Che cosa si debba fare al momento della consacrazione e della comunione

Che cosa si debba fare al momento della consacrazione e della comunione

Quesito

Caro Padre Angelo,
sono un ministrante e le vorrei rivolgere una domanda abbastanza profonda che serve anche per conoscere la mia vocazione e spero che lei possa darmi una risposta adeguata.
Le chiedo a cosa devo pensare durante la consacrazione eucaristica (devo pregare o cos’altro?) e dopo che ho fatto la comunione come mi devo rivolgere a Gesù, cosa gli devo dire insomma???
Attendendo una sua risposta la saluto cordialmente


Risposta del sacerdote

Carissimo,

sono infinite le cose che possiamo fare durante la consacrazione e la comunione. Io te ne posso portare solo qualche esemplificazione.
Durante la consacrazione si deve tenere lo sguardo fisso su Gesù che fa sull’altare tutto quello che ha fatto sulla croce:
agonizza nell’orto degli ulivi, e dice: “Padre, non la mia, ma la tua volontà sia fatta”,
viene flagellato (e possiamo pensare che mentre veniva flagellato, in cuor suo dicesse quello che aveva detto poco prima istituendo l’eucaristia: “Questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi”; “questo è il mio sangue versato per voi, per te”,
viene coronato di spine,
inchiodato sulla croce e dice: “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”; “Figlio, ecco tua madre, Donna ecco tuo figlio”, “ho sete”.
A questo ci rimandano anche le parole consacratorie: Questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi. Questo è il mio sangue versato per voi e per tutti in remissione dei peccati.
Padre Pio, quando giungeva alla consacrazione, piangeva. Alcuni gli chiesero: Padre Pio, perché piange?
E lui: “E vi par poca cosa vedere Gesù che muore?”.
Il Santo Curato d’Ars diceva: “Durante la Messa si trascurano i meriti della morte e passione di Nostro Signore”.
E ancora: “Figli miei, che fa Nostro Signore nel sacramento dell’amore? Egli consacra il suo cuore divino al nostro amore”. Sì, Gesù sigilla il suo amore per noi e ce lo garantisce per tutta l’eternità.

Durante l’elevazione puoi ripetere qualche giaculatoria: “Signore mio e Dio mio”, oppure la preghiera insegnata dall’Angelo di Fatima ai tre pastorelli: Mio Dio, Ti adoro, ti credo, ti spero e ti amo, anche per quelli che non ti adorano, non ti credono, non ti sperano e non ti amano.
Durante l’elevazione del calice, puoi dire: “Signore manda alla tua Chiesa tanti e santi sacerdoti.
Oppure: Eterno Padre, ti offro il corpo, il sangue, l’anima e la divinità del Nostro Signore Gesù Cristo in sconto dei miei peccati per i bisogni della santa Madre Chiesa e di quelli di tutto il mondo.

Durante la Comunione io ripenso alle parole che il Signore mi ha detto nel Vangelo e nelle altre letture della Messa. Le sento proprio personalizzate. E interloquisco con Lui.
Puoi anche pensare a quanto diceva il santo Curato d’Ars: “Nostro Signore è presente là sui nostri altari con le mani piene di grazie, in attesa di distribuirle. Con quale rispetto staremmo alla sua presenza”.
Talvolta penso anche che Gesù mi dice ben di più di quanto Erode abbia detto a Salomé: “Chiedimi tutto quello che vuoi, fosse anche la metà del mio regno”.
Durante la Comunione ripeto anche la bella preghiera attribuita a S. Ignazio di Loyola: Anima di Cristo, santificami. Corpo di Cristo, salvami. Sangue di Cristo, inebriami. Acqua del costato di Cristo, lavami. Passione di Cristo, confortami. O buon Gesù, esaudiscimi. Dentro le tue piaghe nascondimi. Non permettere ch’io mi separi da te. Dal nemico maligno difendimi. Nell’ora della mia morte chiamami. Fa’ che io venga a te, a lodarti con i tuoi santi, nei secoli dei secoli. Amen.
Talvolta recito il Magnificat, che è il cantico risuonato nel cuore di Maria dopo che Dio aveva preso dimora in Lei con l’incarnazione.
Mi affido sempre a Maria, secondo il comando del Signore e recito il memorare di san Bernardo (Ricordatevi, o pietosissima Vergine Maria, che…).
Finita la Messa continuo la mia comunione col Signore recitando privatamente il Santo Rosario. Secondo Paolo VI (Marialis cultus) si tratta di un ottimo strumento per portarsi dietro i frutti della Messa.

Ripeto, come ho detto all’inizio, questa è soltanto un’esemplificazione.
Chiedi a Maria e allo Spirito Santo di suggerirti come devi vivere questi momenti così grandi e così santi della nostra vita.

Ti ringrazio della domanda, e nella speranza che la risposta possa fare del bene, ti benedico e ti assicuro la mia preghiera.
Padre Angelo