Quesito

Caro Padre Angelo,
come è possibile spiegare ad un musulmano il mistero della S. Trinità?
Mi pare una di quelle cose che lo fanno molta fatica a comprendere.
La ringrazio e le auguro ogni bene.
Pietro


Risposta del sacerdote

Caro Pietro,
1. ho letto le pagine che ti riporto e che cercano di far capire ad un musulmano quanto sia ragionevole il mistero della Santissima Trinità.
È il dialogo di un missionario con un giovane africano, di nome Michele.
Porta il titolo: “il tuo amico è un pò te stesso”

2. Gennaio 1970. Sono partito per un viaggio di tre giorni nei villaggi della boscaglia. Michele, un giovane catechista, è con me. Un mattino, andando da un villaggio all’altro, passiamo vicino a una palude circondata da alberi: ‘‘Fermiamoci dice Michele; qui fa fresco, parleremo un po’.’
Ci fermiamo per sederci sulla riva della palude. Mi accorgo allora che Michele ha un orologio al polso: ‘‘Come, hai comprato un orologio?’
No, risponde egli, non l’ho comprato, è quello di un mio amico.
Te l’ha prestato?
No, non me l’ha prestato; l’ho trovato a casa sua c l’ho preso.
Tu l’hai preso! E se lui ne ha bisogno?
Ma anch’io ne ho bisogno, dice Michele ridendo.
D’accordo, ma è lui che l’ha comprato, no?
Eh! Padre, risponde stupito, ma lui è mio amico! Ciò che è suo è mio! Se non oso prendere le cose sue, allora, per me, egli non è veramente un amico! D’altronde, guarda! Tre mesi fa, ho comperato delle scarpe da mettere in città, ma non le ho mai messe. Il giorno stesso dell’acquisto, egli è venuto da me, le ha viste ed è partito con esse. Ed è normale! Voi conoscete il proverbio: Per i veri amici, ciò che ognuno possiede appartiene ai due.
La cosa comincia ad interessarmi. Dico perciò a Michele: Parlami un pò dell’amicizia. Dimmi come la si intende qui da voi.
Anzitutto, dice Michele, se tu hai un amico, uno vero, tu gli racconti tutto: sia il tuo bene, sia il tuo male. Non temi di dirgli i tuoi segreti, perché lui li conserverà meglio di te stesso. Persino ciò che è cattivo in te, non hai vergogna di dirlo al tuo amico, perché sai che lui non ti giudicherà.
Questa, sì, che è vera amicizia!…
Sì. E tutto ciò che egli pensa di te, tutto ciò sente dire di te, te lo racconta. E tu mai te la prendi; al contrario, lo ringrazi, perché se lui ti dice queste cose, è per aiutarti. E tu lo sai bene. Se ti nasconde qualcosa, allora è perché non è veramente tuo amico e non vuole aiutarti a diventare uomo. Si dice: "La verità non può mai guastare la vera amicizia". E’ così. Ma non è tutto. L’amico, in fondo, ti conosce meglio di te stesso. E tu conosci l’amico meglio di lui stesso. A poco a poco tu diventi simile a lui. E lui diventa simile a te. Si dice: "C’è una sola cosa nel tuo amico che non puoi fare tua: è la bellezza del suo volto".
Allora, vedi, conclude Michele: ciò che è tuo è suo. E ciò che è suo è tuo. Tu sei un po’ lui. Lui è un pò te.
Mentre ascolto Michele, una vecchia canzone mi torna alla mente e io comincio a cantarla sottovoce: "Avevo un solo amico e me l’hanno ucciso.
Era più che se stesso, egli era un po’ me. Credo che, uccidendolo, hanno ucciso anche me e io piango di notte quando nessuno mi vede".
È bellissima, dice Michele. Anche noi abbiamo un proverbio che dice la stessa cosa: "Solo quando il tuo amico è morto, vedi il posto che occupava nella tua vita". Infatti, quando il tuo amico muore, hai l’impressione che anche in te qualcosa muoia.
Interrompo a Michele e gli dico: Sai che l’amicizia, quando la si intende bene, è una delle cose più belle del mondo? Sai che, forse, è la sola che ci può aiutare a ‘‘indovinare’ il mistero di Dio?
Michele mi guarda un pò sorpreso: Il mistero di Dio!… Come?
Io frugo nella mia borsa e tiro fuori il Vangelo. Cerco gli ultimi capitoli di san Giovanni e gli dico: "Ascolta bene, io leggerò lentamente. Tu mi dirai quello che ne pensi.
Gesù disse ai suoi apostoli: "La parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato… Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto". Gesù disse ancora: "Tutto ciò che è del Padre è mio, e tutto ciò che è mio è del Padre. Il Padre è sempre con me. Egli non mi lascia mai solo, perché io faccio sempre ciò che a Lui piace!" Filippo disse a Gesù: "Maestro, mostraci il Padre e ci basta!" Gli rispose Gesù: "Filippo, da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai ancora conosciuto? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Noi credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Il Padre io siamo Uno".
Michele mi guarda: è raggiante: "Padre, ho capito! Dio è come l’amicizia!".
"Hai ragione. Dio è come l’amicizia. Il Padre, il Figlio e lo Spirito sono sempre insieme. Essi hanno lo stesso Pensiero, la stessa Parola, la stessa Volontà. Quando Uno parla è la parola di Tutti. Quando uno agisce è a nome di tutti. Ciò che possiede uno è dei Tre. Essi sono Uno per l’Altro’‘‘.
"Oh, è così bello!".
"Sì, e considera questo ancora: "tu e il tuo amico vi conoscete, condividete tutto e vi amate. Per questo voi siete ‘‘uniti’. Tuttavia, che cos’è la vostra amicizia? Una piccola cosa umana e fragile… Allora, adesso, immagina un’amicizia sempre più grande, sempre più vera, sempre più profonda… un’amicizia ‘‘perfetta’ … Cerca! Cerca! Non fermarti per strada, va’ sempre più lontano…"
Michele resta un attimo silenzioso, gli occhi nel vago. Cerca di vedere. Poi mi dice: "Io tento, ma c’è un momento in cui non posso più… Non so più… Confondo tutto. Non capisco più. Non riesco più ad immaginare".
È proprio così, Michele. Ad un certo punto, la nostra immaginazione si ferma. La nostra mente non può andare oltre. È normale. Nessuno al mondo può immaginare un amore perfetto. Chi infatti potesse farlo comprenderebbe Dio. Vedrebbe Dio".
Michele tace. Allora aggiungo: "Mediante la loro amicizia e il loro amore umani, gli uomini sono ‘‘uniti’. Ma con l’amore e l’amicizia ‘‘perfetta’ che esiste tra di loro, le Tre Persone non sono soltanto ‘‘unite’, Esse sono veramente ‘‘UNO’. San Giovanni dice: "Chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è Amore" (1 Gv 4,7-8).
Michele rimane a lungo assorto poi sorride e dice: "Oh, sono proprio contento! Le dirò il perché. Da noi si dice: Chi resta solo, chi decide da solo, chi non apre il suo cuore a nessuno, chi non ascolta i consigli di nessuno, costui ha il cuore cattivo. Oppure si crede più degli altri o si nasconde per fare il male. Allora io mi dicevo: Dio, è sempre solo. Nessuno Lo conosce, neppure gli angeli. Non può parlare a nessuno, salvo per comandare. Non ha bisogno di nessuno, poiché può tutto. Non condivide con nessuno. Nessuno lo ama veramente ed Egli non può amare veramente qualcuno, perché nessuno è uguale a Lui. E pensavo male di Dio. Mi dicevo: Se Dio è solo, è un Dio triste. O ancora: Se Egli rimane solo è perché forse non è veramente Buono". Ma ora ho capito! Dio è Unico, sì, ma Dio è l’Amicizia, è l’Amore di Tre Persone… che si amano talmente!… Allora Dio è la Vita… Dio è la gioia".

