto alle necessità di questo mondo.

3. Per usare il linguaggio di San Paolo, attualmente il nostro corpo e vivificato dall’anima, che egli chiama psiché, che resta un principio naturale.
Con la risurrezione saremo vivi non in forza di questo principio naturale ma di quella realtà che egli chiama Pneuma. E cioè dello Spirito di Dio.

4. Già fin d’ora viene donato il Pneuma, ma in forma iniziale, per farci vivere secondo lo spirito in comunione con Dio.
Questo viene ricordato bene in Romani 5,5, ove si dice che “la speranza non delude perché Dio ha infuso il suo amore nei nostri cuori attraverso lo Spirito (Pneumatos) Santo che ci è stato dato”.
Il Pneuma raggiungerà il suo pieno effetto dopo la morte. Allora il nostro corpo diventerà incorruttibile, immortale, glorioso, libero dalle leggi della materia terrestre e dalle sue modalità di apparire.

5. In Apocalisse si legge: “Vidi un cielo nuovo è una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi” (Ap 21,1).
La Bibbia di Gerusalemme e commenta: “Tutta la creazione sarà un giorno rinnovata, liberata dalla schiavitù della corruzione, trasformata dalla gloria di Dio”.
In che modo sarà trasformata? Non lo sappiamo.
Il Concilio Vaticano II dice: “Ignoriamo il tempo in cui avranno fine la terra e l’umanità e non sappiamo in che modo sarà trasformato l’universo.
Passa certamente l’aspetto di questo mondo, deformato dal peccato.
Sappiamo però dalla Rivelazione che Dio prepara una nuova abitazione e una terra nuova, in cui abita la giustizia, e la cui felicità sazierà sovrabbondantemente tutti i desideri di pace che salgono nel cuore degli uomini” (Gaudium et spes, 39).

6. Con la fine del mondo e la risurrezione dei morti non saremo trasferiti in un altro pianeta, ma saremo definitavamente nel seno del Padre,
Proprio come ha detto Gesù: “Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo” (Gv 17,24).

Con l’augurio di trovarci tutti lì, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo