Quesito

Caro Padre,
mi può spiegare che cosa s’intende per peccato contro lo Spirito Santo? Ho sentito dire che sarebbe un peccato imperdonabile.
La ringrazio e la ricordo nelle mie preghiere


Risposta del sacerdote

Carissimo,
ti rispondo dicendoti anzitutto che cosa s’intende per bestemmia contro lo Spirito Santo, in secondo luogo ti esporrò quali siano i peccati contro lo Spirito Santo, in terzo luogo che cosa s’intende per peccato imperdonabile.

1. Nozione di bestemmia contro lo Spirito Santo
Il problema nasce dalle parole del Signore: “Ogni peccato e ogni bestemmia sarà perdonata agli uomini; ma la bestemmia contro lo Spirito Santo non sarà perdonata. E chiunque avrà parlato contro il Figlio dell’uomo sarà perdonato; ma chiunque avrà parlato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato né in questo secolo né in quello futuro” (Mt 12,31).
S. Agostino commenta: “Grande è l’oscurità di questo problema. Perciò chiediamo a Dio la luce per esporlo. Confesso alla vostra carità che in tutte le Sante Scritture non c’è forse un problema più grave e più difficile”. Sembra infatti opporsi alla infinita ed eterna misericordia di Dio.
S. Tommaso riferisce tre interpretazioni, tutte e tre accettabili.
– La prima (Atanasio, Ilario, Ambrogio, Girolamo, Crisostomo): peccati contro lo Spirito Santo sono quelli commessi letteralmente contro lo Spirito Santo, sia che per Spirito Santo si intenda tutta la divinità (il Santo Spirito di Dio), sia la terza Persona divina.
In base a questo si distingue la bestemmia contro lo Spirito Santo da quella contro il Figlio dell’uomo. Il Figlio dell’uomo in quanto tale mangiava, beveva (e per questo lo chiamavano mangione e beone, amico dei pubblicani); ma in quanto Dio, agisce secondo il Santo Spirito di Dio. Perciò coloro che lo bestemmiavano in quanto Dio confondevano le sue opere con quelle di Satana. Si tratta di un peccato imperdonabile non già perché la divina misericordia non lo possa coprire, ma per la perversa cecità e ostinazione nel male di chi lo compie.
– La seconda (S. Agostino): peccato contro lo Spirito Santo è l’impenitenza finale. Pecca contro lo Spirito Santo chi rimane sempre in peccato mortale e non vuole sollevarsi e pentirsi. Gli piace il peccato. Si tratta di un peccato contro lo Spirito Santo perché la grazia e la remissione dei peccati sono opera dello Spirito Santo.
– La terza (Riccardo di S. Vittore): si pecca contro lo Spirito Santo quando si pecca contro la bontà, che è il bene appropriato allo Spirito Santo (come la potenza è appropriata al Padre e la Sapienza al Figlio). Perciò si pecca contro il Padre quando si pecca per fragilità; contro il Figlio quando si pecca per ignoranza; contro lo Spirito Santo quando si pecca per malizia volendo il male per se stesso e disprezzando i mezzi forniti dalla speranza cristiana con i quali lo si poteva impedire.

2. Quanti sono i peccati contro lo Spirito Santo
Nell’enumerazione dei peccati contro lo Spirito Santo, san Tommaso sfrutta la terza soluzione, e dice che tanti sono i peccati contro lo Spirito Santo quanti sono i modi di disprezzare l’aiuto di Dio per trattenere l’uomo dal peccato.
Le remore al peccato possono provenire dal giudizio di Dio, dai suoi doni e dal parte del peccato stesso.
L’uomo viene allontanato dal peccato dalla considerazione del giudizio di Dio, che importa due elementi: uno di speranza e l’altro di timore. Si pecca allora per disperazione della salvezza e presunzione di salvarsi senza merito.
I doni di Dio che allontanano dal peccato sono la conoscenza della verità e l’aiuto della grazia. Contro il primo si pecca con l’impugnazione della verità conosciuta, e contro il secondo con l’invidia della grazia altrui.
Da parte del peccato, due considerazioni possono trattenere l’uomo dal compierlo: la sua bruttezza o disordine e la meschinità e la brevità del bene che uno vi trova. Ma esse sono rimosse dall’impenitenza finale (intesa nel senso di perdurare nel peccato fino alla morte) e dall’ostinazione nel peccato.

3. Se il peccato contro lo Spirito Santo sia imperdonabile
Il CCC scrive: “La misericordia di Dio non conosce limiti, ma chi deliberatamente rifiuta di accoglierla attraverso il pentimento, respinge il perdono dei propri peccati e la salvezza offerta dallo Spirito Santo. Un tale indurimento può portare alla impenitenza finale e alla rovina eterna” (CCC 1864).
Come si vede, l’imperdonabilità non è da parte di Dio, ma dell’uomo.
Anche il Catechismo Romano sosteneva la stessa interpretazione: “Quando occorrono nella S. Scrittura o nei Padri sentenze che sembrano affermare che per alcuni peccati non c’è remissione, bisogna intenderle nel senso che il loro perdono è oltremodo difficile. Come una malattia vien detta insanabile quando il malato respinge l’uso della medicina, così c’è una specie di peccato che non si rimette né si perdona perché rifugge dalla grazia di Dio, che è il rimedio suo proprio”.
Va aggiunto però quanto affermava S. Tommaso: “Questo non impedisce all’onnipotenza e alla misericordia di Dio di trovare la via del perdono e della guarigione che talora sana spiritualmente anche costoro in una maniera quasi prodigiosa”.

Ti ringrazio del ricordo nelle preghiere che contraccambio.
Ti saluto e ti benedico.
Padre Angelo