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Spiritualità domenicana

La preparazione alla preghiera (Sant'Alberto Magno)

Dal “Trattato sulla preghiera” di sant’Alberto Magno, vescovo.

Dobbiamo prepararci all’orazione; e questa preparazione è duplice: remota e prossima.
A sua volta la preparazione remota si distingue in interiore ed esteriore.
La preparazione interiore è triplice:
la prima consiste nella purificazione della coscienza: “ Se il nostro cuore non ci rimprovera, nutriamo fiducia di ottenere da Dio tutto ciò che gli chiederemo”;
la seconda è la umiliazione dello spirito, perché “ il Signore è attento alla preghiera degli umili e non ne disdegna le suppliche”.
La terza, infine, è il perdono delle ingiurie. Quando vogliate attendere all’orazione “perdonate i debiti del vostro prossimo, affinché anche il Padre vostro che è in cielo, perdoni a voi i vostri peccati”.

Anche la preparazione esteriore è triplice.
La prima consiste nell’osservanza dei comandamenti divini perché, come dice sant’Isidoro, se facciamo ciò che il Signore ha comandato, senza dubbio otterremo ciò che gli domandiamo.
La seconda è la riconciliazione col fratello offeso: “ Se stai per presentare il tuo dono all’altare e in quel momento ricordi che il tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia il tuo dono dinanzi all’altare e và prima a riconciliarti col fratello; poi andrai ad offrire il tuo dono”.
La terza è la pratica del digiuno e dell’elemosina, con le quali si tonifica la preghiera: “Spezza all’affamato il tuo pane ed ospita nella tua casa i poveri e i pellegrini; allora invocherai il Signore ed Egli ti esaudirà”.

La preparazione prossima consta anch’essa di due parti: una interiore e l’altra esteriore.
La preparazione interiore è triplice.
Anzitutto il raccoglimento dei cuore: “Quando vorrai pregare il Signore, entra nella tua stanza e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel nascondimento”. Rientrare nella propria stanza significa richiamare in se stesso il proprio cuore, e chiudere la porta vuol dire isolare questo cuore, cioè far rientrare pensieri ed affetti dispersi tra loro.
La seconda preparazione interiore consiste nel volgersi attentamente al Signore, perché soltanto allora la nostra è vera orazione, quando non ci disperdiamo in altre cose. Occorre dunque anzitutto purificare l’anima e isolarla da pensieri terreni affinché ogni energia del cuore si orienti risolutamente verso il Signore. Si allontani quindi ogni pensiero terreno e mondano e l’anima non sia rivolta ad altro che a Colui che si invoca. Per questo il sacerdote, prima di iniziare il canone, dispone il cuore dei fratelli dicendo: “In alto i cuori!”. E i fratelli rispondono: “Sono rivolti al Signore”, affinché sia precluso ogni accesso all’avversario e il cuore si dischiuda esclusivamente a Dio, né altro abbiamo in cuore o sulle labbra. Come, del resto, pretenderesti da Dio che ti ascoltasse quando tu stesso non ti ascolti? Vorresti che Dio ti ascoltasse, quando tu stesso non ti ricordi di te? Ciò significherebbe offendere la maestà di Dio con la trasandatezza nell’orazione, cioè star desto con gli occhi ma dormire con il cuore, mentre il cristiano dovrebbe vegliare con il cuore anche quando dorme.
La terza preparazione consiste nel suscitare sentimenti di amore verso Dio, soprattutto riflettendo sulla nostra miseria e sulla bontà misericorde di Dio. La coscienza della nostra debolezza ci suggerirà cosa sia necessario domandare, mentre la meditazione sulla misericordia divina c’insegnerà con quale animo dobbiamo esprimere nostri desideri.

La preparazione esteriore concerne la posizione, il vestito e l’atteggiamento.
Circa la posizione, si può pregare stando in piedi o seduto o persino coricati.
E tuttavia nelle preghiere pubbliche ci si dovrà conformare a quanto la Chiesa o la tradizione locale hanno stabilito.
Circa l’abito ricorda che all’orante si addice una veste umi1e ed estremamente modesta.
Quanto all’atteggiamento, ve ne sono diversi: lo stare genuflessi o con le mani aperte; il percuotersi il petto, sollevare o abbassare il capo e lo sguardo, con le labbra chiuse emettendo la voce, il versare lagrime, emette sospiri, gemiti e altri atteggiamenti simili.


Pubblicato 13.01.2009

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