Quesito

Caro Padre Angelo
che significa nella lettera agli Ebrei, nel prologo "l’impronta della sua sostanza"?
La ringrazio.
Stefano


Risposta del sacerdote

Caro Stefano,
1. impronta in greco si dice karactér e significa immagine scolpita o espressa.
Ora come l’impronta lasciata da un sigillo rappresenta in tutti i particolari l’immagine che è scolpita nel sigillo, così il Figlio di Dio, essendo impronta sostanziale del Padre, ha in sé la natura e le stesse perfezioni del Padre, è l’immagine perfetta e consostanziale del Padre. Ha tutto quello che ha il Padre e opera tutto quello che opera il Padre per cui dice: “Chi vede me, vede il Padre” (Gv 14,9; Sap 7,26).

2. San Paolo diverse volte esprime questo concetto.
Nella seconda lettera ai Corinzi dice: “E se il nostro Vangelo rimane velato, lo è in coloro che si perdono: in loro, increduli, il dio di questo mondo ha accecato la mente, perché non vedano lo splendore del glorioso vangelo di Cristo, che è immagine di Dio” (2 Cor 4,3-4).
Nella lettera ai Filippesi dice: “Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio” (Fil 2,5-6).
Ugualmente nella lettera ai Colossesi: “Egli è immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura; poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra” (Col 1,15-16).
Dunque Gesù Cristo è Dio che si è reso visibile attraverso la natura umana.
Proprio per questo, sempre nella medesima lettera ai Colossesi San Paolo dice: “E’ in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità” (Col 1,9).

3. Sostanza in greco si dice “ypostasis”. In italiano ypostasis viene tradotto giustamente con “sostanza”, che significa natura, essenza. Il Figlio quindi è l’immagine espressa della sostanza del Padre.
Con questa similitudine si mette ancor più in evidenza l’identità di natura e la distinzione di persona che è vi è tra il Padre e il Figlio.

4. In questo versetto della lettera agli ebrei abbiamo dunque un’attestazione molto forte e chiara di chi sia Gesù Cristo.
Qui si attesta la natura divina del Figlio, identica a quella del Padre.

5. In quanto si è fatto carne, Il Figlio ha assunto anche una natura umana.
Sicché in conclusione in Cristo vi sono due nature: quella divina e quella umana.
E vi è un’unica Persona, quella divina, quella del Figlio che – essendo della stessa sostanza del Padre – è un solo Dio insieme con Lui e con lo Spirito Santo

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo