Quesito

Caro Padre Angelo,
in un noto giornale cattolico, nel Forum destinato alla corrispondenza coi lettori, un lettore nega che “il paradiso terrestre e l’origine dell’uomo da Adamo e Eva siano una realtà storica (non metafisica o simbolica) cui un cattolico «deve» credere”.
Il direttore di tale quotidiano nella sua risposta sembra avvallare questa affermazione perché elogia “la lettera bella” dello scrivente. Sono disorientato.
Mi dica: Adamo ed Eva sono esistiti davvero?
In che cosa è consistito il peccato originale?
I mali di questo mondo possono trovare la loro causa nel peccato originale?
La ringrazio in anticipo per la risposta e la ringrazio anche per il prezioso aiuto che ci fornisce.
N.


Risposta del sacerdote

Carissimo N.,
1. bisognerebbe leggere il testo e il contesto di tali affermazioni perché non vorrei dare interpretazioni non esatte a quanto è stato scritto.
Mi limito pertanto a riportarti quello che insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica che per i credenti è vincolante, anche perché tutte le affermazioni che ti riporterò sono affermazioni di Concili e di Magistero della Chiesa.
Si tratta di affermazioni normative per chi si definisce credente, non soggette a libera disputa.

2. Circa il paradiso terrestre e Adamo ed Eva il Catechismo della Chiesa Cattolica dice:
“La Chiesa, interpretando autenticamente il simbolismo del linguaggio biblico alla luce del Nuovo Testamento e della Tradizione, insegna che i nostri progenitori Adamo ed Eva sono stati costituiti in uno stato «di santità e di giustizia originali» [Concilio di Trento, DS 1511]. La grazia della santità originale era una «partecipazione alla vita divina» [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 2]” (CCC 375).

3. Poco prima aveva detto: “Il primo uomo non solo è stato creato buono, ma è stato anche costituito in una tale amicizia con il suo Creatore e in una tale armonia con se stesso e con la creazione, che saranno superate soltanto dalla gloria della nuova creazione in Cristo” (CCC 374).
Come vedi il Catechismo parla di una triplice armonia: col Creatore, con se stesso e con la creazione.

4. Ulteriormente il Catechismo della Chiesa Cattolica precisa:
“Finché fosse rimasto nell’intimità divina, l’uomo non avrebbe dovuto né morire, (Gn 2,17; Gn 3,19) né soffrire (Gn 3,16).
L’armonia interiore della persona umana, l’armonia tra l’uomo e la donna (Gn 2,25), infine l’armonia tra la prima coppia e tutta la creazione costituiva la condizione detta «giustizia originale»” (CCC 376).
Come vedi, il Catechismo della Chiesa Cattolica parla di prima coppia.
La prima coppia (Adamo ed Eva) non è linguaggio simbolico.

5. Questo lo si capisce ancor meglio da quanto segue: “Il racconto della caduta (Gn 3) utilizza un linguaggio di immagini, ma espone un avvenimento primordiale, un fatto che è accaduto all’inizio della storia dell’uomo [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 13].
La Rivelazione ci dà la certezza di fede che tutta la storia umana è segnata dalla colpa originale liberamente commessa dai nostri progenitori” (CCC 390).

6. Immagini sono: l’albero, il serpente, il frutto buono a vedersi, il fatto che Eva l’abbia presentato ad Adamo, che l’abbiano assaggiato, il serpente…
Ma al di là delle immagini vi è “un fatto che è accaduto all’inizio della storia dell’uomo”.
Su questo non si discute.

7. Ma in che cosa è precisamente è consistito il peccato originale?
Ti rispondo con le parole del Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica: “L’uomo, tentato dal diavolo, ha lasciato spegnere nel suo cuore la fiducia nei confronti del suo Creatore e, disobbedendoGli, ha voluto diventare «come Dio» senza Dio, e non secondo Dio (Gn 3,5). Così Adamo ed Eva hanno perduto immediatamente, per sé e per tutti i loro discendenti, la grazia originale della santità e della giustizia” (Compendio CCC 375).

8. E ancora: “Tutti gli uomini sono coinvolti nel peccato di Adamo. San Paolo lo afferma: «Per la disobbedienza di uno solo, tutti sono stati costituiti peccatori» (Rm 5,19); «Come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato. . . » (Rm 5,12)” (CCC 402).

9. “Si tratta di un peccato che sarà trasmesso per propagazione a tutta l’umanità, cioè con la trasmissione di una natura umana privata della santità e della giustizia originali. Per questo il peccato originale è chiamato «peccato» in modo analogico: è un peccato «contratto» e non «commesso», uno stato e non un atto” (CCC 404).

10. Mi chiedi quali siano state le conseguenze devastanti del peccato originale sull’intera creazione: “Per il peccato dei nostri progenitori andrà perduta tutta l’armonia della giustizia originale che Dio, nel suo disegno, aveva previsto per l’uomo” (CCC 379).
E ancora: “L’armonia nella quale essi erano posti, grazie alla giustizia originale, è distrutta;
la padronanza delle facoltà spirituali dell’anima sul corpo è infranta
(Gn 3,7);
l’unione dell’uomo e della donna è sottoposta a tensioni (Gn 3,11-13);
i loro rapporti saranno segnati dalla concupiscenza e dalla tendenza all’asservimento (Gn 3,16).
L’armonia con la creazione è spezzata: la creazione visibile è diventata aliena e ostile all’uomo (Gn 3,17; Gn 3,19). A causa dell’uomo, la creazione è «sottomessa alla caducità» (Rm 8,20).
Infine, la conseguenza esplicitamente annunziata nell’ipotesi della disobbedienza (Gn 2,17) si realizzerà: l’uomo tornerà in polvere, quella polvere dalla quale è stato tratto (Gn 3,19). La morte entra nella storia dell’umanità (Rm 5,12) (CCC 400).

Ecco, caro N., la dottrina della Chiesa.
Uno è liberissimo di non accettarla.
Ma se è cattolico deve sapere che questa è la dottrina.
Non accettarla significa entrare in contraddizione con la propria fede.

Ti ringrazio per la fiducia e ti assicuro un cordiale ricordo al Signore nella preghiera.
Ti benedico.
Padre Angelo