3. L’autore di questo dialogo aggiunge una postilla dedicata “Ai nostri amici musulmani” e scrive:
“È bene che musulmani e cristiani cerchino di comprendersi e che, perciò, gli uni si sforzino di conoscere la religione degli altri. Vi dirò perciò due cose.
Anzitutto i vostri amici cristiani sanno benissimo che "Il Padre" non ha il "Figlio" come un uomo ha un figlio da una donna. Essi sanno che i più bei Nomi dati a Dio sono imperfetti. Sono dei Nomi umani. Non bisogna prenderli alla lettera, ma occorre meditarli uno per uno per vedere ciò che ci possono insegnare riguardo a Dio. Non è quindi serio litigare su delle parole.
Se il nome di "Figlio" non vi piace, poco importa, possiamo anche chiamare Gesù "Verbo di Dio", "Parola di Dio" o "Sapienza di Dio".
Inoltre, dovete sapere che il Corano stesso parla del Verbo-Parola di Dio e dello Spirito Santo di Dio.
A proposito del Verbo, il Corano dice: "Allah ha mandato a Maria un Verbo uscito da Lui, che sarà un Capo, un Casto, un Profeta tra i Santi". E ancora: "Gesù, figlio di Maria, Inviato di Allah è suo Verbo" (Sura 3,34.40; 4,169).
Riguardo allo Spirito Santo, il Corano afferma "che Egli procede da Allah", vale a dire che viene da Lui, che è uscito da Lui. "Allah lo manda su chi vuole". "Egli Lo ha posto su Maria e Lo ha soffiato su di lei" perché Gesù nasca da lei. È questo Spirito che "ha sostenuto Gesù durante la sua vita" ed è Lui che "aiuta coloro che hanno Fede" (Sura 2,81.254; 4,169; 12,87; 21,91ss).
Anche se, per il Corano, il Verbo e lo Spirito Santo non sono Persone”.

4. È un racconto semplice, ma capace di rendere ragionevole la verità insondabile della SS. Trinità.

Ti ringrazio di avermi dato questa possibilità, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo